Il Caimano è sempre più nervoso, vede il suo sistema di potere franargli sotto i piedi. La Procura di Palermo ha inequivocabilmente provato che l’ex senatore forzista trattava con Cosa Nostra durante il governo Berlusconi.
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lunedì 23 aprile 2018
giovedì 1 settembre 2016
Intrecci pericolosi tra Il Milan, Berlusconi, Dell’Utri e Cosa Nostra
Erano i primi anni settanta e per i miliardari milanesi tirava una brutta aria; la Lombardia infatti era invasa da pezzi grossi di Cosa nostra, quasi tutti in soggiorno obbligato.
Costoro volevano espandere il business della droga alla conquista dei mercati del nord contendendo la leadership ai criminali calabresi; uno dei settori in cui i siciliani eccellevano erano i sequestri di persona.
Costoro volevano espandere il business della droga alla conquista dei mercati del nord contendendo la leadership ai criminali calabresi; uno dei settori in cui i siciliani eccellevano erano i sequestri di persona.
lunedì 30 marzo 2015
Dell'Utri.....il salvatore della nostra storia...!
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| si applaude da solo...poverino... |
mercoledì 26 novembre 2014
SONO SEMPRE I PREDILETTI!! mafia e paraggi
Andrea Mineo, consigliere comunale forzista (ma eletto a Palazzo delle Aquile con Grande Sud) e “figlio d’arte”, fra i trenta giovani che sabato sono stati ospiti di Silvio Berlusconi a Villa Gernetto, una dimora modesta!.. Un incontro dal quale sono stati esclusi tutti i big azzurri, tranne : Giovanni Toti, Annagrazia Calabria, Deborah Bergamini e Alessandro Cattaneo, nel ruolo di istruttore delle nuove leve azzurre, non so se nel kit del bravo istruttore c'era anche mascherina, bandana, grimaldello.
venerdì 18 luglio 2014
Processo Ruby. Berlusconi assolto in appello
mercoledì 18 dicembre 2013
Berlusconi. Il pregiudicato decaduto,
Si chiarisca: la nostra giustizia forse fa acqua da tutte le parti, la nostra logica no. Chi compie un reato è perseguibile, chi viene sentenziato colpevole è un pregiudicato. E, di conseguenza, non dovrebbe avere il diritto di sedere nei palazzi di potere per decidere le sorti del popolo.
lunedì 25 novembre 2013
diritti Mediaset, Berlusconi avrebbe evaso circa 1 miliardo e 300 milioni di euro
Dopo la condanna definitiva per frode fiscale, consacrata il primo agosto 2013 dalla Cassazione, ora è possibile fare un primo bilancio completo e documentato sui fondi neri scoperti in vent’anni d’indagini sul proprietario della Fininvest, Silvio Berlusconi. Il conto finale sarebbe da primato: almeno un miliardo e 277 milioni di euro. Nel video-messaggio del 18 settembre Berlusconi si è proclamato «assolutamente innocente» e ha accusato la magistratura di averlo colpito con «una sentenza mostruosa e politica». Sarebbe stato condannato per una frode di lieve entità: 7 milioni e 300 mila euro.
lunedì 4 novembre 2013
L’incredibile vicenda di Europa7 e Rete4. Tutta la storia di uno scippo scandaloso!
Prima parte
La storia inizia nel luglio 1997, quando il governo Prodi vara la legge Maccanico sul sistema televisivo. Tre anni prima la Consulta disse che tre reti per il Cavaliere sono troppe. L’etere è un bene pubblico, e deve ospitare quante più voci possibili. Entro due anni, sentenziò la Corte, Rete 4 deve cedere le frequenze e andare sul satellite.
venerdì 4 ottobre 2013
Le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi...il suo coinvolgimento con la P2...
Chi
fece parte nella loggia segreta Propaganda 2, in breve P2?
Vi
furono parlamentari (tra cui Pietro Longo che sarà Ministro delle
Finanze nel 1º Governo Craxi), giornalisti, alti gradi delle forze
armate, funzionari dello Stato (soprattutto Ministero del Tesoro e
delle Finanze), dirigenti dei servizi segreti, magistrati,
imprenditori, banchieri, editori e Berlusconi (tessera 1816).
Lo
scopo della P2 di Licio Gelli era di frenare l'avanzata del PCI di
Berlinguer. E a tal fine grande importanza era assegnata
all'informazione. Occorreva, in un primo tempo, individuare 3 o 4
giornalisti per ogni mezzo di informazione su cui puntare. Questi
dovevano fungere da “Cavalli di Troia” per spostare simpatie
verso politici piduisti. In un secondo tempo occorreva impadronirsi
dei mezzi di comunicazione più influenti. Particolare attenzione
andava alla Rai TV che andava dissolta in nome della libertà di
antenna. Essa andrà sostituita da altre TV che dovranno entrare casa
per casa ad influenzare l'italiano medio.
È
interessante notare che il Piano di Gelli contiene un diretto
riconoscimento a Berlusconi quando afferma che è necessario cambiare
anche modello edilizio attraverso città satellite in modo da poter
controllare meglio l'italiano medio.
Nel
1981 scoppiò lo scandalo P2 e Berlusconi tentò di minimizzare la
sua appartenenza a tale entità segreta ma riuscì solo a prendersi
una condanna per falsa testimonianza. Sono le banche gestite dalla P2
che forniscono capitali a Berlusconi "al di là di ogni merito
creditizio". Da ambienti piduisti Berlusconi acquista “Sorrisi
e Canzoni TV”, il più diffuso settimanale italiano.
La
P2 verrà sciolta perché “ritenuta una associazione a delinquere”
(Sandro Pertini). Gelli diventerà latitante in Svizzera. Si scoprirà
in seguito che la P2 risulta coinvolta in numerose inchieste
giudiziarie relative a stragi, attentati, omicidi politici,
corruttele. Solo Berlusconi nel 1988 avrà il coraggio di affermare:
"Sono sempre in curiosa attesa di conoscere quali fatti o
misfatti siano effettivamente addebitati a Licio Gelli...".
L'iscrizione
di Berlusconi alla loggia massonica P2 avviene il 26 gennaio 1978
nella sede di Via dei Condotti a Roma, all'ultimo piano del palazzo
che ospita il gioielliere Bulgari insieme a Roberto Gervaso;la
tessera è la n. 1816, codice E. 19.78, gruppo 17, fascicolo 0625,
come risulta dai documenti e dalle ricevute sequestrate ai capi della
loggia. Berlusconi ha negato la sua partecipazione alla P2, ma ha
ammesso in tribunale di essere stato iscritto.
Nell'autunno
del 1988(nel corso di un processo contro due giornalisti accusati di
averlo diffamato celebrato dal tribunale di Verona), Berlusconi
dichiarò: «Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2,
ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo. [...] Non ho
mai pagato una quota di iscrizione, né mai mi è stata chiesta».
Per
tali dichiarazioni il pretore di Verona, Gabriele Nigro ha avviato
nei confronti di Berlusconi un procedimento per falsa testimonianza.
Al termine il magistrato veronese ha prosciolto in istruttoria
l'imprenditore perché il fatto non costituisce reato. Il sostituto
procuratore generale Stefano Dragone ha però successivamente
impugnato il proscioglimento e la Corte d'appello di Venezia ha
avviato un nuovo procedimento in esito al quale ha stabilito che
«Berlusconi, deponendo davanti al Tribunale di Verona nella sua
qualità di teste-parte offesa, ha dichiarato il falso» ma che «il
reato attribuito all'imputato va dichiarato estinto per intervenuta
amnistia».
Successivamente
dichiarò: "Non sono mai stato piduista, mi mandarono la tessera
e io la rispedii subito al mittente: comunque i tribunali hanno
stabilito che gli iscritti alla P2 non commisero alcun reato, e
quindi essere stato piduista non è titolo di demerito". In
altra occasione, ha affermato che la P2 "per la verità allora
appariva come una normalissima associazione, come se fosse un Rotary,
un Lions, e non c'erano motivi, per quello che se ne sapeva, per
pensare che la cosa fosse diversa. Io resistetti molto a dare la mia
adesione, e poi lo feci perché Gervaso insistette particolarmente
dicendomi di rendere una cortesia personale a lui".
Secondo
le risultanze della Commissione parlamentare d'inchiesta “Anselmi”,
la loggia massonica era "eversiva". Essa fu sciolta con
un'apposita legge, la n. 17 del 25 gennaio 1982.
La
P2 era "un'organizzazione che mirava a prendere il possesso
delle leve del potere in Italia attraverso il «piano di rinascita
democratica», un elaborato a mezza via tra un manifesto e uno
«studio di fattibilità». Conteneva una sorta di ruolino di marcia
per la penetrazione di esponenti della loggia nei settori chiave
dello Stato, indicazioni per l'avvio di opere di selezionato
proselitismo e anche un preventivo dei costi per l'acquisizione delle
funzioni vitali del potere". Il Piano programmava la
dissoluzione dei partiti e la costruzione di due poli organizzati in
club territoriali e settoriali; tendeva al monopolio
dell'informazione, al controllo della banche, alla Repubblica
presidenziale e al controllo della magistratura da parte del potere
politico.
Secondo
il fondatore della P2 Licio Gelli, Berlusconi "ha preso il
nostro Piano di rinascita e lo ha copiato quasi tutto". Anche il
vescovo di Ivrea, Luigi Bettazzi rimprovera al primo governo
Berlusconi, al momento della sua caduta (1995), di essere
"l'attuazione fatta e programmata da Berlusconi del Piano di
rinascita democratica proposto dalla Loggia P2 già nel 1976".
A
partire dal 1985, gli archivi di Gelli testimoniano l'intervento
della P2 nell'acquisizione da parte di Berlusconi dell'allora più
diffuso settimanale popolare italiano, “TV Sorrisi e Canzoni” .
La transazione, se vista come una delle tante compiute all'interno
della stessa intricata ragnatela di imprese legate al sistema
creditizio vaticano, risulta quasi solo un passaggio di consegna per
la realizzazione del programma. È il giugno del 1983 quando la
consociata all'estero Ambrosiano Group Banco Comercial di Managua
cede a Berlusconi il 52% del pacchetto azionario della rivista. A
interessarsi dell'affare sono i finanzieri Roberto Calvi e Umberto
Ortolani.
A
seguito della presentazione delle conclusioni della Commissione
parlamentare d'inchiesta sulla P2, la loggia fu sciolta per legge in
ragione dei «fini eversivi» che si prefiggeva. Gelli fu condannato
e arrestato, benché al riguardo ancora nel 1988 Berlusconi
dichiarasse al “Corriere della Sera” di essere «sempre in
curiosa attesa di conoscere quali fatti o misfatti siano
effettivamente addebitati a Licio Gelli».
Al
momento del suo ingresso ufficiale in politica (1993), Berlusconi
presentò un partito la cui struttura e programma parvero ad alcuni
simili a quelle prefigurate nel disegno eversivo della P2: «Club
dove siano rappresentati... operatori imprenditoriali, esponenti
delle professioni liberali, pubblici amministratori» e solo
«pochissimi e selezionati» politici di professione.
Il
25 gennaio 2006 la maggioranza parlamentare guidata da Berlusconi,
nell'ambito della riforma dei reati d'opinione, approvò una modifica
dell'articolo 283 del Codice Penale sulla base del quale era stata
ritenuta illecita la P2, riducendo la reclusione minima da 12 a 5
anni e ritenendo necessari degli atti violenti.
Il
testo precedente era questo:
“«Chiunque
commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la
forma del Governo, con mezzi non consentiti dall'ordinamento
costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore
a dodici anni.
(Articolo
283 c.p. prima della novella legislativa del 2006)
il
testo modificato è invece il seguente:
“Chiunque,
con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la
Costituzione dello Stato o la forma di governo, è punito con la
reclusione non inferiore a cinque anni.”
(Articolo
283 c.p. dopo la novella legislativa del 2006)
Da wikipedia e fisicamente.net
Le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi...le attività in campo televisivo, fra P2 ed il PSI di Bettino Craxi...
Nel
1974 la TV condominiale via cavo Telemilano s.r.l. inizia le
trasmissioni. Nel 1977 inizia a trasmettere via etere e si trasforma
in s.p.a. Si associa a Berlusconi, Adriano Galliani (esperto nel
settore di frequenze TV). Vengono acquistate attrezzature a bassa
frequenza (quelle da studio TV), ripetitori in grado di coprire la
Lombardia e le frequenze 38 e 58. Il 30 Settembre 1978 è il termine
previsto per le sperimentazioni e per poter trasmettere. È
importante notare che Berlusconi si è già iscritto alla P2 (26
Gennaio 1978) che nel suo Piano di Rinascita Democratica (PRD)
sviluppato da Gelli tra il 1975 ed il 1976 prevede: "Immediata
costituzione della TV via cavo" da "impiantare poi a catena
in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del
Paese".
La creazione di un gruppo di canali televisivi appariva
di fatto in contrasto con la legge in vigore e con le sentenze della
Corte Costituzionale che, sin dal 1960 (numero 59/1960), aveva
mostrato il suo orientamento in materia. La Corte Costituzionale, nel
1976 ammette la possibilità di trasmettere in ambito locale. Nel
1980 la stessa Corte ammette la possibilità di trasmettere via etere
ma solo sulle bande di frequenza assegnate dalle Poste (il PCI si
batterà per avere da subito una regolamentazione "per evitare
che si arrivi ad un giungla dell'etere"). Un tema ripreso anche
dal più recente pronunciamento del 1981, dove veniva riaffermata la
mancanza di costituzionalità nell'ipotesi di permettere ad un
soggetto privato il controllo di una televisione nazionale,
considerando questa possibilità, visti gli spazi limitati a
disposizione, come una lesione al diritto di libertà di
manifestazione del proprio pensiero, garantito dall'articolo 21 della
Costituzione.
Quindi sotto la stella P2 nasce la sua emittenza e
sotto la protezione di Bettino Craxi che quasi in contemporanea
diventa segretario del PSI (mandando in soffitta i socialisti onesti
e di qualità come De Martino), suo intimo amico (e poi anche parente
acquisito). Berlusconi acquista molti film e con essi inizia ad
influenzare molte piccole emittenti locali inserendole in un suo
circuito in cambio di pellicole (con pubblicità già inserita) e
materiale per programmazione (si esegue alla lettera il PRD). Nel
1979 vengono spesi circa 10 miliardi in pellicole ed in investimenti
nel settore TV. Le emittenti private che entrano nel circuito di
Berlusconi trasmettono film con la pubblicità inserita a pochissimo
prezzo. Gli introiti pubblicitari sono per la nascente Publitalia
(1980). Il fine che si raggiunge è oltre al guadagno entrare ad
influenzare politicamente tali emittenti che in grandissima parte
affluiscono nel circuito. Anche Rusconi e Mondadori entrano nel
settore TV. Si tratta di fagocitare le oltre 350 emittenti locali. Ma
Berlusconi vince su tutti grazie alla sua inesauribile disponibilità
di denaro proveniente da oscure finanziarie svizzere (nel 1977
Berlusconi dichiara a Repubblica che metterà a disposizione le sue
TV alla destra democristiana ed anticomunista: o era un veggente o
già aveva avuto rapporti con Gelli poiché quelle stesse cose sono
nel PRD). Chi canta le lodi di Berlusconi è l'altro P2, Roberto
Gervaso : "Dove voglia arrivare Dio solo lo sa. Dio solo e lui,
Silvio Berlusconi".
Intanto entra ne "Il Giornale Nuovo"
prima con il 12% , subito arrivato al 37%. L'operazione è
chiaramente politica (la società editrice di Montanelli è in grave
deficit). Infatti già nell' 1985, quando si conosceranno i nomi
degli appartenenti alla P2, si avrà l'insorgere di tale foglio (uno
dei tre durissimi articoli sarà di Montanelli che definisce Gelli un
magliaro). A tale articolo risponde il latitante Gelli ricordandogli
gli incontri avuti con Montanelli all'Excelsior, l'averlo garantito
presso il Banco Ambrosiano e l'averlo fatto incontrare direttamente
con Roberto Calvi (P2) per avere finanziamenti per il suo "Giornale".
Sul finire del 1979 viene fondato Canale 5 music, con vari prestanome
che si succederanno. Nel 1980 nascono altre società (affluiscono
molti miliardi per queste operazioni che hanno costi elevati). In un
convegno dell'Unione Industriali di Torino ammette di avere investito
oltre 40 miliardi e di disporre di 10 emittenti di proprietà e di 10
affiliate (Canale 5 è tra queste ultime). Ha comprato oltre seimila
ore di film e materiale filmico di vario genere negli USA. Il segreto
del successo di Berlusconi è custodito in gran parte nella Loggia P2
ed in gran parte nei forzieri di alcune banche svizzere. La Domenica
del Corriere lo esalta ma la sua editrice, Rizzoli, è in mano alla
P2. Anche il direttore della Domenica del Corriere è P2 (Paolo
Mosca). In un documento che Gelli invia a Berlusconi nel 1980, il
gran maestro afferma che è imperativo degli iscritti la massima
segretezza, disinvoltura ed indifferenza. Non serve neppure smentire.
Basta dire che sapevo di tali dicerie ma non mi sono occupato di
smentirle perché sono palesemente infondate.
Ed ora l'anticomunismo di Berlusconi (prima uscita in tal senso nel 1977)
in concomitanza con le aperture di Moro a Berlinguer su possibili
governi con appoggio esterno del PCI ed in concomitanza con analogo
anticomunismo di chi stava diventando segretario del PSI, Bettino
Craxi e che era interessato a dialogare con le BR. Ma, prima di
proseguire è indispensabile un giudizio sull'operato delle banche
svizzere. Tale giudizio è di Jean Zigler, deputato al parlamento
svizzero e docente di sociologia all'Università di Ginevra. Egli
sostiene:"Le centinaia di miliardi di dollari provenienti dal
Congo, dalle Filippine, da Haiti e da molti altri Paesi del Terzo
mondo che transitano su conti segreti prima di raggiungere i mercati
borsistici dell'Occidente, sono il sangue e la miseria dei popoli di
tre continenti. Mentre in Africa, in America Latina ed in Asia i
bambini si prostituiscono e muoiono di fame, mentre le famiglie si
sfasciano e gli uomini e le donne cercano invano un riparo o un
lavoro, i miliardi della corruzione, dell'evasione fiscale, del
saccheggio si accumulano sui conti delle élite dirigenziali di quei
Paesi. Come Moloch, l'oligarchia bancaria multinazionale si nutre
della carne e del sangue dei popoli prigionieri, costretti al tributo
dei tre continenti più poveri del nostro pianeta".
Nel
1977 Berlusconi dichiara:" Il PCI deve stare all'opposizione.
Per andare al governo non bastano solo le attestazioni di fede
democratica. Oggi la base del PCI è ancora affascinata dal modello
sovietico e sogna pane e cipolle per tutti... La vera alternativa è
la DC, ma una DC che permetta al PSI di tornare al governo, ...
coagulando la sinistra anticomunista della Base e di Forze Nuove, la
Coldiretti e Comunione e Liberazione...". Siamo in coincidenza
con l'elezione di Craxi alla segreteria PSI (1976). E Berlusconi ha
stretto in precedenza patti importanti con vari socialisti lombardi,
tra i quali spicca il regista del Piano intercomunale milanese
Silvano Larini (poi arrestato nell'inchiesta Mani Pulite per essere
stato collettore di tangenti per il PSI) che gli aveva fatto
conoscere Craxi. Tra il 1976 ed il 1978 vi è un'azione congiunta
Gelli, Berlusconi, Craxi per il potere. Gelli infiltra suoi uomini
nei gangli vitali dello stato, a Berlusconi viene affidata la
gestione dei mass media attraverso la Fininvest, Craxi viene indicato
come possibile referente della P2 (sarà eletto alla segreteria PSI
con il "tradimento" al segretario De Martino" da parte
di un uomo della sua corrente, Enrico Manca - iscritto alla P2 - che
si schiererà con Craxi, ripagato poi abbondantemente con la
Presidenza RAI, altro pezzo che doveva cadere sotto il controllo P2).
Gelli influenzerà l'elezione di Craxi anche attraverso i massicci
finanziamenti che farà affluire alla sua corrente da parte del
piduista Roberto Calvi, Presidente del Banco Ambrosiano. E Craxi
esegue.
Già nel 1979 annuncia una riforma dello stato in senso
presidenziale. Quando nel 1981 Calvi dalla galera (dove si trovava
per aver provocato la bancarotta della sua banca, anche in relazioni
a finanziamenti concessi allo IOR, Banca del Vaticano) dirà che
aveva versato 16 milioni di dollari in Svizzera nel Conto Protezione
(intestatario Craxi), lo stesso Craxi interverrà alla Camera con
estrema durezza contro la magistratura che aveva osato arrestare il
banchiere e che stava scoperchiando la maleodorante pentola P2. Craxi
e Berlusconi ascendono sostenendosi a vicenda. Craxi crescerà,
oltreché per azioni di corruzione e concussione, per il sostegno
delle TV di Berlusconi. Quest'ultimo riuscirà a potenziare le sue TV
ed a sbaragliare la concorrenza RAI (con conseguenze gravissime anche
sulla stampa, a seguito del diverso indirizzo che prendono le risorse
pubblicitarie) grazie al sostegno politico di Craxi.
Nell'83 Craxi
arriva alla Presidenza del Consiglio. Tra il 1983 e il 1986 si
rifiuta di rinnovare il C.d.A. della RAI, con l'effetto di
congelarla. Al rinnovo di tale Consiglio si procederà nel 1986 con
Manca alla Presidenza, e Manca procederà in modo da favorire
l'ascesa della concorrente Fininvest.
Tre
pretori da Roma, Milano e Pescata intervennero il 16 ottobre 1984,
disponendo - in base al codice postale dell'epoca - il sequestro
nelle regioni di loro competenza del sistema che permetteva la
trasmissione simultanea nel Paese dei tre canali televisivi. In
conseguenza di ciò e per protesta, le emittenti Fininvest
interessate dal provvedimento apposero sul video un messaggio,
rinunciando a trasmettere la programmazione canonica.
Dopo
quattro giorni, il 20 ottobre 1984, il governo di Bettino Craxi
intervenne direttamente nella questione aperta dalla magistratura,
emanando un decreto legge in grado di rimettere in attività il
gruppo. Ma il 28 Novembre il Parlamento, invece di convertirlo in
legge, lo rifiutò, giudicandolo incostituzionale e permettendo alla
magistratura di riprendere l'azione penale contro Fininvest. Craxi
varò quindi il 6 dicembre 1984 un nuovo decreto, ponendo al
Parlamento la questione di fiducia, che ottenne. La Corte
Costituzionale esaminò la legge solo tre anni dopo, mantenendola in
vigore, ma sottolineandone la dichiarata transitorietà.
L'approvazione
del provvedimento fu da alcuni giustificata nella stretta e mai
celata amicizia tra Bettino Craxi e Silvio Berlusconi. Secondo altri,
invece, il disegno di modernizzazione del Paese del segretario
socialista passava per lo scardinamento del monopolio culturale che -
attraverso la RAI - era esercitato dalla Democrazia Cristian sulla
programmazione radiotelevisiva nazionale; l'oligopolio a cui si
giunse, però, probabilmente non corrispondeva alla ratio con cui la
Corte costituzionale nel 1976 (invocando l'articolo 21 della
Costituzione) aveva ammesso a latere della concessionaria pubblica un
sistema plurale di molteplici reti, distribuite sul territorio a
livello esclusivamente locale.
Il
rapporto con Craxi fu documentato nell'archivio dell'ex-presidente
del Consiglio, in cui fu trovata anche una lettera a firma di
Berlusconi:
“Caro
Bettino grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato
facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la
tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti. Ho creduto
giusto non inserire un riferimento esplicito al tuo nome nei
titoli-tv prima della ripresa per non esporti oltre misura. Troveremo
insieme al più presto il modo di fare qualcosa di meglio. Ancora
grazie, dal profondo del cuore. Con amicizia, tuo Silvio” .
Nel
1990 con la legge Mammì si tornò a legiferare in materia e fu
stabilito che non si poteva essere proprietari di più di tre canali,
non introducendo però limiti che compromettessero l'estensione
assunta dalle reti di Berlusconi. L'approvazione della legge rinnovò
forti polemiche e cinque ministri del VI Governo Andreotti si
dimisero per protesta. Berlusconi, essendo state decise anche norme
volte a impedire posizioni dominanti contemporaneamente nell'editoria
di quotidiani, venne costretto a cedere le proprie quote della
società editrice de “Il Giornale” ette al fratello Paolo.
Nel
1994, una nuova sentenza della Corte Costituzionale (la numero 420)
dichiarò incostituzionale parte della legge, richiamando la
necessità di porre limiti più stretti nella concentrazione di
possedimenti in campo mediatico.
Berlusconi
continua ad operare nel settore televisivo (tramite l'azienda
Mediaset) con concessioni a valenza transitoria. La proprietà di
Mediaset da parte di Berlusconi ha suscitato notevoli polemiche a
causa del conflitto di interesse.
Tale
conflitto traspare per esempio nella gestione della concessione di
Retequattro. La situazione della rete televisiva è incerta dalla
fine degli anni ottanta, quando in seguito all'acquisto della
Mondadori da parte di Fininvest iniziò il dibattito sulla
concentrazione dei mezzi di informazione. La giurisprudenza si è
pronunciata in più occasioni imponendo al canale di migrare dal
sistema analogico a quello satellitare. Le sue frequenze analogiche
sarebbero dovute passare a Europa 7te televisiva di proprietà del
legittimo vincitore della gara d'appalto Francesco Di Stefano. Tale
situazione ha potuto perdurare ulteriormente, dopo che, grazie alla
legge Gasparri, Retequattro ha potuto continuare a trasmettere in
chiaro fino al completo passaggio al digitale terrestre di tutte le
emittenti televisive nazionali e locali. Tale sistema, permettendo la
trasmissione di un maggior numero di canali, ha consentito il
superamento della limitatezza di frequenze, ma ha lasciato irrisolta
la questione legale.
Anche
in merito alla promozione aggressiva del digitale terrestre da parte
del secondo governo Berlusconi sono state sollevate accuse analoghe,
ed effettivamente Berlusconi non ha mai partecipato a causa del
conflitto di interessi alle votazioni su tale materia. Tuttavia,
un'inchiesta dell'Antitrust terminata nel 2006 non ha rilevato alcuna
violazione della legge sul conflitto di interessi.
Da wikipedia e fisicamente.net
mercoledì 2 ottobre 2013
Le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi...come tutto ebbe inizio...
Partiamo
dalla piccola lombarda Banca Rasini, in cui lavorava il papà
di Silvio Berlusconi , Luigi.
Per
avviare la sua attività imprenditoriale ne 1961 nel campo
dell'edilizia, Berlusconi ottenne una fideiussione dalla Banca
Rasini, indicata da Michele Sindona e in diversi documenti della
magistratura come la principale banca usata dalla mafia nel nord
Italia per il riciclaggio di denaro sporco e fra i cui clienti si
potevano elencare Totò Riina, Bernardo Provenzano e Pippo Calò.
giovedì 19 settembre 2013
Un videomessaggio ricco di falsità: ma gli italiani ancora ci cascano
Per alcuni sarà sembrato l’ennesimo “ruggito” del vecchio leone che ancora non si dà per vinto, ma per altri è sembrato un triste, malinconico se non struggente videomessaggio “alla vecchia maniera” del solito Silvio Berlusconi, dove in sedici minuti di videomessaggio riesce a dire una carrellata di falsità che solo chi non è effetto da “berlusconite acuta” riesce a distinguere.
venerdì 6 settembre 2013
Silvio, Edilnord e la banca della mafia (seconda parte)
A questa domanda il grado di visibilità si attenua sino quasi ad annullarsi: il buio più completo. Certo è che Silvio Berlusconi scompare come imprenditore il 29 settembre 1968, sotto un'impenetrabile crosta di sigle e prestanomi, per riaffiorare il 19 luglio 1975, presidente di Italcantieri prima e di Fininvest poi.
martedì 3 settembre 2013
Silvio, Edilnord e la banca della mafia: ricordando i bei tempi (prima parte)
venerdì 19 luglio 2013
TUTTO ORMAI E' CHIARO. PD-L
domenica 9 dicembre 2012
Il ritorno del Cav: “Uno spirito maligno s’aggira per l’Italia”
“Silvio Berlusconi rilancia al buio: Con un atto completamente irresponsabile l’ex primo ministro ha annunciato la sua ricandidatura. Già si intravedono le nefaste conseguenze del suo ritorno: riemergono antiche contrapposizioni e si scavano trincee”.
A scriverlo è la SZ che dà la notizia della “ridiscesa in campo” di Berlusconi con un commento da Roma, (In Italia c’è uno spirito maligno) di Andrea Bachstein.
venerdì 7 dicembre 2012
Saviano: “Il ritorno di Berlusconi è legato anche alla compravendita di voti
«Il ritorno di Berlusconi è anche fondato sul fatto che una parte del voto in Italia lo puoi comprare».
Questa l'accusa dura di Roberto Saviano, ospite oggi a «24 Mattino» su Radio 24, sulla possibile ricandidatura a premier di Silvio Berlusconi.
«Se ci sono tante astensioni – ha detto Saviano – significa che non è vero che l'indignazione ha portato a un voto di protesta o cosciente o che comunque un voto non lo vuoi più vendere. C'è il rischio assoluto che la macchina del voto di scambio torni e con la crisi economica valga la metà. Seun voto lo compravi a 50-80 euro o facendo la spesa alla famiglia, il rischio terribile è che oggi costi tutto meno e quindi con un investimento minimo hai un voto di scambio, e nel decreto anti-corruzione non ci sono strumenti per fermare questa cosa. L'emergenza è gigantesca».
Saviano è stato durissimo anche sulla posizione del Pdl: «Non mi aspettavo una tale irresponsabilità in un momento così delicato da parte del Pdl. Momento delicato non nel senso della crisi economica, ma per la guerra a Napoli, la chiusura del processo 'Infinito’ a Milano contro la 'ndrangheta. È davvero una irresponsabilità criminale e con criminale intendo che non si sta guardando a questi poteri che sicuramente ne approfittano».
giovedì 8 novembre 2012
Schifani. La ‘Sicula Brokers’ ed i “rapporti ambigui”
Ricordiamo il clamore suscitato qualche anno fa dalle esternazioni di Marco Travaglio su Renato Schifani e la reazione dell'opinione pubblica ad una trasmissione televisiva.
Minacce di querele e contro querele approdate a nulla. Travaglio paragona Renato Schifani ad un lombrico, raccontando trascorsi poco edificanti e qualche incidente di percorso dell’attuale presidente del Senato.
Una cosa va detta con chiarezza: quanto affermato da Travaglio era assolutamente vero, l’oggetto era la Sicula Brokers e i soci di Schifani, quantomeno imbarazzanti.
martedì 6 novembre 2012
“Berlusconi e Dell’Utri garanti del patto con la mafia”
La "scellerata trattativa" che ha visto protagonisti i boss di Cosa Nostra e istituzioni malate è iniziata nel 92-93 ed è proseguita sino "alla definitiva saldatura del nuovo patto di coesistenza Stato-mafia".
E' quanto si legge negli atti depositati dai pm del pool Ingroia presso l'ufficio del Gup Piergiorgio Morosini, in merito alla trattativa Stato-mafia, e affondano "patto realizzato grazie alle garanzie assicurative fornite dal duo Dell'Utri-Berlusconi" si legge nelle 22 pagine della memoria depositata.
Ingroia ha temporaneamente concluso il suo lavoro, oggi si metterà in viaggio verso il Guatemala dove prenderà servizio nella commisssione Onu che si occupa dei crimini commessi durante la guerra civile.
venerdì 26 ottobre 2012
Processo Mediaset. Berlusconi condannato
La prima sezione penale del Tribunale di milano ha condannato Silvio Berlusconi a 4 anni per il reato di frode fiscale nell'ambito dei processi sui diritti tv. In particolare, i giudici milanesi hanno giudicato prescritto il reato di frode fiscale contestato a Silvio Berlusconi nel 2001 e lo hanno condannato per gli esercizi 2002-2003.
I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano oltre a condannare Silvio Berlusconi a 4 anni per il reato di frode fiscale nell'ambito del processo sui diritti televisivi, hanno interdetto l'ex premier dai pubblici uffici per una durata di 3 anni.
I giudici del processo Mediaset hanno disposto un versamento a titolo diprovvisionale di 10 milioni di euro da parte degli imputati condannati, tra i quali Silvio Berlusconi, all'Agenzia delle Entrate.
Assolto invece il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri.
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