Nel
1974 la TV condominiale via cavo Telemilano s.r.l. inizia le
trasmissioni. Nel 1977 inizia a trasmettere via etere e si trasforma
in s.p.a. Si associa a Berlusconi, Adriano Galliani (esperto nel
settore di frequenze TV). Vengono acquistate attrezzature a bassa
frequenza (quelle da studio TV), ripetitori in grado di coprire la
Lombardia e le frequenze 38 e 58. Il 30 Settembre 1978 è il termine
previsto per le sperimentazioni e per poter trasmettere. È
importante notare che Berlusconi si è già iscritto alla P2 (26
Gennaio 1978) che nel suo Piano di Rinascita Democratica (PRD)
sviluppato da Gelli tra il 1975 ed il 1976 prevede: "Immediata
costituzione della TV via cavo" da "impiantare poi a catena
in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del
Paese".
La creazione di un gruppo di canali televisivi appariva
di fatto in contrasto con la legge in vigore e con le sentenze della
Corte Costituzionale che, sin dal 1960 (numero 59/1960), aveva
mostrato il suo orientamento in materia. La Corte Costituzionale, nel
1976 ammette la possibilità di trasmettere in ambito locale. Nel
1980 la stessa Corte ammette la possibilità di trasmettere via etere
ma solo sulle bande di frequenza assegnate dalle Poste (il PCI si
batterà per avere da subito una regolamentazione "per evitare
che si arrivi ad un giungla dell'etere"). Un tema ripreso anche
dal più recente pronunciamento del 1981, dove veniva riaffermata la
mancanza di costituzionalità nell'ipotesi di permettere ad un
soggetto privato il controllo di una televisione nazionale,
considerando questa possibilità, visti gli spazi limitati a
disposizione, come una lesione al diritto di libertà di
manifestazione del proprio pensiero, garantito dall'articolo 21 della
Costituzione.
Quindi sotto la stella P2 nasce la sua emittenza e
sotto la protezione di Bettino Craxi che quasi in contemporanea
diventa segretario del PSI (mandando in soffitta i socialisti onesti
e di qualità come De Martino), suo intimo amico (e poi anche parente
acquisito). Berlusconi acquista molti film e con essi inizia ad
influenzare molte piccole emittenti locali inserendole in un suo
circuito in cambio di pellicole (con pubblicità già inserita) e
materiale per programmazione (si esegue alla lettera il PRD). Nel
1979 vengono spesi circa 10 miliardi in pellicole ed in investimenti
nel settore TV. Le emittenti private che entrano nel circuito di
Berlusconi trasmettono film con la pubblicità inserita a pochissimo
prezzo. Gli introiti pubblicitari sono per la nascente Publitalia
(1980). Il fine che si raggiunge è oltre al guadagno entrare ad
influenzare politicamente tali emittenti che in grandissima parte
affluiscono nel circuito. Anche Rusconi e Mondadori entrano nel
settore TV. Si tratta di fagocitare le oltre 350 emittenti locali. Ma
Berlusconi vince su tutti grazie alla sua inesauribile disponibilità
di denaro proveniente da oscure finanziarie svizzere (nel 1977
Berlusconi dichiara a Repubblica che metterà a disposizione le sue
TV alla destra democristiana ed anticomunista: o era un veggente o
già aveva avuto rapporti con Gelli poiché quelle stesse cose sono
nel PRD). Chi canta le lodi di Berlusconi è l'altro P2, Roberto
Gervaso : "Dove voglia arrivare Dio solo lo sa. Dio solo e lui,
Silvio Berlusconi".
Intanto entra ne "Il Giornale Nuovo"
prima con il 12% , subito arrivato al 37%. L'operazione è
chiaramente politica (la società editrice di Montanelli è in grave
deficit). Infatti già nell' 1985, quando si conosceranno i nomi
degli appartenenti alla P2, si avrà l'insorgere di tale foglio (uno
dei tre durissimi articoli sarà di Montanelli che definisce Gelli un
magliaro). A tale articolo risponde il latitante Gelli ricordandogli
gli incontri avuti con Montanelli all'Excelsior, l'averlo garantito
presso il Banco Ambrosiano e l'averlo fatto incontrare direttamente
con Roberto Calvi (P2) per avere finanziamenti per il suo "Giornale".
Sul finire del 1979 viene fondato Canale 5 music, con vari prestanome
che si succederanno. Nel 1980 nascono altre società (affluiscono
molti miliardi per queste operazioni che hanno costi elevati). In un
convegno dell'Unione Industriali di Torino ammette di avere investito
oltre 40 miliardi e di disporre di 10 emittenti di proprietà e di 10
affiliate (Canale 5 è tra queste ultime). Ha comprato oltre seimila
ore di film e materiale filmico di vario genere negli USA. Il segreto
del successo di Berlusconi è custodito in gran parte nella Loggia P2
ed in gran parte nei forzieri di alcune banche svizzere. La Domenica
del Corriere lo esalta ma la sua editrice, Rizzoli, è in mano alla
P2. Anche il direttore della Domenica del Corriere è P2 (Paolo
Mosca). In un documento che Gelli invia a Berlusconi nel 1980, il
gran maestro afferma che è imperativo degli iscritti la massima
segretezza, disinvoltura ed indifferenza. Non serve neppure smentire.
Basta dire che sapevo di tali dicerie ma non mi sono occupato di
smentirle perché sono palesemente infondate.
Ed ora l'anticomunismo di Berlusconi (prima uscita in tal senso nel 1977)
in concomitanza con le aperture di Moro a Berlinguer su possibili
governi con appoggio esterno del PCI ed in concomitanza con analogo
anticomunismo di chi stava diventando segretario del PSI, Bettino
Craxi e che era interessato a dialogare con le BR. Ma, prima di
proseguire è indispensabile un giudizio sull'operato delle banche
svizzere. Tale giudizio è di Jean Zigler, deputato al parlamento
svizzero e docente di sociologia all'Università di Ginevra. Egli
sostiene:"Le centinaia di miliardi di dollari provenienti dal
Congo, dalle Filippine, da Haiti e da molti altri Paesi del Terzo
mondo che transitano su conti segreti prima di raggiungere i mercati
borsistici dell'Occidente, sono il sangue e la miseria dei popoli di
tre continenti. Mentre in Africa, in America Latina ed in Asia i
bambini si prostituiscono e muoiono di fame, mentre le famiglie si
sfasciano e gli uomini e le donne cercano invano un riparo o un
lavoro, i miliardi della corruzione, dell'evasione fiscale, del
saccheggio si accumulano sui conti delle élite dirigenziali di quei
Paesi. Come Moloch, l'oligarchia bancaria multinazionale si nutre
della carne e del sangue dei popoli prigionieri, costretti al tributo
dei tre continenti più poveri del nostro pianeta".
Nel
1977 Berlusconi dichiara:" Il PCI deve stare all'opposizione.
Per andare al governo non bastano solo le attestazioni di fede
democratica. Oggi la base del PCI è ancora affascinata dal modello
sovietico e sogna pane e cipolle per tutti... La vera alternativa è
la DC, ma una DC che permetta al PSI di tornare al governo, ...
coagulando la sinistra anticomunista della Base e di Forze Nuove, la
Coldiretti e Comunione e Liberazione...". Siamo in coincidenza
con l'elezione di Craxi alla segreteria PSI (1976). E Berlusconi ha
stretto in precedenza patti importanti con vari socialisti lombardi,
tra i quali spicca il regista del Piano intercomunale milanese
Silvano Larini (poi arrestato nell'inchiesta Mani Pulite per essere
stato collettore di tangenti per il PSI) che gli aveva fatto
conoscere Craxi. Tra il 1976 ed il 1978 vi è un'azione congiunta
Gelli, Berlusconi, Craxi per il potere. Gelli infiltra suoi uomini
nei gangli vitali dello stato, a Berlusconi viene affidata la
gestione dei mass media attraverso la Fininvest, Craxi viene indicato
come possibile referente della P2 (sarà eletto alla segreteria PSI
con il "tradimento" al segretario De Martino" da parte
di un uomo della sua corrente, Enrico Manca - iscritto alla P2 - che
si schiererà con Craxi, ripagato poi abbondantemente con la
Presidenza RAI, altro pezzo che doveva cadere sotto il controllo P2).
Gelli influenzerà l'elezione di Craxi anche attraverso i massicci
finanziamenti che farà affluire alla sua corrente da parte del
piduista Roberto Calvi, Presidente del Banco Ambrosiano. E Craxi
esegue.
Già nel 1979 annuncia una riforma dello stato in senso
presidenziale. Quando nel 1981 Calvi dalla galera (dove si trovava
per aver provocato la bancarotta della sua banca, anche in relazioni
a finanziamenti concessi allo IOR, Banca del Vaticano) dirà che
aveva versato 16 milioni di dollari in Svizzera nel Conto Protezione
(intestatario Craxi), lo stesso Craxi interverrà alla Camera con
estrema durezza contro la magistratura che aveva osato arrestare il
banchiere e che stava scoperchiando la maleodorante pentola P2. Craxi
e Berlusconi ascendono sostenendosi a vicenda. Craxi crescerà,
oltreché per azioni di corruzione e concussione, per il sostegno
delle TV di Berlusconi. Quest'ultimo riuscirà a potenziare le sue TV
ed a sbaragliare la concorrenza RAI (con conseguenze gravissime anche
sulla stampa, a seguito del diverso indirizzo che prendono le risorse
pubblicitarie) grazie al sostegno politico di Craxi.
Nell'83 Craxi
arriva alla Presidenza del Consiglio. Tra il 1983 e il 1986 si
rifiuta di rinnovare il C.d.A. della RAI, con l'effetto di
congelarla. Al rinnovo di tale Consiglio si procederà nel 1986 con
Manca alla Presidenza, e Manca procederà in modo da favorire
l'ascesa della concorrente Fininvest.
Tre
pretori da Roma, Milano e Pescata intervennero il 16 ottobre 1984,
disponendo - in base al codice postale dell'epoca - il sequestro
nelle regioni di loro competenza del sistema che permetteva la
trasmissione simultanea nel Paese dei tre canali televisivi. In
conseguenza di ciò e per protesta, le emittenti Fininvest
interessate dal provvedimento apposero sul video un messaggio,
rinunciando a trasmettere la programmazione canonica.
Dopo
quattro giorni, il 20 ottobre 1984, il governo di Bettino Craxi
intervenne direttamente nella questione aperta dalla magistratura,
emanando un decreto legge in grado di rimettere in attività il
gruppo. Ma il 28 Novembre il Parlamento, invece di convertirlo in
legge, lo rifiutò, giudicandolo incostituzionale e permettendo alla
magistratura di riprendere l'azione penale contro Fininvest. Craxi
varò quindi il 6 dicembre 1984 un nuovo decreto, ponendo al
Parlamento la questione di fiducia, che ottenne. La Corte
Costituzionale esaminò la legge solo tre anni dopo, mantenendola in
vigore, ma sottolineandone la dichiarata transitorietà.
L'approvazione
del provvedimento fu da alcuni giustificata nella stretta e mai
celata amicizia tra Bettino Craxi e Silvio Berlusconi. Secondo altri,
invece, il disegno di modernizzazione del Paese del segretario
socialista passava per lo scardinamento del monopolio culturale che -
attraverso la RAI - era esercitato dalla Democrazia Cristian sulla
programmazione radiotelevisiva nazionale; l'oligopolio a cui si
giunse, però, probabilmente non corrispondeva alla ratio con cui la
Corte costituzionale nel 1976 (invocando l'articolo 21 della
Costituzione) aveva ammesso a latere della concessionaria pubblica un
sistema plurale di molteplici reti, distribuite sul territorio a
livello esclusivamente locale.
Il
rapporto con Craxi fu documentato nell'archivio dell'ex-presidente
del Consiglio, in cui fu trovata anche una lettera a firma di
Berlusconi:
“Caro
Bettino grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato
facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la
tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti. Ho creduto
giusto non inserire un riferimento esplicito al tuo nome nei
titoli-tv prima della ripresa per non esporti oltre misura. Troveremo
insieme al più presto il modo di fare qualcosa di meglio. Ancora
grazie, dal profondo del cuore. Con amicizia, tuo Silvio” .
Nel
1990 con la legge Mammì si tornò a legiferare in materia e fu
stabilito che non si poteva essere proprietari di più di tre canali,
non introducendo però limiti che compromettessero l'estensione
assunta dalle reti di Berlusconi. L'approvazione della legge rinnovò
forti polemiche e cinque ministri del VI Governo Andreotti si
dimisero per protesta. Berlusconi, essendo state decise anche norme
volte a impedire posizioni dominanti contemporaneamente nell'editoria
di quotidiani, venne costretto a cedere le proprie quote della
società editrice de “Il Giornale” ette al fratello Paolo.
Nel
1994, una nuova sentenza della Corte Costituzionale (la numero 420)
dichiarò incostituzionale parte della legge, richiamando la
necessità di porre limiti più stretti nella concentrazione di
possedimenti in campo mediatico.
Berlusconi
continua ad operare nel settore televisivo (tramite l'azienda
Mediaset) con concessioni a valenza transitoria. La proprietà di
Mediaset da parte di Berlusconi ha suscitato notevoli polemiche a
causa del conflitto di interesse.
Tale
conflitto traspare per esempio nella gestione della concessione di
Retequattro. La situazione della rete televisiva è incerta dalla
fine degli anni ottanta, quando in seguito all'acquisto della
Mondadori da parte di Fininvest iniziò il dibattito sulla
concentrazione dei mezzi di informazione. La giurisprudenza si è
pronunciata in più occasioni imponendo al canale di migrare dal
sistema analogico a quello satellitare. Le sue frequenze analogiche
sarebbero dovute passare a Europa 7te televisiva di proprietà del
legittimo vincitore della gara d'appalto Francesco Di Stefano. Tale
situazione ha potuto perdurare ulteriormente, dopo che, grazie alla
legge Gasparri, Retequattro ha potuto continuare a trasmettere in
chiaro fino al completo passaggio al digitale terrestre di tutte le
emittenti televisive nazionali e locali. Tale sistema, permettendo la
trasmissione di un maggior numero di canali, ha consentito il
superamento della limitatezza di frequenze, ma ha lasciato irrisolta
la questione legale.
Anche
in merito alla promozione aggressiva del digitale terrestre da parte
del secondo governo Berlusconi sono state sollevate accuse analoghe,
ed effettivamente Berlusconi non ha mai partecipato a causa del
conflitto di interessi alle votazioni su tale materia. Tuttavia,
un'inchiesta dell'Antitrust terminata nel 2006 non ha rilevato alcuna
violazione della legge sul conflitto di interessi.
Da wikipedia e fisicamente.net

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