venerdì 4 ottobre 2013

Le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi...le attività in campo televisivo, fra P2 ed il PSI di Bettino Craxi...


Nel 1974 la TV condominiale via cavo Telemilano s.r.l. inizia le trasmissioni. Nel 1977 inizia a trasmettere via etere e si trasforma in s.p.a. Si associa a Berlusconi, Adriano Galliani (esperto nel settore di frequenze TV). Vengono acquistate attrezzature a bassa frequenza (quelle da studio TV), ripetitori in grado di coprire la Lombardia e le frequenze 38 e 58. Il 30 Settembre 1978 è il termine previsto per le sperimentazioni e per poter trasmettere. È importante notare che Berlusconi si è già iscritto alla P2 (26 Gennaio 1978) che nel suo Piano di Rinascita Democratica (PRD) sviluppato da Gelli tra il 1975 ed il 1976 prevede: "Immediata costituzione della TV via cavo" da "impiantare poi a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese".

La creazione di un gruppo di canali televisivi appariva di fatto in contrasto con la legge in vigore e con le sentenze della Corte Costituzionale che, sin dal 1960 (numero 59/1960), aveva mostrato il suo orientamento in materia. La Corte Costituzionale, nel 1976 ammette la possibilità di trasmettere in ambito locale. Nel 1980 la stessa Corte ammette la possibilità di trasmettere via etere ma solo sulle bande di frequenza assegnate dalle Poste (il PCI si batterà per avere da subito una regolamentazione "per evitare che si arrivi ad un giungla dell'etere"). Un tema ripreso anche dal più recente pronunciamento del 1981, dove veniva riaffermata la mancanza di costituzionalità nell'ipotesi di permettere ad un soggetto privato il controllo di una televisione nazionale, considerando questa possibilità, visti gli spazi limitati a disposizione, come una lesione al diritto di libertà di manifestazione del proprio pensiero, garantito dall'articolo 21 della Costituzione. 

Quindi sotto la stella P2 nasce la sua emittenza e sotto la protezione di Bettino Craxi che quasi in contemporanea diventa segretario del PSI (mandando in soffitta i socialisti onesti e di qualità come De Martino), suo intimo amico (e poi anche parente acquisito). Berlusconi acquista molti film e con essi inizia ad influenzare molte piccole emittenti locali inserendole in un suo circuito in cambio di pellicole (con pubblicità già inserita) e materiale per programmazione (si esegue alla lettera il PRD). Nel 1979 vengono spesi circa 10 miliardi in pellicole ed in investimenti nel settore TV. Le emittenti private che entrano nel circuito di Berlusconi trasmettono film con la pubblicità inserita a pochissimo prezzo. Gli introiti pubblicitari sono per la nascente Publitalia (1980). Il fine che si raggiunge è oltre al guadagno entrare ad influenzare politicamente tali emittenti che in grandissima parte affluiscono nel circuito. Anche Rusconi e Mondadori entrano nel settore TV. Si tratta di fagocitare le oltre 350 emittenti locali. Ma Berlusconi vince su tutti grazie alla sua inesauribile disponibilità di denaro proveniente da oscure finanziarie svizzere (nel 1977 Berlusconi dichiara a Repubblica che metterà a disposizione le sue TV alla destra democristiana ed anticomunista: o era un veggente o già aveva avuto rapporti con Gelli poiché quelle stesse cose sono nel PRD). Chi canta le lodi di Berlusconi è l'altro P2, Roberto Gervaso : "Dove voglia arrivare Dio solo lo sa. Dio solo e lui, Silvio Berlusconi". 

Intanto entra ne "Il Giornale Nuovo" prima con il 12% , subito arrivato al 37%. L'operazione è chiaramente politica (la società editrice di Montanelli è in grave deficit). Infatti già nell' 1985, quando si conosceranno i nomi degli appartenenti alla P2, si avrà l'insorgere di tale foglio (uno dei tre durissimi articoli sarà di Montanelli che definisce Gelli un magliaro). A tale articolo risponde il latitante Gelli ricordandogli gli incontri avuti con Montanelli all'Excelsior, l'averlo garantito presso il Banco Ambrosiano e l'averlo fatto incontrare direttamente con Roberto Calvi (P2) per avere finanziamenti per il suo "Giornale". Sul finire del 1979 viene fondato Canale 5 music, con vari prestanome che si succederanno. Nel 1980 nascono altre società (affluiscono molti miliardi per queste operazioni che hanno costi elevati). In un convegno dell'Unione Industriali di Torino ammette di avere investito oltre 40 miliardi e di disporre di 10 emittenti di proprietà e di 10 affiliate (Canale 5 è tra queste ultime). Ha comprato oltre seimila ore di film e materiale filmico di vario genere negli USA. Il segreto del successo di Berlusconi è custodito in gran parte nella Loggia P2 ed in gran parte nei forzieri di alcune banche svizzere. La Domenica del Corriere lo esalta ma la sua editrice, Rizzoli, è in mano alla P2. Anche il direttore della Domenica del Corriere è P2 (Paolo Mosca). In un documento che Gelli invia a Berlusconi nel 1980, il gran maestro afferma che è imperativo degli iscritti la massima segretezza, disinvoltura ed indifferenza. Non serve neppure smentire. Basta dire che sapevo di tali dicerie ma non mi sono occupato di smentirle perché sono palesemente infondate. 

Ed ora l'anticomunismo di Berlusconi (prima uscita in tal senso nel 1977) in concomitanza con le aperture di Moro a Berlinguer su possibili governi con appoggio esterno del PCI ed in concomitanza con analogo anticomunismo di chi stava diventando segretario del PSI, Bettino Craxi e che era interessato a dialogare con le BR. Ma, prima di proseguire è indispensabile un giudizio sull'operato delle banche svizzere. Tale giudizio è di Jean Zigler, deputato al parlamento svizzero e docente di sociologia all'Università di Ginevra. Egli sostiene:"Le centinaia di miliardi di dollari provenienti dal Congo, dalle Filippine, da Haiti e da molti altri Paesi del Terzo mondo che transitano su conti segreti prima di raggiungere i mercati borsistici dell'Occidente, sono il sangue e la miseria dei popoli di tre continenti. Mentre in Africa, in America Latina ed in Asia i bambini si prostituiscono e muoiono di fame, mentre le famiglie si sfasciano e gli uomini e le donne cercano invano un riparo o un lavoro, i miliardi della corruzione, dell'evasione fiscale, del saccheggio si accumulano sui conti delle élite dirigenziali di quei Paesi. Come Moloch, l'oligarchia bancaria multinazionale si nutre della carne e del sangue dei popoli prigionieri, costretti al tributo dei tre continenti più poveri del nostro pianeta".



Nel 1977 Berlusconi dichiara:" Il PCI deve stare all'opposizione. Per andare al governo non bastano solo le attestazioni di fede democratica. Oggi la base del PCI è ancora affascinata dal modello sovietico e sogna pane e cipolle per tutti... La vera alternativa è la DC, ma una DC che permetta al PSI di tornare al governo, ... coagulando la sinistra anticomunista della Base e di Forze Nuove, la Coldiretti e Comunione e Liberazione...". Siamo in coincidenza con l'elezione di Craxi alla segreteria PSI (1976). E Berlusconi ha stretto in precedenza patti importanti con vari socialisti lombardi, tra i quali spicca il regista del Piano intercomunale milanese Silvano Larini (poi arrestato nell'inchiesta Mani Pulite per essere stato collettore di tangenti per il PSI) che gli aveva fatto conoscere Craxi. Tra il 1976 ed il 1978 vi è un'azione congiunta Gelli, Berlusconi, Craxi per il potere. Gelli infiltra suoi uomini nei gangli vitali dello stato, a Berlusconi viene affidata la gestione dei mass media attraverso la Fininvest, Craxi viene indicato come possibile referente della P2 (sarà eletto alla segreteria PSI con il "tradimento" al segretario De Martino" da parte di un uomo della sua corrente, Enrico Manca - iscritto alla P2 - che si schiererà con Craxi, ripagato poi abbondantemente con la Presidenza RAI, altro pezzo che doveva cadere sotto il controllo P2). Gelli influenzerà l'elezione di Craxi anche attraverso i massicci finanziamenti che farà affluire alla sua corrente da parte del piduista Roberto Calvi, Presidente del Banco Ambrosiano. E Craxi esegue.

 Già nel 1979 annuncia una riforma dello stato in senso presidenziale. Quando nel 1981 Calvi dalla galera (dove si trovava per aver provocato la bancarotta della sua banca, anche in relazioni a finanziamenti concessi allo IOR, Banca del Vaticano) dirà che aveva versato 16 milioni di dollari in Svizzera nel Conto Protezione (intestatario Craxi), lo stesso Craxi interverrà alla Camera con estrema durezza contro la magistratura che aveva osato arrestare il banchiere e che stava scoperchiando la maleodorante pentola P2. Craxi e Berlusconi ascendono sostenendosi a vicenda. Craxi crescerà, oltreché per azioni di corruzione e concussione, per il sostegno delle TV di Berlusconi. Quest'ultimo riuscirà a potenziare le sue TV ed a sbaragliare la concorrenza RAI (con conseguenze gravissime anche sulla stampa, a seguito del diverso indirizzo che prendono le risorse pubblicitarie) grazie al sostegno politico di Craxi.

 Nell'83 Craxi arriva alla Presidenza del Consiglio. Tra il 1983 e il 1986 si rifiuta di rinnovare il C.d.A. della RAI, con l'effetto di congelarla. Al rinnovo di tale Consiglio si procederà nel 1986 con Manca alla Presidenza, e Manca procederà in modo da favorire l'ascesa della concorrente Fininvest.

Tre pretori da Roma, Milano e Pescata intervennero il 16 ottobre 1984, disponendo - in base al codice postale dell'epoca - il sequestro nelle regioni di loro competenza del sistema che permetteva la trasmissione simultanea nel Paese dei tre canali televisivi. In conseguenza di ciò e per protesta, le emittenti Fininvest interessate dal provvedimento apposero sul video un messaggio, rinunciando a trasmettere la programmazione canonica.

Dopo quattro giorni, il 20 ottobre 1984, il governo di Bettino Craxi intervenne direttamente nella questione aperta dalla magistratura, emanando un decreto legge in grado di rimettere in attività il gruppo. Ma il 28 Novembre il Parlamento, invece di convertirlo in legge, lo rifiutò, giudicandolo incostituzionale e permettendo alla magistratura di riprendere l'azione penale contro Fininvest. Craxi varò quindi il 6 dicembre 1984 un nuovo decreto, ponendo al Parlamento la questione di fiducia, che ottenne. La Corte Costituzionale esaminò la legge solo tre anni dopo, mantenendola in vigore, ma sottolineandone la dichiarata transitorietà.

L'approvazione del provvedimento fu da alcuni giustificata nella stretta e mai celata amicizia tra Bettino Craxi e Silvio Berlusconi. Secondo altri, invece, il disegno di modernizzazione del Paese del segretario socialista passava per lo scardinamento del monopolio culturale che - attraverso la RAI - era esercitato dalla Democrazia Cristian sulla programmazione radiotelevisiva nazionale; l'oligopolio a cui si giunse, però, probabilmente non corrispondeva alla ratio con cui la Corte costituzionale nel 1976 (invocando l'articolo 21 della Costituzione) aveva ammesso a latere della concessionaria pubblica un sistema plurale di molteplici reti, distribuite sul territorio a livello esclusivamente locale.

Il rapporto con Craxi fu documentato nell'archivio dell'ex-presidente del Consiglio, in cui fu trovata anche una lettera a firma di Berlusconi:

Caro Bettino grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti. Ho creduto giusto non inserire un riferimento esplicito al tuo nome nei titoli-tv prima della ripresa per non esporti oltre misura. Troveremo insieme al più presto il modo di fare qualcosa di meglio. Ancora grazie, dal profondo del cuore. Con amicizia, tuo Silvio” .

Nel 1990 con la legge Mammì si tornò a legiferare in materia e fu stabilito che non si poteva essere proprietari di più di tre canali, non introducendo però limiti che compromettessero l'estensione assunta dalle reti di Berlusconi. L'approvazione della legge rinnovò forti polemiche e cinque ministri del VI Governo Andreotti si dimisero per protesta. Berlusconi, essendo state decise anche norme volte a impedire posizioni dominanti contemporaneamente nell'editoria di quotidiani, venne costretto a cedere le proprie quote della società editrice de “Il Giornale” ette al fratello Paolo.

Nel 1994, una nuova sentenza della Corte Costituzionale (la numero 420) dichiarò incostituzionale parte della legge, richiamando la necessità di porre limiti più stretti nella concentrazione di possedimenti in campo mediatico.

Berlusconi continua ad operare nel settore televisivo (tramite l'azienda Mediaset) con concessioni a valenza transitoria. La proprietà di Mediaset da parte di Berlusconi ha suscitato notevoli polemiche a causa del conflitto di interesse.

Tale conflitto traspare per esempio nella gestione della concessione di Retequattro. La situazione della rete televisiva è incerta dalla fine degli anni ottanta, quando in seguito all'acquisto della Mondadori da parte di Fininvest iniziò il dibattito sulla concentrazione dei mezzi di informazione. La giurisprudenza si è pronunciata in più occasioni imponendo al canale di migrare dal sistema analogico a quello satellitare. Le sue frequenze analogiche sarebbero dovute passare a Europa 7te televisiva di proprietà del legittimo vincitore della gara d'appalto Francesco Di Stefano. Tale situazione ha potuto perdurare ulteriormente, dopo che, grazie alla legge Gasparri, Retequattro ha potuto continuare a trasmettere in chiaro fino al completo passaggio al digitale terrestre di tutte le emittenti televisive nazionali e locali. Tale sistema, permettendo la trasmissione di un maggior numero di canali, ha consentito il superamento della limitatezza di frequenze, ma ha lasciato irrisolta la questione legale.


Anche in merito alla promozione aggressiva del digitale terrestre da parte del secondo governo Berlusconi sono state sollevate accuse analoghe, ed effettivamente Berlusconi non ha mai partecipato a causa del conflitto di interessi alle votazioni su tale materia. Tuttavia, un'inchiesta dell'Antitrust terminata nel 2006 non ha rilevato alcuna violazione della legge sul conflitto di interessi.

Da wikipedia e fisicamente.net

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