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sabato 9 agosto 2025

Il Ponte sullo Stretto: Un Inganno da 14 Miliardi che Ruba il Tuo Futuro

Ciao amici, benvenuti sul blog di free-Italia! Sono Gerd Dani, il vostro direttore, e oggi parliamo di un tema che brucia: il Ponte sullo Stretto di Messina. So che molti di voi, come me, amano l'Italia e vogliono un Paese migliore. Ma questo progetto? È un incubo camuffato da sogno. Ti invito a leggere fino in fondo: capirai i pericoli reali e come possiamo unirci per un futuro sensato. Andiamo!

sabato 10 maggio 2025

La Grande Illusione: Il Piano Albania di Meloni e lo Spreco di un Miliardo per Rimpatriare Solo 9 Migranti

Benvenuti cari lettori di Free-Italia! Oggi affrontiamo insieme uno dei temi più discussi della politica italiana attuale: il controverso "Piano Albania" del governo Meloni. Come sempre, il nostro obiettivo è rendere comprensibili questioni complesse che toccano la vita di tutti noi cittadini. Vi invito a leggere questo articolo fino alla fine per comprendere appieno come vengono spesi i nostri soldi e quali risultati stanno davvero producendo le politiche migratorie attuali.

domenica 6 maggio 2018

Nel mondo si spende sempre di più per armi ed eserciti

Un nuovo allarmante record storico quello documentato dall’ Istituto internazionale di Stoccolma per le ricerche sulla pace: le spese militari crescono sempre più e i maggiori esportatori di armi sono Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Germania, i quali concentrano da soli il 74% del volume totale delle esportazioni.

sabato 21 aprile 2018

Coerenza #m5s, Da no guerra ai dieci droni da guerra costati 776 milioni.

Ironia della sorte, il primo atto del nuovo Parlamento non è stato il taglio dei vitalizi o un qualsiasi investimento sul sociale o sui diritti in linea con le promesse elettorali, ma l’acquisto di dieci droni. Una “spesa militare”, dunque,  che costerà la bellezza di 776 milioni di euro. In assenza di una maggioranza di governo definita e nell’impossibilità di comporre e far partire le commissioni normali, Senato e Camera hanno istituito le cosiddette “Commissioni speciali”, che hanno competenze su tutti i temi più urgenti e sono presiedute da Vito Crimi dei Cinquestelle a Palazzo Madama e da Nicola Molteni della Lega a Montecitorio.

All’ordine del giorno della seduta di ieri di quella a Montecitorio c’era appunto lo “schema di decreto ministeriale di approvazione del programma pluriennale relativo all'acquisizione (...) di aeromobili a pilotaggio remoto e potenziamento delle capacità di Intelligence, Surveillance and Reconaissance della Difesa”. Tradotto dal burocratese, il provvedimento prevede l’acquisizione da qui al 2032 di “10 sistemi, costituiti ciascuno di due velivoli ed una stazione di comando e controllo”. Forse per far capire ai parlamentari meno esperti di che cosa si tratti, la relazione che accompagna il decreto spiega persino cosa sono i droni, definendoli come “velivoli a pilotaggio remoto, individuati con l'acronimo inglese UAV, introdotti nella tecnologia militare da alcuni anni, in particolare negli Stati Uniti”.

I droni fanno lo stesso lavoro degli aerei militari, ma sono più piccoli e silenziosi e non mettono a rischio nessuna vita umana perché sono telecomandati: “Consentono di effettuare ricognizioni in ambienti ostili e ad alto rischio, senza che venga messa repentaglio la vita di un pilota. L’assenza del pilota permette poi di costruire un velivolo molto più piccolo, capace di manovre aeree molto più impegnative, tali da essere difficilmente sopportate da un essere umano”, si può leggere ancora. E’ la stessa relazione a fornire altri particolari tecnici. Così sappiamo che i dieci droni con il tricolore stampigliato sulla carlinga - si presume - avranno “un peso al decollo di 1.500 Kg e saranno in grado di operare fino a 14.000 metri per un tempo di volo pari a circa 24 ore”.

Il fatto è che i droni vengono utilizzati anche per bombardare. L’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, per esempio, negli anni trascorsi alla Casa Bianca ha autorizzato alla  moltissime operazioni mirate contro i terroristi che prevedevano l’utilizzo dei droni: attacchi meno evidenti e “scenografici” di quelli coi missili scelti dal suo successore Donald Trump, ma pur sempre atti militari.

Il programma di acquisto era stato preparato dalla ministra uscente della Difesa Roberta Pinotti e dovrà essere portato avanti dal ministro che prenderà il suo posto, e che avrà il vantaggio, però, di trovare le cifre necessarie per l’acquisto già stanziate. L’operazione non è certo di poco conto: il costo complessivo, tra acquisto, manualistica e addestramento, è stimato dallo Stato maggiore della Difesa in 766 milioni di euro e sarà spalmato su sette esercizi. L’anno nel quale l’investimento inciderà maggiormente sarà il 2022, quando la legge finanziaria vincolerà 161 milioni di euro al progetto di difesa.

La cosa “singolare” è che il primo atto della nuova legislatura è stato sostenuto proprio dai vincitori delle elezioni, M5s e Lega. Il relatore del decreto è addirittura un esponente dei Cinquestelle, il deputato Davide Crippa, piemontese, alla seconda legislatura.   E pensare che, meno di un anno fa, l’11 maggio 2017, il Movimento aveva sottoposto al voto degli iscritti un programma di governo per il settore della Difesa che, votato in rete da 19 mila e 747 iscritti, impegnava a ridimensionare il “programma degli F35”, bollato come “inutile e costoso”.  Allora, prima della svolta “governista” di queste settimane, i Cinquestelle chiedevano di “tagliare” i capitoli sugli “armamenti offensivi”. Oggi hanno cambiato idea, facendosi addirittura promotori dell’ approvazione del piano di investimenti predisposto dalla ministra della Difesa del Pd.  Contro l’atto di esordio del nuovo Parlamento hanno invece protestato sia Stefano Fassina,  oggi tra i dirigenti di LeU  che Francesco Boccia, dem.

Il relatore pentastellato si difende. “Io non sono nè “pro” acquisti militari, né contro; sono soldi già stanziati dall'ultima legge di bilancio. Certo - ammette -, con questo acquisto il nostro Paese sarebbe il terzo al mondo quanto a numero di droni”. Stefano Fassina  denuncia che, oltretutto, la legge sarebbe scritta male: “Larga parte dei 766 milioni vengono non dal bilancio del Ministero della Difesa, ma dal bilancio del Mef e sono sottratti a investimenti per mobilità sostenibile, sicurezza stradale, riqualificazione delle stazioni ferroviarie, infrastrutture edilizia pubblica, compresa quella scolastica… cose così”, denuncia l’ex viceministro del Pd .

Stamattina la Commissione Speciale di Montecitorio esaminerà altri due provvedimenti cari ai seguaci di Beppe Grillo, seguiti da altri due deputati del Movimento, per i quali il centrodestra ha già dichiarato di voler votare a favore: un decreto legislativo per l'attuazione della direttiva Ue sulla sicurezza dei dati e dei sistemi informativi, di cui è relatore Stefano Buffagni, fedelissimo di Luigi Di Maio e uomo di fiducia di Davide Casaleggio, e un altro sull’uso dei codici di prenotazione a fini antiterrorismo, di cui è invece relatore Vittorio Ferraresi, di Cento, pure lui alla seconda legislatura.

martedì 4 aprile 2017

Le ragioni del nostro NO al TAP

Noi di Italia-libera, gruppo FREE-ITALIA, siamo vicini al Comitato NO TAP, alla popolazione di Melendugno e al Salento intero, contro la realizzazione di questa grande opera che riteniamo inutile, imposta, e che arrecherà un danno permanente al territorio dove queste comunità vivono, oltre che a tutti i cittadini italiani e europei chiamati a finanziarla. Oggi vogliamo esporre tutti gli aspetti negativi di questa opera e le lacune profonde nella sua sostenibilità economica e finanziaria, pensiamo sia giusto ribadire il nostro NO a questo eco-mostro.

martedì 27 settembre 2016

#PontesulloStretto 2.0

A volte tornaNO, direte voi. L'aveva promesso Berlusconi… Beh, ora l'a riscoperto anche Matteo Renzi, e quasi senza farsi scappare da ridere mentre lo diceva. Sarà perché parlava davanti a Pietro Salini, numero uno dei costruttori delle "grandi opere" (il gruppo Salini-Impregilo), in una celebrazione alla Triennale per il 110 anniversario della società. Sarà perché nella testa sua e di Padoan non ci sono altre possibilità di intervento pubblico in economia… ma è rimasto quasi serio nel tirar fuori il pacco-regalo impolverato e consunto dal riciclo.

sabato 2 aprile 2016

Tranquilli non ci sarà la rivoluzione in Italia…

Quando l’Italia uscì dalla guerra e dal ventennio, uomini di buona volontà misero mano alla scrittura delle regole per un Italia libera e democratica. Si preoccuparono di garantire tutti e per prima cosa abolirono i titoli nobiliari. Le caste. Elaborarono  una serie di regole che dovevano evitare abusi e sorprusi. Nacque la Costituzione Italiana.

domenica 13 marzo 2016

Le pensioni d'oro sono una delle tante VERGOGNOSE storture del belpaese

Un tema scottante del quale si parla da anni in Italia cercando, o almeno fingendo, di volerle tagliare.
Una platea ristretta che si gode privilegi da capogiro. Si parla di circa 30mila fortunati che riescono a godersi una pensione da con assegni dai 40mila ai 200mila euro l'anno e che non ha mai visto intaccare anche minimamente questi vantaggi.
Il tutto mentre negli ultimi decenni le pensioni dei cittadini comuni sono state tagliate a più riprese arrivando a cifre da fame .

sabato 6 febbraio 2016

E’ tempo di controllare. Il sito istituzionale del dipartimento patrimoniale romano esiste!


E’ tempo di controllare. Il sito istituzionale del dipartimento patrimoniale romano esiste!
Si, esiste l’ufficio che tiene l’inventario del patrimonio immobiliare del comune romano!

Che si abiti una città o un’altra,  il principio della buona gestione è sempre lo stesso.
E’ il modo che utilizziamo in famiglia.
      Immagina il tuo portafoglio dove conservi il denaro che entra, quello che rimane utilizzabile e dunque attivo, e quello che esce per le spese e dunque passivo perché già impegnato.   
       Volendo realizzare dei progetti cerchi di capire dove risparmiare e dove ricavare da  quanto possiedi. Devi costruire il progetto del ben-essere della famiglia!

martedì 13 ottobre 2015

Assemini: più di 250 mila euro Sprechi a cinque stelle, alla faccia, ..

Dopo la bufera Marino, un attento lavoro di verifica disegna un quadro relativo alle spese affrontate dai cinque stelle per il territorio di Assemini per feste religiose, sagre ed eventi sbalorditivo.

mercoledì 27 maggio 2015

Le bugie e tredici miliardi di euro per quei F35

Non si è tenuto conto che le bugie hanno le gambe corte poiché si è negato l’innegabile. Si sono “dimenticate” le promesse. Si, perché si è andati ben oltre al fatto di nascondere la informazioni circa una delle questioni che per FREE-ITALIA sono fondamentali: lo scellerato acquisto, in questi tempi di recessione, dei costosissimi F35. Quei “gioielli”, della scienza e della tecnica applicati all’arte militare. Quelle “macchine volanti” piene di difetti e di sistemi di controllo inestricabili e malfunzionanti. Quel concentrato di tecnologia, di scienza votata ad una tattica di guerra che oggi, al tempo dell’Isis, appare improbabile e solo degna, probabilmente, di qualche costosissimo war-game.

giovedì 12 febbraio 2015

Sicilia - Belfagor il Fantasma del Louvre - Bisignano il Fantasma dell'ARS!!

Franco Bisignano deputato missino, che forse non sapeva nemmeno dove fosse ubicata l’Assemblea Regionale Siciliana, (in questo caso si potrebbe dire: (Associazione Rubiamo Sicuri e non solo in questo...) e malgrado la sua assoluta e totale assenza percepì tranquillamente liquidazione e vitalizio.

sabato 22 novembre 2014

Ragusa: è bufera sul sindaco grillino

Il Comune di Ragusa stanzia una somma niente male per lo show del cantautore di "Questo piccolo grande amore" (il denaro?) Claudio Baglioni, e scoppia la bufera sull’Amministrazione guidata dal sindaco grilino Federico Piccitto. Ebbene si, Ragusa non ci sta ad un compenso di 33 mila euro, quando le tasse comunali pesano sui cittadini che hanno poca voglia oramai di cantare persino sotto la doccia .  Il costo totale dello spettacolo sarà  di circa 183 mila euro.  Le opposizioni sono scese sul piede di guerra, soprattutto alla luce del fatto che cinque anni fa, per lo show ragusano di Baglioni, l’allora sindaco Nello Di Pasquale aveva fatto sborsare al Comune “solamente” 17 mila euro, praticamente la metà della somma messa a disposizione dalla giunta grillina, nonostante allora il concerto fosse costato in tutto 184 mila euro.

giovedì 31 luglio 2014

Cottarelli, con questo governo l’Italia non è amministrabile

carlo cottarelliL'impossibilità per questo disgraziato paese di sopravvivere a sé stesso in assenza di feroci vincoli esterni è ben evidenziata sull'ultimo post del Commissario alla revisione della spesa, Carlo Cottarelliche lamenta l'abitudine di utilizzare la promessa di futuri tagli di spesa (lineari o da individuare mediante spending review) come copertura finanziaria per l'introduzione di nuova spesa.

domenica 22 giugno 2014

Anche la Corte dei Conti ci costa più che nel resto d’Europa

Deteniamo un altro poco invidiabile primato, e questa volta è un vero e proprio controsenso. La nostra Corte dei Conti, ovvero l’organo che ha il compito di controllare secondo i dettami della Costituzione sulle nostre spese, ci costa più che nel resto d’Europa!

lunedì 24 marzo 2014

Dirigenti pubblici strapagati, 12 volte il reddito medio



E non tanto perché, come recita il (mal) pensiero comune, lavorare per lo Stato è sinonimo di poca o nessuna responsabilità e di ancor minore impegno. Ma conviene soprattutto per lo stipendio: un dirigente della PA italiana guadagna infatti in media 12 volte il reddito procapite, che in altre parole vuol dire che il suo stipendio mensile è uguale al reddito annuale di un italiano “medio”.

venerdì 14 marzo 2014

Spending review: la sforbiciata del piano Cottarelli

I settori dove stanno per indirizzarsi le forbici di Carlo Cottarelli sono i più vari: dai costi della politica, alla difesa, passando per le auto blu, le società partecipate, il trasporto ferroviario, le commissioni bancarie e le forze di polizia. Senza dimenticare gli enti pubblici eliminabili, gli immobili, i trasferimenti alle imprese, gli acquisti della Pubblica amministrazione. Si salvano solo la cultura e l’istruzione.

giovedì 7 novembre 2013

SprechI: i circoli sportivi pubblici a Roma

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Ministri, giornalisti e dipendenti pubblici sono i frequentatori privilegiati dei club capitolini
Sempre più spesso i costi del Palazzo finiscono sotto la lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica e, da ultimo, del Movimento 5 Stelle. Calcolatrice alla mano, in estate avevano destato scalpore gli 81.500 euro destinati al circolo del Senato e nei giorni scorsi durante la discussione del bilancio della Camera il deputato grillino Riccardo Fraccaro ha puntato il dito contro i 360.000 euro annui elargiti al circolo di Montecitorio. Il bicameralismo perfetto si estrinseca pure nell’approvvigionamento di centri sportivi dedicati, oasi protette da una cortina di riservatezza, culle dorate a metà tra il dopolavoro e il relax privilegiato. Eppure, a ben guardare, i Palazzi del Potere non sono i soli a vantare proprie colonie di svago.

lunedì 21 ottobre 2013

Legge stabilità : 7 miliardi per le nuove navi da guerra della Marina militare


Dieci miliardi per la riduzione del cuneo fiscale (troppo pochi per sindacati e industriali), ma quasi sette miliardi per le nuove navi da guerra. Tra le “risorse per lo sviluppo e finanziamento di esigenze indifferibili” della legge di stabilità varata dal governo Letta è previsto al momento un contributo ventennale da 6,8 miliardi a carico del Ministero dello Sviluppo Economico per il rinnovo della flotta navale della Marina militare. Denaro destinato in particolare all’acquisizione dei dodici nuovi pattugliatori d’altura ‘dual-use’ chiesti a gran voce nei mesi scorsi dal capo di stato maggiore, ammiraglio Giuseppe De Giorgi.
“Se questo contributo verrà confermato dal Parlamento – commentano dalla sede triestina diFincantieri – si tratta di un provvedimento molto importante per il futuro del lavoro dei nostri cantieri e per quello della Marina militare, che come ha più volte ricordato il capo di stato maggiore, ammiraglio De Giorgi, altrimenti rischiava l’estinzione, e che per questo aveva chiesto al governo uno stanziamento di 10 miliardi. Questa decisione del governo è frutto delle forte pressioni esercitate dai sindacati e degli esponenti liguri del Pd più sensibili al futuro dei cantieri regionali: il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, il senatore ed ex sindaco di SarzanaMassimo Caleo, il senatore membro della commissione Difesa Vito Vattuone e ovviamente il sottosegretario alla Difesa Roberta Pinotti“.
Per giustificare queste nuove spese militari tutti tirano in ballo l’emergenza immigrazione e l’operazione umanitaria ‘Mare Nostrum’. “Si tratta di risorse economiche importanti per il riordino della flotta della Marina militare – ha commentato il senatore Vattuone – che potrà così dotarsi di navi moderne da utilizzare nella protezione civile e per far fronte all’annoso problema dell’immigrazione, causa di tante tragedia umanitarie”.
Il sottosegretario Pinotti, rispondendo a un nuovo appello del capo di stato maggiore De Giorgi – che ieri ha alzato ulteriormente la posta chiedendo non più 10 ma addirittura 12 miliardi – lo ha rassicurato dicendo che “questo governo è attento alle richieste della Difesa che, come abbiamo visto nel caso di Lampedusa, ha un’esigenza sempre più forte di presenza della Marina nel nostro mare”. “Piena condivisione” delle richieste della Marina anche da Burlando: “Un paese moderno non può fare a meno di una flotta come si deve. Quanto successo a Lampedusa continuerà a succedere”.
Lo stesso amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, ha aperto la sua audizione in commissione Difesa, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui sistemi d’arma, parlando di “controllo delle frontiere” e di “interesse strategico delle problematiche migratorie”. Accennando poi all’instabilità dei paesi nordafricani, l’ad Bono, vestendo i panni del suo committente militare, ha sottolineato la necessità di “fronteggiare tutto questo con un presidio del Mediterraneo molto più forte di quanto sia stato fatto finora: il mare Mediterraneo è mare nostro e lo dobbiamo presidiare, quindi l’Italia deve dotarsi di una Marina che possa assolvere questo compito. Ci auguriamo che l’esigenze della Marina vengano tenute in conto dal governo con molta attenzione”.
Esigenze operative presentate sempre come urgentissime e imprescindibili, ma che in passato hanno portato a scelte costose e discutibili. Il caso più emblematico è quello della portaerei Cavour, l’ammiraglia della nostra flotta navale, costata 1,5 miliardi di euro. “Una delle più belle navi del mondo, destinata a ospitare i famosi F-35 ma dotata anche di straordinarie capacità polivalenti, come l’ospedale di bordo, che la rendono ideale per impieghi umanitari”, ha detto ieri l’ad di Fincantieri. Peccato che abbia un costo d’esercizio così esorbitante (200 mila euro al giorno) da averla resa di fatto inutilizzabile: da quando è entrata in servizio nel 2009, questo mastodonte viene usato solo per missioni di promozione commerciale pagate dalle aziende italiane (Fincantieri, Finmeccanica, Eni) che se ne servono come fiera galleggiante del ‘made in Italy‘, una prima volta in Brasile nel 2010 (con una puntata umanitaria ad Haiti) e ora in Medio Oreinte e in Africa, partenza prevista tra poche settimane.
“I pattugliatori di De Giorgi – ha spiegato l’amministratore delegato di Fincantieri concludendo la sua audizione in commissione Difesa – sono navi polivalenti che potranno essere usate non solo per il contrasto all’immigrazione, ma anche in caso di calamità naturali: pensiamo solo a quanto sarebbero utili se eruttasse il Vesuvio”.
IlFattoQuotidiano, www.ilfattoquotidiano.it

giovedì 22 agosto 2013

Casta, facciamo un pò di conti


Cara Casta, facciamo i conti

Tagli. Austerity. Rigore. Disoccupazione, crisi, lavoro, tasse. 
Sono le parole che negli ultimi anni ci son venute a nausea. Le sentiamo tutti i giorni, ovunque: sui giornali, sulle televisoni, al tavolino dei bar, in bocca ai politici che, però, attenzione, ci tengono sempre a sottolineare come "i sacrifici siano necessari per il bene comune", che "prima o poi la recessione finirà", che "siamo ormai vicini  alla fine del tunnel".