giovedì 22 agosto 2013

Casta, facciamo un pò di conti


Cara Casta, facciamo i conti

Tagli. Austerity. Rigore. Disoccupazione, crisi, lavoro, tasse. 
Sono le parole che negli ultimi anni ci son venute a nausea. Le sentiamo tutti i giorni, ovunque: sui giornali, sulle televisoni, al tavolino dei bar, in bocca ai politici che, però, attenzione, ci tengono sempre a sottolineare come "i sacrifici siano necessari per il bene comune", che "prima o poi la recessione finirà", che "siamo ormai vicini  alla fine del tunnel".

E noi ci crediamo. Ci serve crederci, perchè altrimenti, senza speranza, è difficile tirare avanti, mentre le imprese chiudono, i nostri vicini di casa si suicidano, si piange di fronte un estratto conto. Siamo un paese sul lastrico, se ci si ruba anche la speranza siamo un paese finito. Altro che sentimento anti-casta: parafrasando un celebre poeta, "ci basta un'illusione per farci coraggio". Che poi si debba mangiare pane e cipolla, o rubare al supermercato, quelli sono tutti effetti secondari.
Ci piace veder piagnucolare il politicante di turno, (destra o sinistra stessa farsa, sarà l'effetto delle larghe intese) per i suoi stipendi troppo bassi, che non gli permettono di arrivare a fine mese; ci crediamo, quando ci viene assicurato che verranno effettuati tagli alla spesa pubblica. Basta sprechi, basta spese inutili. I politici riducono persino le auto blu, perchè ormai i cittadini le hanno puntate e le tengono sott'occhio. Ma non c'è di che preoccuparsi: si sono trovati altri modi per spendere quei soldi.
Ebbene sì: non è che si chiedesse lavorassero in un tugurio, ben intesi. Ma forse, spendere 110 milioni di euro per la Camera, nel solo  primo semestre del 2013, pare un po' esagerato. Una spesa che, tra l'altro, non tiene conto degli stipendi e pensioni di parlamentari e dipendenti di Montecitorio (784 milioni) né le pensioni degli "ex" (138 milioni). Quelli sono surplus che cerchiamo di non considerare nell'analisi, concentrandoci, invece, solo sui 109.809.654,17 euro spesi da gennaio a giugno.
Sono circa 4 milioni in più rispetto a quelli spesi l'anno scorso, nello stesso periodo: alla faccia dell'austerità. Ma sono soldi che saranno pur serviti a qualcosa. Per esempio, a pagare le consulenze. Che basta citarle per far rabbrividire i contribuenti. Ci sono però anche i corsi di formazione, utilissimi. Quante volte ci siamo lamentati, d'altronde, dell'inglese maccheronico dei nostri deputati? E allora eccolo lì: corso di lingua anglosassone120mila euro. Probabilmente sono stati pagati anche i conseguenti danni morali agli insegnanti. Poi c'è il corso d'informatica, da 180mila euro, versati tutti a società come la Capturator Srl. Riproposto di anno in anno, dovrebbe insegnare ai nostri parlamentari a destreggiarsi nei meandri della tecnologia. E infatti sono ormai così esperti d'informatica che, per dimostrarlo a tutti, giocano con nonchalance con l'i-pad, in seduta. O magari riflettono su come muoversi all'interno del nuovo sito web della Camera, il cui costo sarà di 4 milioni.
Ma bisogna comprenderli. Provare anche un po' di compassione: d'altronde, a Montecitorio, sono tutti malati. O almeno così pare, altrimenti non si spiegherebbero gli 1,2 milioni spesi per i servizi medici interni, pagati dai cittadini, gratuiti per i deputati. Si sa, al freddo i virus sono sempre in agguato, e gli 1,4 milioni di euro di bolletta per il condizionatore possono aver contribuito ai contagi. Verrebbe quasi da fargli un favore e staccarglielo: che si rinfreschino sventolandosi un giornale in faccia. Non fosse che, anche lì, si parla di 27mila euro al mese in fornitura di riviste e quotidiani.
D'altronde i nostri deputati amano la lettura. La dimostrazione sta tutta nellabiblioteca di Montecitorio, per la quale sono stati spesi 836mila euro in acquisti librari e 2,4 milioni per la gestione. E adorano scrivere: 322mila euro sono stati spesi da gennaio a giugno solo per la cancelleria.
Intanto, per rendere il tutto più accogliente, si è pensato bene di rimodernare gli arredi. 290mila euro per la mobilia, tutta in legno. Per non parlare dei quasi3 milioni per il lavaggio di tappezzeria, tende, vetrate eccetera. Mentre la pulizia delle sale e la gestione del guardaroba tocca gli 1,6 milioni. Dal guardaroba, però, sono esclusi i vestiti dei dipendenti di Montecitorio, quelli per cui si spendono 30mila euro al mese di lavanderia.
Se poi volessimo parlare delle affittanze senza gara, è meglio farsene fin da subito una ragione: solo la Milano 90 Srl, per esempio, nel primo semestre, ha beneficiato di 23,8 milioni di euro di fitto. Senza contare gli altri 2 milioni che spuntano dalla lista spese per i locali, poi ripuliti per 500mila euro al mese.

Però le auto blu sono state ridotte, eh.

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