giovedì 7 novembre 2013

SprechI: i circoli sportivi pubblici a Roma

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Ministri, giornalisti e dipendenti pubblici sono i frequentatori privilegiati dei club capitolini
Sempre più spesso i costi del Palazzo finiscono sotto la lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica e, da ultimo, del Movimento 5 Stelle. Calcolatrice alla mano, in estate avevano destato scalpore gli 81.500 euro destinati al circolo del Senato e nei giorni scorsi durante la discussione del bilancio della Camera il deputato grillino Riccardo Fraccaro ha puntato il dito contro i 360.000 euro annui elargiti al circolo di Montecitorio. Il bicameralismo perfetto si estrinseca pure nell’approvvigionamento di centri sportivi dedicati, oasi protette da una cortina di riservatezza, culle dorate a metà tra il dopolavoro e il relax privilegiato. Eppure, a ben guardare, i Palazzi del Potere non sono i soli a vantare proprie colonie di svago.

Nella Capitale sono molti e di ascendenza pubblica i circoli che fanno concorrenza al Parioli Tennis Club e al Circolo Canottieri, blasonatissimi arcipelaghi della Roma salottiera. Tra una partita a burraco e due tiri a tennis la vita mondana passa anche per i circoli che fanno riferimento a ministeri, forze armate e pubbliche amministrazioni. Se ne contano a decine: dalla Rai alla Corte dei Conti, dalla Guardia di Finanza al ministero degli Esteri, dall’Aeronautica Militare alla Polizia. Buona parte dei club è incastonata tra i Parioli e il Lungotevere, nel cuore pulsante di quella Roma Nord che ormai è una categoria dello spirito più che un semplice quartiere.
Il circolo sportivo Rai
I circoli sportivi sono città nella città corredate di ristoranti, palazzine e spazi riservati. Un microcosmo con leggi proprie dove statuti e regolamenti diventano piccole Costituzioni: gli ingressi vanno contingentati, vi si accolgono i dipendenti con le loro famiglie e tutt’al più (ma non sempre) persone presentate dai soci. Abbigliamento consono e buona educazione. Nei circoli “para-statali” la gente comune si alterna ai vip, medesimo turnover tra lavoratori e pensionati. D’altronde il ventaglio di passatempi accontenta tutti: le attività sportive sono le più gettonate, molte delle quali appaltate a società esterne che apparecchiano corsi di nuoto, tennis, calcio e scherma. Poi svetta la galassia ricreativa costellata di mostre, concerti, cene di gala, happening di beneficenza e feste private.
Le strutture vivono con le quote associative, le donazioni e gli introiti delle attività interne (bar, ristorazione, corsi sportivi) senza dimenticare le dotazioni di personale e i contributi finanziari forniti da uffici e ministeri di competenza.  Soldi pubblici che nelle formule statutarie assumono le definizioni più disparate: si va da «contribuzioni e sussidi dello Stato o di altri enti» ad «assegnazioni disposte dal ministero nell’ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio». D’altronde per parecchi circoli l’autofinanziamento è un miraggio poichè spesso le quote associative sono poco più che simboliche. Al circolo della Guardia di Finanza l’obolo annuale per ogni socio ammonta a venticinque euro e l’affitto di un campo da tennis ne costa appena cinque, mentre al club degli ufficiali delle Forze Armate l’iscrizione annua oscilla tra i 9 e i 68 euro. Senza contare che i prezzi dei bar sono rigorosamente calmierati, con buona pace della giungla urbana che attende fuori dai cancelli.
Il circolo sportivo di Montecitorio
Altro esempio di piccolo Eden capitolino è il circolo di Montecitorio, in via dei Campi Sportivi. Il club è riservato ai dipendenti della Camera e ai loro familiari, ai deputati e ai giornalisti parlamentari, questi ultimi ammessi «previa delibera del Consiglio direttivo». Oltre ai campi da gioco (sulla terra rossa si ricordano i Franco Bassanini e gli Antonio Maccanico) e ai saloni per le feste, fa parlare di sè il ristorante dal menu ricco ma non per questo costoso, con primi piatti a quattro euro e secondi di pesce a cinque. Tra i servizi del club, se non bastasse una sfilza di convenzioni commerciali, spicca il corner delle attività turistiche che confeziona «tariffe confidenziali» per pacchetti viaggio riservati agli iscritti. Attualmente è possibile prenotare una settimana bianca a Bormio o a Cortina, ma anche crociere e soluzioni ad hoc per il Capodanno.
A presiedere il circolo c’è l’ex deputato di scuola Dc Fabio Ciani ma in molti rievocano la reggenza di Gianfranco Polillo, ex sottosegretario all’Economia del governo Monti, che nel 1998 innescò il rilancio del club con dichiarazioni roboanti: «Sarebbe anche un bel circolo ma si è preferito non curarlo, lasciarlo andare, qui serve managerialità. C’è da vergognarsi, non siamo neanche in grado di fornire tute del circolo al sottosegretario all’Ambiente Valerio Calzolaio e a Mario Valducci di Forza Italia, che ci hanno rappresentato in un torneo di tennis a Varsavia». Ma a via dei Campi Sportivi ne hanno viste di ogni. Nel 1997 Irene Pivetti scelse questa location per il suo banchetto di nozze, tra il 2006 e il 2008 l’allora presidente della Camera Fausto Bertinotti officiava le cene di Natale per i poveri insieme alla comunità di Sant’Egidio. Nel 2008 c’è spazio per una festa di compleanno di un documentarista di Montecitorio, omaggiato da amici e colleghi con l’esibizione di una lapdancer. Sempre qui, la scorsa estate, è stata avvistata la deputata del Movimento 5 Stelle Carla Ruocco concedersi un momento di relax in piscina.
Imboccando via Salaria ecco il circolo logistico della Guardia di Finanza “Villa Spada”: una gigantesca oasi verde con campi da tennis, piscina, palestra, tiro con l’arco e beach volley. Sembra la Svizzera ma il Gps segna Roma: l’erba è sempre tagliata al punto giusto, in terra non si trova uno spillo e i finanzieri di guardia all’ingresso ti accolgono col saluto militare. A Villa Spada lavorano uomini delle Fiamme Gialle, vengono a rilassarsi marescialli, tenenti e generali, ma si allenano anche gli arbitri di calcio della sezione di Roma. Tra i frequentatori abituali spicca l’ex ministro dell’Economia Vittorio Grilli insieme alla compagna Alessia, appassionata di tennis. Poi c’è il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera che qui, nell’ottobre 2012, ha organizzato la sua blindatissima festa di matrimonio insieme ad amici del calibro di Corrado Passera, Paola Severino, Fulvio Conti e Ugo Sposetti.

La piantina del circolo sportivo della Guardia di Finanza
La piantina del circolo sportivo della Guardia di Finanza
A Tor di Quinto il circolo Rai copre una superficie di 30.000 metri quadri tra campi da gioco, piscina e sale relax. Il sito internet lo descrive come «un asset aziendale in grado di ospitare le presentazioni dei programmi televisivi, delle fiction e dell’offerta sportiva ma anche convegni aziendali». La madrina del club è Milly Carlucci, ma da queste parti transitano pure Anna Falchi, Fabrizio Frizzi, Renato Zero e Max Giusti. Per beneficenza qui è scesa in campo la Nazionale Cantanti, per diletto si sono sfidate a calcio le  rappresentative Rai, Sky, Mediaset e La7.
L’evento clou va in scena sulla terra rossa del servizio pubblico ed è il “Rai Open”, torneo del circuito ATP Challenger con un montepremi di 30.000 euro da cui è passato pure il campioncino Gianluigi Quinzi, vincitore di Wimbledon junior. Negli altri giorni vi si può incontrare Massimo Caputi con borsone e racchetta o Luca Giurato che fa un bagno in piscina. Ma i campi del circolo sono stati calcati anche dal deputato del Movimento 5 Stelle Stefano Vignaroli che in Rai è un tecnico video. L’ingresso, al solito,è riservato a dipendenti e famiglie, salve le convenzioni, come quella stipulata con la Luiss. Gli studenti dell’ateneo di Confindustria possono accedere pagando un prezzo forfettario previa esibizione del badge.

Un campo da tennis del club Rai
Un campo da tennis del club Rai
In zona Tor Di Quinto è di stanza il circolo della Polizia di Stato, mentre per l’avamposto della Municipale bisogna arrivare a Lungotevere Dante. Sul Lungotevere Salvo D’Acquisto c’è la sede del circolo sportivo dell’Aeronautica Militare dove si effettuano anche scherma e pattinaggio, ma gli ufficiali possono riparare alla “Casa dell’Aviatore”, circolo esclusivo con albergo e laghetto a viale dell’Università, zona stazione Termini. Qui, tra vecchie glorie e nuovi graduati, ultimamente hanno avvistato anche Vincenzo De Luca, viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti. Circostanza curiosa, dato che il suo dicastero possiede uno sporting club in riva al Tevere con tanto di piscina olimpionica e colonie estive, senza contare gli eventi culturali che hanno visto tra i protagonisti il premio Oscar Ennio Morricone. Un polo rinomato per il canottaggio è invece il circolo del ministero degli Affari Esteri, nei pressi di Ponte Milvio, che a giugno 2013 inaugurava nuove strutture per gli atleti in pagaia. Hanno diritto alla tessera del club i funzionari diplomatici e delle carriere direttive mentre «gli altri dipendenti del ministero possono divenire soci su domanda». Oltre ai soliti basket e calcetto il sodalizio della Farnesina offre arrampicata e ping pong.
Vale la pena lasciare Roma Nord per tornare in centro, alle spalle del Quirinale. In via delle Quattro Fontane ci si imbatte nel circolo Ufficiali delle Forze Armate d’Italia, che impiega una quarantina di uomini in divisa nei saloni dove si svolgono eventi culturali, pranzi di matrimonio e concerti (Rotary Club incluso). Tra i poteri dello Stato rappresentati nell’elite dei circoli non poteva mancare la magistratura: a via del Foro Italico sorge il circolo Magistrati della Corte dei Conti, presieduto dal dottor Stefano Castiglione della Procura di Perugia. «I circoli romani – dichiarava poco dopo la sua nomina – da iniziali casette di legno sul fiume si sono trasformati in vere e proprie aziende per la cui conduzione occorre, oltre a capacità gestionale, anche uno spirito di iniziativa». La polisportiva delle toghe sforna ottimi risultati in fatto di agonistica e tornei su terra rossa, ma per chi vuole rilassarsi ci sono anche le attività da tavolo come biliardo e bridge. La nota di merito va alla scuola tennis frequentata dai giovani rampolli della Roma bene. Quella che, in un modo o nell’altro, un strapuntino al circolo di turno ce l’ha assicurato.
c4

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