venerdì 4 ottobre 2013

Le vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi...il suo coinvolgimento con la P2...



Chi fece parte nella loggia segreta Propaganda 2, in breve P2?
Vi furono parlamentari (tra cui Pietro Longo che sarà Ministro delle Finanze nel 1º Governo Craxi), giornalisti, alti gradi delle forze armate, funzionari dello Stato (soprattutto Ministero del Tesoro e delle Finanze), dirigenti dei servizi segreti, magistrati, imprenditori, banchieri, editori e Berlusconi (tessera 1816).
Lo scopo della P2 di Licio Gelli era di frenare l'avanzata del PCI di Berlinguer. E a tal fine grande importanza era assegnata all'informazione. Occorreva, in un primo tempo, individuare 3 o 4 giornalisti per ogni mezzo di informazione su cui puntare. Questi dovevano fungere da “Cavalli di Troia” per spostare simpatie verso politici piduisti. In un secondo tempo occorreva impadronirsi dei mezzi di comunicazione più influenti. Particolare attenzione andava alla Rai TV che andava dissolta in nome della libertà di antenna. Essa andrà sostituita da altre TV che dovranno entrare casa per casa ad influenzare l'italiano medio.
È interessante notare che il Piano di Gelli contiene un diretto riconoscimento a Berlusconi quando afferma che è necessario cambiare anche modello edilizio attraverso città satellite in modo da poter controllare meglio l'italiano medio.
Nel 1981 scoppiò lo scandalo P2 e Berlusconi tentò di minimizzare la sua appartenenza a tale entità segreta ma riuscì solo a prendersi una condanna per falsa testimonianza. Sono le banche gestite dalla P2 che forniscono capitali a Berlusconi "al di là di ogni merito creditizio". Da ambienti piduisti Berlusconi acquista “Sorrisi e Canzoni TV”, il più diffuso settimanale italiano.
La P2 verrà sciolta perché “ritenuta una associazione a delinquere” (Sandro Pertini). Gelli diventerà latitante in Svizzera. Si scoprirà in seguito che la P2 risulta coinvolta in numerose inchieste giudiziarie relative a stragi, attentati, omicidi politici, corruttele. Solo Berlusconi nel 1988 avrà il coraggio di affermare: "Sono sempre in curiosa attesa di conoscere quali fatti o misfatti siano effettivamente addebitati a Licio Gelli...".
L'iscrizione di Berlusconi alla loggia massonica P2 avviene il 26 gennaio 1978 nella sede di Via dei Condotti a Roma, all'ultimo piano del palazzo che ospita il gioielliere Bulgari insieme a Roberto Gervaso;la tessera è la n. 1816, codice E. 19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, come risulta dai documenti e dalle ricevute sequestrate ai capi della loggia. Berlusconi ha negato la sua partecipazione alla P2, ma ha ammesso in tribunale di essere stato iscritto.
Nell'autunno del 1988(nel corso di un processo contro due giornalisti accusati di averlo diffamato celebrato dal tribunale di Verona), Berlusconi dichiarò: «Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo. [...] Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mai mi è stata chiesta».



Per tali dichiarazioni il pretore di Verona, Gabriele Nigro ha avviato nei confronti di Berlusconi un procedimento per falsa testimonianza. Al termine il magistrato veronese ha prosciolto in istruttoria l'imprenditore perché il fatto non costituisce reato. Il sostituto procuratore generale Stefano Dragone ha però successivamente impugnato il proscioglimento e la Corte d'appello di Venezia ha avviato un nuovo procedimento in esito al quale ha stabilito che «Berlusconi, deponendo davanti al Tribunale di Verona nella sua qualità di teste-parte offesa, ha dichiarato il falso» ma che «il reato attribuito all'imputato va dichiarato estinto per intervenuta amnistia».
Successivamente dichiarò: "Non sono mai stato piduista, mi mandarono la tessera e io la rispedii subito al mittente: comunque i tribunali hanno stabilito che gli iscritti alla P2 non commisero alcun reato, e quindi essere stato piduista non è titolo di demerito". In altra occasione, ha affermato che la P2 "per la verità allora appariva come una normalissima associazione, come se fosse un Rotary, un Lions, e non c'erano motivi, per quello che se ne sapeva, per pensare che la cosa fosse diversa. Io resistetti molto a dare la mia adesione, e poi lo feci perché Gervaso insistette particolarmente dicendomi di rendere una cortesia personale a lui".


Secondo le risultanze della Commissione parlamentare d'inchiesta “Anselmi”, la loggia massonica era "eversiva". Essa fu sciolta con un'apposita legge, la n. 17 del 25 gennaio 1982.


La P2 era "un'organizzazione che mirava a prendere il possesso delle leve del potere in Italia attraverso il «piano di rinascita democratica», un elaborato a mezza via tra un manifesto e uno «studio di fattibilità». Conteneva una sorta di ruolino di marcia per la penetrazione di esponenti della loggia nei settori chiave dello Stato, indicazioni per l'avvio di opere di selezionato proselitismo e anche un preventivo dei costi per l'acquisizione delle funzioni vitali del potere". Il Piano programmava la dissoluzione dei partiti e la costruzione di due poli organizzati in club territoriali e settoriali; tendeva al monopolio dell'informazione, al controllo della banche, alla Repubblica presidenziale e al controllo della magistratura da parte del potere politico.


Secondo il fondatore della P2 Licio Gelli, Berlusconi "ha preso il nostro Piano di rinascita e lo ha copiato quasi tutto". Anche il vescovo di Ivrea, Luigi Bettazzi rimprovera al primo governo Berlusconi, al momento della sua caduta (1995), di essere "l'attuazione fatta e programmata da Berlusconi del Piano di rinascita democratica proposto dalla Loggia P2 già nel 1976".


A partire dal 1985, gli archivi di Gelli testimoniano l'intervento della P2 nell'acquisizione da parte di Berlusconi dell'allora più diffuso settimanale popolare italiano, “TV Sorrisi e Canzoni” . La transazione, se vista come una delle tante compiute all'interno della stessa intricata ragnatela di imprese legate al sistema creditizio vaticano, risulta quasi solo un passaggio di consegna per la realizzazione del programma. È il giugno del 1983 quando la consociata all'estero Ambrosiano Group Banco Comercial di Managua cede a Berlusconi il 52% del pacchetto azionario della rivista. A interessarsi dell'affare sono i finanzieri Roberto Calvi e Umberto Ortolani.


A seguito della presentazione delle conclusioni della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla P2, la loggia fu sciolta per legge in ragione dei «fini eversivi» che si prefiggeva. Gelli fu condannato e arrestato, benché al riguardo ancora nel 1988 Berlusconi dichiarasse al “Corriere della Sera” di essere «sempre in curiosa attesa di conoscere quali fatti o misfatti siano effettivamente addebitati a Licio Gelli».


Al momento del suo ingresso ufficiale in politica (1993), Berlusconi presentò un partito la cui struttura e programma parvero ad alcuni simili a quelle prefigurate nel disegno eversivo della P2: «Club dove siano rappresentati... operatori imprenditoriali, esponenti delle professioni liberali, pubblici amministratori» e solo «pochissimi e selezionati» politici di professione.


Il 25 gennaio 2006 la maggioranza parlamentare guidata da Berlusconi, nell'ambito della riforma dei reati d'opinione, approvò una modifica dell'articolo 283 del Codice Penale sulla base del quale era stata ritenuta illecita la P2, riducendo la reclusione minima da 12 a 5 anni e ritenendo necessari degli atti violenti.
Il testo precedente era questo:
«Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall'ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.
(Articolo 283 c.p. prima della novella legislativa del 2006)

il testo modificato è invece il seguente:
Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.”

(Articolo 283 c.p. dopo la novella legislativa del 2006)

Da wikipedia e fisicamente.net

Nessun commento:

Posta un commento