Ararat: tra l’arca di Noè e le fosse comuni. Parte seconda.
Durante le sue ripetute esplorazioni sull'Ararat, Azad Vartanian ha avuto modo di scoprire diversi segreti del sacro monte: non solo quelli legati all'Arca di Noè, ma anche all'esistenza di villaggi abbandonati e poi distrutti, nonché di vere e proprie fosse comuni mai mappate.
L'Arca di Noè.
Nel suo viaggio, Vartanian ha avuto modo di ritrovare alcuni legni a una quota compresa tra i 4.000 e i 4.500 metri. Si tratta di un'area dove il legno non potrebbe crescere e restare fermo per secoli a causa delle pendenze del terreno e del ghiaccio presente: non può quindi trattarsi di una dislocazione naturale. Analizzando con maggior attenzione i reperti, l'esploratore ha avuto modo di notare che il legno è tra l'altro lavorato.
Può trattarsi di una parte dei resti della storica Arca di Noè? Sì. Vartanian ci spiega anche perché si possano escludere molte altre origini. Anzitutto il legno in questione è derivato da querce peduncolate e da cedri secolari: sono specie di alberi che non vivono nell'area dell'Ararat ma che sono invece presenti in Mesopotamia, a 900 chilometri di distanza, dove, secondo la Bibbia, sarebbe stata costruita l'Arca. E che secondo uno studioso francese sarebbe stata realizzata proprio con quel tipo di legno e del bitume. Bitume che secondo ulteriori analisi risulta presente nei campioni provenienti dalle alte quote dell'Ararat. A questo si aggiunge il fatto che i curdi non si spingono mai a simili altitudini e soprattutto non avrebbero motivo per portare con sé quella legna specifica.
Poi ci rivela che durante uno dei suoi viaggi ha avuto modo di individuare un oggetto di dimensioni approssimative di 50 metri che potrebbe essere una parte dell'Arca: a seguito del suo posizionamento, in una zona franosa e semi-ghiacciata, non è però stato in grado di raggiungerla. Effettivamente, secondo alcune vecchie indagini, una parte del sacro natante potrebbe essere finito nella Grande Gola di Ahora.
L'Armenia, prima nazione cristiana al mondo, è convinta della presenza dell'Arca sull'Ararat al punto che nella cattedrale di Echmiadzin è presente del legno che viene fatto risalire proprio all'imbarcazione biblica accanto a una lancia che potrebbe essere quella utilizzata da Longino per trapassare il costato di Gesù Cristo.
Villaggi distrutti e fosse comuni.
L'attuale popolazione curda ha raccontato anche di parziali origini armene: durante l'epoca del genocidio, il 1915, alcuni di loro venivano scelti per effettuare stragi di cristiani; non avendo intenzione di compiere questi delitti, molti hanno scelto di far entrare nelle proprie famiglie questi malcapitati, islamizzandoli in cambio della vita.
L'Ararat ha molti misteri ancora da scoprire e la speranza è che prima o poi quei divieti d'accesso vengano meno e si possa esplorare liberamente l'intera montagna.
Per maggiori informazioni http://www.noahsark.it/
Le immagini sono gentile concessione di Azad Vartanian
Trailer documentario su http://www.youtube.com/watch?v=8kLl2LQ
Libro: Ararat – la montagna del mistero, Paolo Cossi, Hazard Editore

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