Parma: polemica contro la Giunta Pizzarotti per via libera a espansione edilizia


Uno dei temi che ha qualche tempo fa ha portato il Movimento 5 Stelle a insediarsi in una delle giunte comunali più importanti d’Italia, a Parma precisamente, è stato lo stop alla cementificazione selvaggia.
Sembrava ieri quando si udiva l’allora candidato ed ora sindaco Federico Pizzarotti urlare nelle piazze della città emiliana “basta al consumo del suolo, piuttosto ripartiamo da quello che Parma ha già a disposizione”.
Parole prontamente smentite dopo che l’assessore all’Urbanistica e architetto Michele Alinovi ha portato in aula la delibera di un progetto che prevede la realizzazione di residenze pubbliche e private in un’area da quasi 11mila metri quadrati in via Budellungo. Tra l’altro si tratta di una zona non esattamente nel cuore di Parma, ma dove diversi anni fa sono stati rinvenuti dei reperti archeologici risalenti al VII d.C.
«Mi sono ritrovato questa delibera sul tavolo – ha provato a giustificarsi l’assessore – e ho fatto tutto il possibile per contenere il suo impatto ambientale». Ma alla fine, oltre ad aumentare le aree verdi e ad inserire innovazioni tecnologiche per il risparmio energetico, la Giunta grillina non ha potuto (o voluto) opporsi come altri avrebbero auspicato. I 20 consiglieri grillini, per la prima volta, hanno avuto un astenuto sulla questione “cemento”.
E a rimarcare questo ennesimo bluff dei “moralisti grillini” ci ha pensato l’opposizione, soprattutto con il Pd che ha ricordato come la gente abbia votato per loro per risolvere altre questioni più importanti, come il ripianamento del debito del comune di Parma arrivato al miliardo di euro.
Da quando il 39enne ex informativo si è accomodato sulla poltrona più comoda e bollente del Municipio, la sua amministrazione grillina ha dovuto ritrattare in diverse occasioni, approvando talvolta delibere ed interventi pubblici non sempre in linea col programma elettorale a tinte green presentato alla città.
A partire dall’inceneritore in costruzione alla periferia nord della città, su cui il Movimento 5 Stelle non è ancora riuscito a far valere le proprie ragioni su quelle di Provincia e Iren, la multiutility che una volta smantellato il cantiere gestirà il termovalorizzatore dei veleni.

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