Studenti medi ed universitari di nuovo in piazza. Cariche sui manifestanti


 Crisi, austerità,scuola, lavoro, sono solo alcuni dei temi che ultimamente toccano profondamente la vita degli italiani, giovani e meno giovani. Oggi torna la protesta in piazza da parte degli studenti, manifestazioni spontanee in una ventina di città italiane, tra cui Torino, Milano, Pisa, Palermo, Bologna, Roma, Napoli e molte altre.
La tensione non tarda ad arrivare, anche questa volta ci sono state carichesui giovani studenti da parte delle Forze dell'Ordine. A Torino per ora si contano circa una decina di contusi, di cui uno portato via in ambulanza, e quindici fermati per accertamenti.
Il corteo che ha sfilato questa mattina a Torino è composto da studenti medi e universitari, che si sono diretti inizialmente verso il Miur, facendo esplodere alcuni petardi nel cortile;  il corteo ha proseguito poi lungo le vie centrali della città, con lanci di uova sui palazzi istituzionali, presi come un gesto di violenza da parte delle autorità che hanno caricato diverse volte gli studenti con i manganelli. Molti riportano ferite anche relativamente gravi.
"Dopo anni di tagli non c'è alcuna intenzione di tornare a investire nella scuola pubblica", dicono gli studenti, garantendo che "Questa è solo la prima di una serie di mobilitazioni".
Gli studenti contestano i progressivi tagli alla scuola operati dal governoMonti, che continuano a minacciare l'importanza di un'istruzione solida e di qualità.
Sembra che da piazza Albarello, alle 9 di questa mattina, siano partiti in 3000a manifestare, presenti, tra gli altri, i giovani del movimento NO Tav, che anche quest'anno hanno rinunciato alle vacanze per seguire gli sviluppi in Val Susa allestendo un campeggio.
"La gente come noi non molla mai", "La strada è nostra e ce la riprendiamo", questi alcuni degli slogan intonanti dai giovani manifestanti, mentre dalle ultime notizie il corteo pare che si sia ricompattato in Via Bertola, dopo le cariche, per proseguire verso Piazza Castello. Per rimanere informati e seguire gli sviluppi in tempo reale basta cercare su Twitter i post con l'hashtag #5ott.
Per quel che riguarda le altre città italiane, molti i disordini e altrettanto violente le cariche della Polizia. Gli studenti paiono essere sfiduciati ed arrabbiati in tutta Italia, senza distinzione geografiche, e i gesti compiuti nelle principali città italiane ne sono la prova.
A Roma gli studenti dei licei sono diretti a Porta San Paolo e successivamente al Ministero dell'Istruzione, interrompendo il traffico e mandando in tilt le principali vie del centro.
Contemporaneamente a Milano alcuni fumogeni sono stati lanciati davanti alla Siae (in segno di protesta per gli enormi buchi nel bilancio dell'ente, intorno al miliardo di euro, che presto o tardi peseranno sui cittadini), e sono stati attaccati volantini sulle vetrine degli istituti di credito principali. Il corteo è partito poco prima delle 10 di stamattina da Largo Cairoli e diretto verso il centro del capoluogo lombardo. Le parole d'ordine, sia per studenti medi che universitari, sono "No ddl Profumo, fuori banche e aziende dalle scuole, saperi per tutti, privilegi per nessuno". Scontri tra studenti e Forze dell'Ordine, con un bilancio di feriti e contusi meno importante rispetto a quello realizzato a Torino.
La protesta è stata molto forte anche a Palermo, dove gli studenti, manifestando la loro sfiducia nella "casta", hanno bruciato centinaia ditessere elettorali davanti alla sede della Presidenza della Regione. Stanchi degli scandali e dei giochi di palazzo, hanno deciso di mettere in atto questo gesto fortemente simbolico a tre settimane dalle elezioni regionali.
"Questo è il nostro modo di dire la nostra sulle elezioni regionali – ha detto Bianca Giammanco, del Coordinamento studenti medi - ennesima vuota passerella di politici che andrà a riscaldare le poltrone del parlamento regionale senza produrre altro che tagli per il mondo della formazione e sacrifici per i più deboli, mentre per loro aumenteranno sempre privilegi e vitalizi".

Le manifestazioni sono tutte sorte in maniera spontanea, non autorizzate, e testimoniano chiaramente la rabbia di un'intera generazione che sta perdendo fiducia nelle istituzioni italiane, le quali non riescono a dare segnali forti per riacquistare la credibilità loro necessaria.

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