L’Aquila. Le “new town” sono a rischio crollo


Le “new town” dell’Aquila, 185 edifici del progetto C.a.s.e. (Complessi antisismici eco-compatibili), costruiti in tempi record all’indomani del sisma del 6 aprile 2009, lo stesso complesso magnificato dall’allora premier, Silvio Berlusconi, e dall’allora capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso; bene, quelle stesse abitazioni, se la terra tornasse a tremare con la stessa intensità di quel 6 aprile, potrebbero sfracellarsi al suolo.
A dirlo il Pubblico Ministero, Fabio Picuti, il Gip, Marco Billi, gli stessi che hanno condannato i membri della Commissione nazionale Grandi Rischi, insieme a due docenti di ingegneria, Alessandro De Stefano e Bruno Chiaia, e a due periti d’ufficio che hanno verificato che l’efficienza antisismica del  meccanismo a pendolo posto sotto le nuove costruzioni, rispondesse, effettivamente, ai requisiti fissati dal bando di gara. Appalto vinto dalla società Alga, che ha fornito 4.900 isolatori, e dalla Fip, 2.400.


Ieri, gli ingegneri hanno illustrato la loro perizia, nel corso dell’incidente probatorio del procedimento dove le due società produttrici del “pendolo” sono indagate per frode in forniture pubbliche. Gli esperti hanno concluso che almeno duecento degli isolatori sismici a pendolo prodotti dalla società Alga, non sarebbero idonei: “non solo presentano disomogeneità rispetto a quanto dichiarato nella fornitura, non solo non sono stati sottoposti a prove di qualificazione e accettazione da un laboratorio terzo e ufficiale, ma uno di essi, testato presso il laboratorio di Ingegneria strutturale dell'Università di San Diego, in California, non ha superato le prove, rompendosi macroscopicamente durante una di esse”.
In poche parole, questi isolatori sismici a pendolo, cedono; e il motivo sarebbe da ricercarsi nella loro costruzione: gli isolatori a pendolo, infatti, sono composti da tre elementi d’acciaio sovrapposti: una base concava, una rotula centrale convessa e un terzo elemento che accoppiato alla rotula permette le oscillazioni. Per controllare l’attrito tra gli isolatori, c’è bisogno di materiali termoplastici e la loro qualità è decisiva per far si che, durante un terremoto, l’edificio dondoli più dolcemente rispetto al movimento del terreno. Quelli dell’Aquila dovevano essere materiali termoplastici di tipo Hotslide e riconoscibili per il loro colore verde; invece, il materiale termoplastico riscontrato all’interno dei 200 pezzi incriminati è una combinazione di Hotslide e Xlide, il cui colore è risultato nero.
Nessuno si è accordo della disomogeneità dei materiali e quel che è peggio è che, ad oggi, nessuno sa dire con certezza quali siano le strutture che poggiano su questi pezzi fallati.

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