Spagna. Continua la protesta dei minatori contro i tagli

Continua ormai da giorni la protesta dei minatori spagnoli di carbone contro i tagli decisi dal governo. I minatori, che già avevano subito negli ultimi anni in prima persona la crisi economica, si sono visti letteralmente crollare il mondo addosso dopo il taglio di oltre il 60% dei sussidi nel settore, un taglio che secondo loro ha il significato di una vera e propria "condanna a morte". Ieri notte i minatori hanno ingaggiato duri scontri con la Guardia Civil utilizzando veri e propri razzi. I minatori hanno anche costruito barricate su autostrade e ferrovie bloccando il traffico e mandando in tilt i trasporti. I manifestanti hanno lanciato diversi bulloni contro le forze di polizia e sono poi stati forzati a ritirarsi da Cinera. Un ufficiale di polizia locale ha confermato che le barricate sarebbero state già rimosse dalle forze di sicurezza. Almeno per il momento non sono giunte notizie di infortuni gravi, ma alcuni minatori sono stati colpiti da proiettili di gomma.
I minatori hanno il fondato timore che i tagli del governo possano devastare la loro industria, ancor più che la percentuale di disoccupazione nel Paese ha già raggiunto la cifra record di 25%. Gli scioperi sono stati portati avanti dai minatori che hanno creato barricate su strade e ferrovie con cassonetti dell'immondizia, pneumatici e altri rottami recuperati in giro, bloccando così le regioni di Leon e delle Asturie, dove il settore minerario è uno dei più sviluppati sin dai tempi dei romani. I minatori interessati dai tagli che lavorano nel Nord del Paese sono circa 8000, e sono tutti esasperati al punto di voler continuare gli scioperi a oltranza. Con il volto protetto da passamontagna e con bazooka e lanciarazzi di fortuna, i giovani asturiani non hanno alcuna intenzione di interrompere la lotta, e ora il governo dovrà seriamente prendere in considerazione di dialogare con loro per porre fine a scontri che rischiano di provocare nuove ondate di violenza.

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