Caso Lusi, la procura chiede il verbale al Senato
Ora si discute se rendere pubbliche le audizioni nella Giunta per le immunita' del Senato, per evitare che siano poi le fughe di notizie a tenere banco e alimentare nuove polemiche e accuse. Quello che intanto dovra' essere valutato dall'organismo guidato da Marco Follini e' la richiesta della Procura di Roma di acquisire il verbale delle dichiarazioni rese da Luigi Lusi proprio nell'ultima audizione fiume in notturna. La mossa dei magistrati era nell'aria e appena formalizzata e' stato lo stesso presidente del Senato a darne notizia, comunicando di aver girato quella richiesta alla competente Giunta. Schifani fa presente che cio' avviene nello spirito di leale collaborazione tra organi dello Stato, perche' sia appunto la Giunta medesima, in quanto competente, a valutare "l'eventualita' di una deroga al principio della riservatezza di un proprio atto per il quale il Regolamento non prevede la pubblicita' dei lavori".
Ed e', quello di uno strappo alla riservatezza dei lavori della Giunta, il tema che decolla subito. Marco Follini, presidente della Giunta per le immunita' del Senato, rileva che "le attuali regole parlamentari prevedono che i lavori della Giunta avvengano in una condizione di riservatezza a tutela di tutte le persone che sono coinvolte nei procedimenti" ma sottolinea anche che "lo stillicidio di notizie riportate dai giornali sulla base di confidenze piu' o meno veritiere rilasciate da parlamentari piu' o meno loquaci pone un problema, per usare un eufemismo". "In queste condizioni - e' la riflessione di Follini - mi chiedo se non sia arrivato il momento di ripensare quelle regole per far si' che le riunioni della Giunta siano rese a pieno titolo di pubblico dominio".
Comunque, nelle prossime ore la Giunta sara' convocata per decidere della richiesta della Procura tenendo conto, si fa osservare, che riguarda atti interni e, per prassi, riservati.
Ad ogni modo, anche dalla Giunta si sottolinea un atteggiamento improntato al rapporto di leale collaborazione tra gli organi dello Stato.
Quanto al profilo delle indagini, sulle societa' che hanno avuto finanziamenti dalla Margherita nel periodo in cui Luigi Lusi era tesoriere, come quella catanese legata al marito della segretaria del presidente dell'Assemblea Federale, Enzo Bianco, la procura di Roma ha da tempo avviato accertamenti. E del resto era stata la stessa Margherita a mettere a disposizione dei magistrati i suoi bilanci, quando scoppio' lo scandalo degli ammanchi di cassa. Chi indaga vuole capire se i fondi siano stati destinati a iniziative politiche o ad attivita' illecite. E, al momento, nessuna irregolarita' sembra essere emersa. Sul versante dei politici chiamati in causa dalla cronache, la spina dorsale della Margherita che fu difende e contrattacca.
Ad ogni modo, anche dalla Giunta si sottolinea un atteggiamento improntato al rapporto di leale collaborazione tra gli organi dello Stato.
Quanto al profilo delle indagini, sulle societa' che hanno avuto finanziamenti dalla Margherita nel periodo in cui Luigi Lusi era tesoriere, come quella catanese legata al marito della segretaria del presidente dell'Assemblea Federale, Enzo Bianco, la procura di Roma ha da tempo avviato accertamenti. E del resto era stata la stessa Margherita a mettere a disposizione dei magistrati i suoi bilanci, quando scoppio' lo scandalo degli ammanchi di cassa. Chi indaga vuole capire se i fondi siano stati destinati a iniziative politiche o ad attivita' illecite. E, al momento, nessuna irregolarita' sembra essere emersa. Sul versante dei politici chiamati in causa dalla cronache, la spina dorsale della Margherita che fu difende e contrattacca.
Se Luigi Lusi ha citato lo stato maggiore del partito per spiegare che fine abbiano fatto i soldi sottratti dalle casse Dl, il coro e' unanime nel denunciare la malafede dell'ex tesoriere e nell'annunciare querele e azioni legali varie al fine di dimostrare tutta la verita'. Ma, stando a quanto si apprende, sarebbe in preparazione una 'risposta collettiva' che potrebbe arrivare gia' domani. La piu' combattiva appare Rosi Bindi, oggi presidente dell'assemblea del Pd che annuncia una azione legale contro il Giornale e "tutti gli organi di informazione che hanno pubblicato il falso nei miei confronti" ribadendo che "le iniziative politiche" organizzate dalla stessa Bindi "sono autofinanziate: non ho mai ricevuto - aggiunge - da Lusi nemmeno un euro. Ne' sono mai stata a conoscenza di presunti accordi spartitori".
Non vuole invece tornare a commentare Giuseppe Fioroni, che si limita a ribadire quanto detto da diversi mesi a questa parte e cioe' che finanziare con denaro pubblico dei partiti le attivita' politiche e' la cosa piu' normale. Di piu': e' il vero scopo del finanziamento ai partiti. "Siamo oltre la diffamazione, oltre il tentativo di inquinamento del processo: come puo' esserci qualcuno che da' ancora retta a Lusi?", ha detto invece Francesco Rutelli durante una riunione con i suoi collaboratori.

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