Ennesima vergogna in Abruzzo: truffa nei cantieri antisismici

Ennesima presa in giro per l’Abruzzo nella ricostruzione dopo il sisma del 2009. Non è bastato un imprenditore che nella notte del terremoto già pregustava gli affari d’oro del dopo macerie, e non sono nemmeno bastate le “morti bianche” delle vittime per i crolli avvenuti all’interno degli edifici scolastici (il recente report #impararesicuri di CittadinanzAttiva ne ha contati 37 negli ultimi venti anni).
Alla cronaca della speculazione post-sisma si aggiunge il sequestro e le indagini da parte della Guardia di Finanza che ieri mattina hanno portato al sequestro di due edifici degli istituti scolastici “De Nino” e “Morandi” di Sulmona, provincia de L’Aquila.
Sette indagati per falso e truffa in danni dello Stato e un decreto di sequestro emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari Giuseppe Romano Gargarella, su richiesta del Procuratore della Repubblica Fausto Cardella e dei Pubblici Ministeri Stefano Gallo e Roberta D’Avolio. Il sequestro ha riguardato due fabbricato del plesso scolastico oggetto di lavori per la messa in sicurezza per l’adeguamento sismico. Lavori dichiarati urgenti dopo il sisma del 2009 e finanziati nel 2011 con circa 5milioni di euro, facenti parte di un progetto di poco più di 30milioni spalmati su nove istituti della provincia. Per ammontare dell’appalto il progetto riguardante l’Istituto Tecnico Commerciale De Nino e l’Istituto Tecnico per Geometri Morandi era il terzo più importante.
L’appalto se lo sono aggiudicate, con tanto di stipula del contratto nel dicembre 2012, laF.i.n. s.r.l. e la Cosman s.r.l. ma, stando alle indagini della Guardia di Finanza «le opere di adeguamento sono state eseguite solo in parte e/o in maniera difforme da quanto progettualmente previsto. Il tutto a fronte di rendicontazione che, invece, attestava la piena e conforme realizzazione delle opere». Tradotto: le imprese rendicontavano di stare al passo col progetto, ma i consulenti tecnici della magistratura hanno constato il contrario.




Dati relativi alle procedure di gara per Interventi su edifici scolastici di proprietà della Provincia di L’Aquila ubicati nei Comuni di Avezzano e Sulmona – Fonte: Anac
Le lavorazioni, fa sapere la stessa Guardia di Finanza, avrebbero invece «determinatopregiudizi statici alle strutture stesse, tali da rendere addirittura non collaudabile l’opera realizzata e “come in realtà l’intera struttura non risulti allo stato attuale sismicamente idoneo e quindi non possa ospitare in piena sicurezza gli studenti delle due scuole”».
Non è il primo strascico giudiziario della vicenda quello di questa mattina, nell’ambito dello stesso appalto, come riporta il locale sito NewsTown, attentissimo alle dinamiche della ricostruzione post-sisma. Già a gennaio uno dei subappaltatori si è trovato in rotta di collisione con le due imprese capofila, tanto da arrivare al sequestro da parte della polizia tributaria di 250mila euro, tanto era il corrispettivo spettante al subappaltatore, l’imprenditore di Vasto Massimo Tomeo.
Dalla denuncia di Tomeo, per altro non solitaria, perché sullo stesso appalto ci fu la contestazione anche da parte dell’impresa che realizzò l’impianto elettrico, arrivarono le indagini anche per Emilio Pacella, 62 anni di Sulmona, Responsabile Unico del Procedimento dell’appalto in parola e Valter Specchio, 57 anni di Accadia (Fg), Direttore Generale pro-tempore della Provincia di L’Aquila, già arrestato il 3 dicembre 2012, poi scarcerato, nell’ambito di un’altra indagine della procura su appalti ed escortper la messa in sicurezza alcune scuole superiori del ‘cratere’ sismico.
Nella stessa sede Tomeo aveva denunciato alla Guardia di Finanza le carenze strutturali nelle opere di messa in sicurezza dell’edificio scolastico e sul falso documentale dei lavori svolti. Da lì sono poi partiti gli ulteriori approfondimenti che hanno portato i periti alla conclusione che ha dato impulso alla procura de L’Aquila per chiedere e poi ottenere il sequestro delle due unità degli edifici scolastici.


La Provincia de L’Aquila nel frattempo, come riporta Il Centro, ha firmato un’ordinanza di chiusura di tutte e due le sedi scolastiche che ospitano 320 studenti. Lezioni sospese da oggi (probabilmente fino a giovedì prossimo) in attesa di trovare una sede idonea. Si ipotizza di un trasferimento dei ragazzi all’Itis di Pratola Peligna.

Non è di certo il primo provvedimento che colpisce l’ambito dell’edilizia scolastica nella road map della ricostruzione post-terremoto. Un piatto da 226milioni di euro deliberati dal Cipe nell’ormai lontano 2009 e che ancora oggi navigano tra contenziosi e truffe che si consumano sulle spalle degli studenti. Studenti degli stessi istituti De Nino-Morandi che solo lo scorso aprile protestavano davanti agli uffici della provincia de L’Aquila per l’inagibilità degli edifici, inadatti e insicuri per ospitare trecento persone e farle studiare e lavorare in sicurezza, come denunciato 

nell’inchiesta #scuolesicure del 2012.

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