Riforme. Incontro Pd-M5S, partecipa il premier Renzi, forfait, invece, di Grillo

Riforme. Incontro Pd-M5S, prove di disgeloSi è svolto a Montecitorio l'incontro, il secondo dopo quello avvenuto il 25 giugno scorso, tra Pd e Movimento 5 Stelle. Previsto in un primo momento alle 14, il faccia a faccia sul nodo delle riforme è slittato alle 15. Al vertice era presente il presidente del Consiglio Matteo Renzi, mentre era assente Beppe Grillo.

I pentastellati avanzano la propria proposta di riforma elettorale: un primo turno proporzionale senza sbarramento e un eventuale secondo turno, qualora nessuna lista superasse il 50%. I punti centrali, come spesso ribadito in questi giorni, doppio turno e preferenze.
"Dopo otto anni di Porcellum" si deve tornare alle preferenze, afferma Di Maio, che distribuisce alla delegazione Pd uno schema con le proposte 5 Stelle. "Io che sono del Sud so che le preferenze hanno alcune degenerazioni ma questo non significa che non si possono usare controbilanciamenti". Di Maio ha inoltre aggiunto che "non devono esserci più condannati in Parlamento, che, proprio sulla corruzione, dovrebbe dare un esempio differente". 
Il Presidente del Consiglio accoglie le offerte e rilancia: "Abbiamo fatto passi avanti. Io trovo interessante il premio di lista e non di partito. Dobbiamo valutare. E’ possibile un accordo molto più ampio". 
"Quali sono i punti che considerate intoccabili?" sul tema delle riforme, ha chiesto Renzi.
 La questione del Senato elettivo, dice Di Maio, "per noi è un punto centrale". L’esponente del M5S ha poi citato altri aspetti della riforma costituzionale che i pentastellati non condividono. "Noi vogliamo una sanità più centrale, statalizzata una sola in tutta Italia e non tante sanità diverse". "Poi – ha continuato – siamo contrari anche all’aumento del numero di firme per i referendum". E conclude: "L’unica cosa su cui siamo assolutamente contrari è la questione dell’elettività del Senato".
Il premier Renzi si è detto disposto a discutere sulla proposta di abolizione dell’immunità parlamentare "purché ci sia l’accordo di tutte le forze politiche".
"Tra la vostra proposta e la nostra non c’è il Rio delle Amazzoni ma c’è un ruscello che non è detto riusciremo a colmare, ma potremmo trovare punto incontro"- ha detto Renzi che poi ha lanciato la sua proposta: "ci rivediamo prima che l’Aula del Senato discuta di legge elettorale e quindi dopo l’approvazione in prima lettura da parte del Senato del Ddl riforme. Da qui al primo agosto facciamo il giro ufficiale con tutte le forze politiche che stanno consentendo di far le riforme costituzionali e elettorale e mettiamo per iscritto quello che può restare in piedi o no. L’importante è che ci stiano anche gli altri perché le regole vanno condivise con tutti".
Al termine dell'incontro il premier commenta: "E’ andata molto bene, sono contento il problema è se Di Maio li porta tutti. Vediamo che succede al loro interno".

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