Cosa cambia nella valutazione nei vari ordini a scuola?

laureatiTutto! forse è meglio dare qualche delucidazione e spiegare il motivo di questo articolo.

Avrete sicuramente sentito parlare di quella docente universitaria di Messina,insegnante di chimica alla Facoltà di Biologia Marina, che “boccia” un gran numero di studenti.
Afferma che i ragazzi siano ignoranti e che sia inconcepibile accettare che dei futuri biologi marini non conoscano la chimica. Sicuramente i ragazzi, che sono stati fermati nel percorso di laurea da questo esame, saranno furibondi! Un primo consiglio è quello di cambiare facoltà; se la chimica risulta essere così ostica forse è meglio dedicarsi ad altri studi, magari umanistici.
Noi possiamo ritenere che questa insegnante abbia tutte le ragioni. L’Università non è più scuola dell’obbligo; chi sceglie di proseguire gli studi deve assolutamente sapere che dovrà dedicare allo studio molte ore della giornata. E più carenti saranno la preparazione di base, la volontà, il metodo di studio ed il desiderio di conoscenza, più difficoltà troveranno nel percorso.
I corsi universitari sono già stati facilitati dalle leggi degli ultimi anni; si è sostituito il corso di laurea quinquennale con due corsi, di tre e successivi due anni, proprio per dare la possibilità di rateizzare lo studio ed il percorso. Chi ha più difficoltà può decidere di fermarsi alla laurea breve (di tre anni) e di entrare nel mondo del lavoro (ponendo che ci siano possibilità di lavoro). Il “malloppo” di materie da studiare è stato suddiviso in modo che i ragazzi, un po’ come avviene nelle interrogazioni nelle scuole superiori, abbiano una minor quantità di studio per ogni esame: agli esami dovranno portare cioè una parte della materia.
Ma bisogna comunque studiare. E la valutazione dell’esame dovrà essere obiettiva: dovrà tener conto della quantità di conoscenze e della capacità di gestirle con il ragionamento logico. Non è ammissibile l’ignoranza. Pensate che povera Italia costruiremmo con giovani che hanno lauree immeritate, che siano state comprate o regalate!
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro ”, dice l’articolo 1 della Costituzione, perché non ha ricchezze naturali: non abbiamo diamanti, perle preziose, uranio, oro nero, se non in piccole quantità, per cui vive sul cervello e le mani dei cittadini..
Abbiamo due grandi ricchezze:
  • una è naturale ed è la bellezza ed il fascino dei paesaggi in cui sono presenti talvolta monti elevati, colline, mare, laghi, fiumi, pianure, affascinanti zone di paludi e campi di coltivazioni varie di una bellezza mozzafiato;
  • l’altra, creata dall’uomo, rappresentata dalle testimonianze architettoniche di coloro che ci hanno preceduto su questa terra.
Ma, per valorizzare queste attrattive, occorre che vi sia personale molto preparato sia nell’ambito turistico che scientifico per il mantenimento delle caratteristiche naturali del territorio, o addirittura il loro miglioramento, e per la conservazione delle opere d’arte architettoniche e pittoriche.
E per questo abbiamo bisogno di laureati capaci, abili, colti, che sappiano utilizzare le nostre ricchezze attraverso il lavoro “intelligente”; per esempio abbiamo bisogno di restauratori, di architetti, di biologi marini e non, di scienziati che studino i vari problemi che sorgono a causa della convivenza dell’uomo con la natura e in un territorio che è un monumento alla storia romana, greca, spagnola, araba, normanna.
E, naturalmente, abbiamo esigenza di esperti del turismo per rendere proficui questi capolavori naturali e quelli frutto dell’ingegno artistico dell’uomo, che favoriscano l’accesso di visitatori, e quindi di capitali, senza impatti negativi sulla qualità della vita degli Italiani.
Abbiamo bisogno di giovani capaci, colti non ignoranti!
“Inter nos”, abbiamo anche bisogno di una volontà politica che prenda in considerazione queste nostre potenzialità! (Ma di questo parleremo un’altra volta)
Veniamo ora all’argomento proposto nel titolo. Vi è una gran differenza di valutazione tra i vari ordini di scuola, ma soprattutto tra le scuole medie e l’università; la scuola media:
  • è obbligatoria fino a 16 anni
  • nell’età di frequenza il giovane è in fase di “costruzione” della personalità e del cittadino
  • il suo scopo è far crescere il giovane al meglio facendo emergere o incrementando le sue abilità
  • deve quindi dare gli strumenti per comprendere e un metodo di studio
  • deve quindi dare una cultura di base minima che lo consenta.
  • deve permettere l’integrazione di tutti i giovani nella vita sociale
  • dovrebbe stimolare il desiderio di conoscenza (ma di questo parleremo un’altra volta)
Quindi chiaramente la valutazione che si dà ad una persona adolescente, in formazione, non può essere la stessa che si dà ad un adulto ormai formato.
Nella scuola media si tiene conto di tanti fattori, che non sono solo la mera conoscenza, perché nella persona, anche la più debole intellettualmente, si deve sviluppare l’idea di possedere delle abilità e di meritarsi, con l’impegno, un proprio posto dignitoso e soddisfacente nella società per l'appunto per la sua volontà di migliorarsi. Si terranno conto quindi dei progressi, dell’evoluzione dell’alunno nel tempo, più che della pura conoscenza. E, poiché i ragazzi ai giorni nostri hanno sempre più fobia per lo studio, per stimolarli occorre, sempre più, proporre loro gli argomenti tramite esperienze attive, osservazione dei fatti, realizzazioni pratiche che li inducano all’interesse per l’approfondimento del problema e quindi per lo studio.
Nella scuola media insomma ci si deve preoccupare della crescita globale dell’individuo e cercare di mettere in positivo le manifestazioni e l’impegno di ogni ragazzo; ognuno, per di più, ha caratteri propri ed esigenze di approccio diverse per cui anche le valutazioni non potranno essere fatte con un identico metro.
E ricordiamoci che un ragazzo in formazione deve essere trattato con molta attenzione perché è facile crearne un depresso o un disadattato. Ciò non significa che dobbiamo trattarli con mollezza! Anzi! Dobbiamo rafforzarli facendoli impegnare rigorosamente, ma senza distruggerne l’autostima e sempre manifestando rispetto, considerazione e affetto.

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