USA: la crisi è appena ricominciata…
La Casa Bianca è subito intervenuta cercando di tranquillizzare, sottolineando gli elementi di “ottimismo” emrsi in precedenza: “Gli indicatori più aggiornati di aprile e maggio suggeriscono un rilancio dell’economia nel secondo trimestre, ha spiegato Jason Furman, consigliere economico di Obama, “anche se Il recupero dalla grande recessione, tuttavia, rimane incompleto“.
E quindi si presta ancora fede nella conferma della ripresa in atto, con previsioni di una crescita tra il 3,5% e il 4% nel trimestre in corso.
A far sprofondare gli indici è stata la spesa dei consumatori, salita appena dell’1% anziche’ del 3,1% inizialmente stimato. Alla ricerca di una spiegazione congiunturale, si dà la colpa all’inverno più rigido del solito. Ma un’analisi più dettagliata indica che è calata molto la spesa sanitaria (che in questo caso avrebbe al contrario sarebbe dovuta essere maggiore). E in effetti anche l’export e’ stato a sua volta inferiore al previsto, nonostante siano continuate le iniezioni di liquidità finalizzate a far deprezzare il dollaro. Il calo qui è stato quasi drammatico: -8,9% (invece del 6% delle prime stime), a causa della ridotta penetrazione sui mercati europei ed emergenti, a cominciare dalla Cina.
Ma anche il tradizionale mercato interno ha dato segni recessivi alquanto evidenti: gliinvestimenti immobiliari residenziali sono calati del 4,2%, rendendo più visibile quell’accenno di bolla pronta ad esplodere per la seconda volta. rispetto al 5% finora calcolato.
A sette anni dall’esplosione della crisi con la bolla dei subprime sembra di essere tornati al punto di partenza.
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