Strage di Ustica: la Francia toglie il segreto di Stato
Tra le varie dinamiche del disastro, si ipotizza che un caccia francese si sia abbattuto sull’aereo. Le informazioni raccolte dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal sostituto Erminio Amelio dimostrerebbero, secondo quanto riportato da Repubblica, dimostrerebbero che i famosi caccia transalpini della base di Solenzara in Corsica non tornarono a terra intorno alle 17, cioè quattro ore prima dell’esplosione del Dc-9.
Da fonti governative d’Oltralpe, così come dalla procura di Roma, è arrivato un secco «no comment» sulle attività investigative in corso, mentre fonti del ministero della Giustizia si sono limitate a riferire dell’impegno costante del ministro Orlando per ogni iniziativa utile a far chiarezza su Ustica come su qualsiasi altra strage. Tuttavia, nessuno ha smentito la notizia che una decina di ex militari della base di Solenzara siano stati ascoltati dai pm italiani ed i colleghi francesi sarebbero disposti ad aprire gli archivi della Difesa per ricostruire i movimenti di cacciabombardieri e unità navali nel mar Tirreno.
Già nel 2013, due anni dopo la richiesta italiana, la Francia si era dimostrata collaborativa, sia pure parzialmente, a una rogatoria fatta dalla procura di Roma. Tra i quesiti posti dai magistrati di piazzale Clodio anche l’eventuale esecuzione di una esercitazione militare francese e la presenza di navi francesi nei pressi della zona in cui il velivolo precipitò.
Di particolare rilevanza è la presenza di alcune navi francesi – tra cui una portaerei – la sera prima dell’incidente, confermata dalla testimonianza di un pilota dell’Ati rintracciato per caso poco più di un anno fa, il quale che sorvolò Ustica la sera prima dell’incidente.

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