ISIS proclama la creazione di un califfato islamico

I jihadisti hanno dichiarato che i nuovi territori conquistati faranno parte di un califfato. Essi hanno dichiarato Abu Bakr al-Baghdadi, come califfo del nuovo stato e leader di tutti i musulmani.


“É la prima volta dalla caduta dell’Impero Ottomano nel 1923 che un califfo(che significa successore del profeta Maometto)non viene dichiarato tale”, hanno dichiarato i jihadisti.

La decisione è stata presa seguendo il gruppo Shura Council come riferito dal portavoce Abu Mohammed al-Adnani. I jihadisti hanno anche detto che essi sono uno stato legittimato.

“Lo stato islamico ha deciso di insediare uno stato islamico e di designare un califfo per lo stato dei musulmani”, ha detto il portavoce Adnani. Egli ha descritto il califfato come il sogno di tutti i musulmani e la speranza di tutti i jihadisti.

Le inaspettate vittorie degli islamisti sono molto preoccupanti. In una regione che non è estranea al conflitto,l’avanzata di ISIS è particolarmente spaventosa e potrebbe avere conseguenze di vasta portata, compresa la possibilità che gruppi simili a ISIS si insedino nelle nazioni circostanti.

Una forza islamista militarmente valida insediata a cavallo tra alcune parti dell’ Iraq e della Siria rappresenterebbe una vera minaccia per la sicurezza e la stabilità dei paesi vicini.




La grande Siria

La minaccia di queste forze islamiste va oltre l’Iraq e la Siria…Molti di loro parlano “Sham”, termine che sta per “Grande Siria”. Molti in Occidente sono ingannati dall’uso della parola “Siria”, e potrebbe non riuscire a cogliere le reali dimensioni della minaccia perché pensano alla Siria nel moderno senso geografico. Ma quella parola, in arabo, è “Souriya”.

La maggior parte dei mediorientali, quando sentono, “Sham”, o “As-Sham,” sanno che si riferisce alla Grande Siria.

Qual è la differenza?

La Siria moderna confina con la Turchia a nord, l’Iraq ad est, la Giordania e Israele a sud e il Libano a ovest.

La “Grande Siria” invece incorpora la maggior parte dei territori di questi Stati.

“Questo è ciò che si intende per “Siria” nella mente dei mediorientali”, conferma Joshua Landis, direttore del Centro per gli studi mediorientali presso l’Università di Oklahoma, e autore del blog SyriaComment.com.

“Se possiamo far capire alla gente che così molti arabi pensano ancora alla Siria come Grande Siria, cominceranno a capire fino a che punto l’accordo Sykes-Picot rimane contestato nella regione”, aggiunge Landis.

L’Accordo Sykes-Picot, naturalmente, si riferisce all’accordo segreto redatto da due diplomatici britannici e francesi – Mark Sykes e Francois George-Picot – alla fine della Prima Guerra Mondiale per dividere il bottino degli imperi ottomano tra Gran Bretagna e Francia, disegnando linee rette nella sabbia.

Ancora oggi molti arabi rifiutano di accettare questa divisione e pensano alla “Siria” come la “Grande Siria”. Alcuni arrivano al punto di includere i paesi arabi del Nord Africa – che dal Nilo all’Eufrate formano la “Mezzaluna Fertile, “il simbolo di molti paesi musulmani, dalla Tunisia alla Turchia. http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=8152

Quindi le forze islamiste che hanno dichiarato la nascita del califfato forse pensano a riunire tutti i musulmani di Siria, Iraq, Turchia e altre zone del Nord Africa e circostanti la Siria e l’Iraq in un unico stato islamista rifiutando l’Accordo Sykes-Picot. Ci sono motivi geopolitici che si intrecciano a motivi di fede fondamentalista alla base: la crisi irachena è destinata a durare molto a lungo per la complessità della questione.

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