Uno “schiavismo” che ricorda molto i secoli passati
Nel mondo della globalizzazione, nel mondo delle multinazionali, nel mondo neoliberista si desidera un individuo “a resistenza zero”, “zero drag”, un individuo senza legami, senza vincoli, ultra-disponibile, sfruttabile “al meglio”, un individuo da pagare il meno possibile, un individuo senza tutele, senza welfare, un individuo mercificabile, “usa e getta”.
Le trasformazioni sociali vanno di pari passo con le esigenze del mercato del lavoro suggerendo a molti anche un collegamento tra le due cose: il single risponde alle esigenze del mercato del lavoro odierno, risponde alle esigenze di sfruttamento richieste dalle multinazionali e delle grandi aziende.
Queste riflessioni alquanto banali potrebbero portare sicuramente a diverse conclusioni ma portano soprattutto a riflettere sul fatto che è ormai in voga uno “schiavismo generalizzato” nel mondo del lavoro, uno schiavismo che va avanti da tempo e che sta raggiungendo forme e livelli preoccupanti.
In un mondo dove si è sempre più in una condizione di postdemocrazia e lo dimostra per esempio il fatto che sempre meno persone vadano a votare, ebbene in questo mondo i diritti sono sempre più negati, diritti per cui tante persone hanno lottato in passato, diritti acquistiti e ora revocati.
Dalle famiglie del secolo scorso si è passati al single attuale, dal posto fisso remunerato in modo decente e con una serie di diritti si è passati ad uno schiavismo che ricorda molto i secoli passati. da systemfailureb .

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