Il buco nero della Sanità nel ‘modello’ lombardo
La sanità lombarda perde il primato di ‘modello’ virtuoso: verranno infatti processati alcuni dei suoi protagonisti indiscussi, tra questi l’ex assessore regionale Antonio Simone, l’ex segretario generale della Regione Nicola Maria Senese e l’ex direttore della Sanità lombarda, Carlo Lucchina.
IL CASO MAUGERI. L’impianto accusatorio sostiene che la Fondazione Maugeri avrebbe intascato nel corso degli anni qualcosa come 200 milioni di euro di rimborsi per prestazioni sanitarie, destinati da una quindicina di delibere della giuntaFormigoni. Denaro che sarebbe stato girato in parte agli ‘intermediari’ Pierangelo Daccò
(oggi in carcere) e Simone, a loro volta ‘generosi’ con il presidente
Formigoni. Un’altra inchiesta simile (con Formigoni ancora indagato per
corruzione) viene condotta sull’Istituto San Raffaele,
altro presunto fiore all’occhiello della sanità lombarda che nel corso
degli anni ha accumulato, anche a causa dell’utilizzo di fondi neri, un
buco accertato dalla Procura di Milano in una cifra superiore al
miliardo di euro.
(oggi in carcere) e Simone, a loro volta ‘generosi’ con il presidente
Formigoni. Un’altra inchiesta simile (con Formigoni ancora indagato per
corruzione) viene condotta sull’Istituto San Raffaele,
altro presunto fiore all’occhiello della sanità lombarda che nel corso
degli anni ha accumulato, anche a causa dell’utilizzo di fondi neri, un
buco accertato dalla Procura di Milano in una cifra superiore al
miliardo di euro.
Siamo partiti dalla ricca Lombardia, proprio per segnalare che il ‘buco nero’ della Sanità è un morbo che non affligge solo le regioni meridionali,
come qualcuno vorrebbe ancora far credere. Una mangiatoia che spesso
sfama corrotti e mafiosi, ma che viene utilizzata anche per ‘fare
politica’, un modo come un altro per controllare il territorio,
aumentare la propria influenza. Ne è un esempio quanto emerso nella recente indagine sull’ASL di Benvento, che ha portato alle dimissioni l’ex ministro delle Politiche Agricole del governo Letta, Nunzia De Girolamo.
come qualcuno vorrebbe ancora far credere. Una mangiatoia che spesso
sfama corrotti e mafiosi, ma che viene utilizzata anche per ‘fare
politica’, un modo come un altro per controllare il territorio,
aumentare la propria influenza. Ne è un esempio quanto emerso nella recente indagine sull’ASL di Benvento, che ha portato alle dimissioni l’ex ministro delle Politiche Agricole del governo Letta, Nunzia De Girolamo.
Le associazioni Libera e Gruppo Adele stanno raccogliendo firme (130mila fin qui) per chiedere cinque interventi chiave contro la corruzione nelle ASL. I numeri snocciolati sono impressionanti:
la Guardia di Finanza considera che solo nel triennio 2010-2012 la
corruzione del sistema sanitario si sia ingoiata 1.6 miliardi di euro:
“quanto basta per costruire 5 nuovi ospedali” scrivono i promotori
dell’iniziativa. La parola chiave della proposta è trasparenza: di
bilancio e di rendicontazione, dei bandi di gara e di concorso, sulla
collaborazione con le strutture private (leggi la petizione).
la Guardia di Finanza considera che solo nel triennio 2010-2012 la
corruzione del sistema sanitario si sia ingoiata 1.6 miliardi di euro:
“quanto basta per costruire 5 nuovi ospedali” scrivono i promotori
dell’iniziativa. La parola chiave della proposta è trasparenza: di
bilancio e di rendicontazione, dei bandi di gara e di concorso, sulla
collaborazione con le strutture private (leggi la petizione).
111 MILIARDI DI EURO. Ma quanto spende l’Italia nel settore sanitario?
Nel 2012, secondo il World Health Statistics, è stata pari al 7.3% del
PIL, circa 111 miliardi di euro, quasi 1900 euro per abitante.
Spendiamo troppo? Non rispetto a Francia, Germania e Regno Unito, dove
il rapporto con il PIL è tra il 9.2 e l’8.2 per cento.
Nel 2012, secondo il World Health Statistics, è stata pari al 7.3% del
PIL, circa 111 miliardi di euro, quasi 1900 euro per abitante.
Spendiamo troppo? Non rispetto a Francia, Germania e Regno Unito, dove
il rapporto con il PIL è tra il 9.2 e l’8.2 per cento.
“La Valle D’Aosta – scrive l’Istat – registra la spesa pro capite più
elevata (2.221 euro), seguita dalla provincia autonoma di Bolzano
(2.199 euro) e dal Molise (2.079 euro); la spesa per abitante risulta
più contenuta nel Veneto (1.737 euro), Campania (1.748 euro) e Sicilia
(1.755 euro). I livelli di spesa per abitante sono dunque molto
variabili, a testimonianza sia di condizioni socio-economiche
diversificate, sia di diversi modelli di gestione del sistema sanitario
regionale“.
elevata (2.221 euro), seguita dalla provincia autonoma di Bolzano
(2.199 euro) e dal Molise (2.079 euro); la spesa per abitante risulta
più contenuta nel Veneto (1.737 euro), Campania (1.748 euro) e Sicilia
(1.755 euro). I livelli di spesa per abitante sono dunque molto
variabili, a testimonianza sia di condizioni socio-economiche
diversificate, sia di diversi modelli di gestione del sistema sanitario
regionale“.
Il settore pubblico-privato, la medicina “convenzionata ed accreditata” pesa sempre più sulla spesa sanitaria (il 36.4%),
percentuale in continua crescita. In alcune Regioni (Lombardia,
Campania e Lazio) si riscontrano una quota decisamente più alta della
media nazionale (oltre il 42%).
percentuale in continua crescita. In alcune Regioni (Lombardia,
Campania e Lazio) si riscontrano una quota decisamente più alta della
media nazionale (oltre il 42%).
Spendiamo meno in rapporto al PIL rispetto ad altri paesi UE, cresce il privato, macontinuiamo comunque a spendere più di quanto si riesca a finanziare.
Il deficit è andato calando negli ultimi anni (il momento più negativo
nel 1997: sfiorato il deficit di 0.5% rispetto al Prodotto Interno
Lordo, fonte Ministero della Salute), ma il problema resta.
Il deficit è andato calando negli ultimi anni (il momento più negativo
nel 1997: sfiorato il deficit di 0.5% rispetto al Prodotto Interno
Lordo, fonte Ministero della Salute), ma il problema resta.
REGIONI E SCANDALI. Ci sono ben 9 Regioni che per limitare il
deficit hanno dovuto avviare i cosiddetti piani di rientro, con annessi
tagli di posti letto e chiusure di ospedali: Piemonte,
Liguria, Lazio, Sardegna, Abruzzo, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia.
Liguria e Sardegna sono ‘uscite’ dalla procedura nel 2009.
deficit hanno dovuto avviare i cosiddetti piani di rientro, con annessi
tagli di posti letto e chiusure di ospedali: Piemonte,
Liguria, Lazio, Sardegna, Abruzzo, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia.
Liguria e Sardegna sono ‘uscite’ dalla procedura nel 2009.
Non è un caso che gran parte delle Regioni in questione siano state colpite da scandali nel settore Sanità. Nel luglio 2013 l’ex governatore dell’Abruzzo Ottaviano Del Turco è stato condannato in primo grado a nove anni di reclusione per le tangenti nella sanità privata.
Nel Lazio si fa faticare a tenere il conto. Lo
strisciante malaffare ha contribuito a provocare una voragine nei conti
che nel 2005 era pari a 10 miliardi di euro. Antonio Gentile, coordinatore in Calabria del NCD e sottosegretario per 72 ore del governo Renzi, è stato ‘costretto’ alle dimissioni per le pressioni esercitate nei confronti del giornale l’Ora della Calabria
che stava per pubblicare la notizia dell’indagine sul figlio Andrea,
sotto inchiesta proprio per le consulenze nel settore sanitario.
strisciante malaffare ha contribuito a provocare una voragine nei conti
che nel 2005 era pari a 10 miliardi di euro. Antonio Gentile, coordinatore in Calabria del NCD e sottosegretario per 72 ore del governo Renzi, è stato ‘costretto’ alle dimissioni per le pressioni esercitate nei confronti del giornale l’Ora della Calabria
che stava per pubblicare la notizia dell’indagine sul figlio Andrea,
sotto inchiesta proprio per le consulenze nel settore sanitario.
In Campania, sulle decisioni dell’ASL di Benevento avrebbe pesato l’influenza del “direttorio politico-partitico” che si riuniva a casa del futuro ministro De Girolamo. Una inchiesta sulla sanità, che coinvolgeva i coniugi Clemente e Sandra Mastella
(oltre a una grossa fetta dell’UDEUR campano), fu la causa indiretta
della caduta del governo Prodi nel 2008, con le dimissioni dell’allora
Guardasigilli e il ritiro della fiducia all’esecutivo di centrosinistra.
(oltre a una grossa fetta dell’UDEUR campano), fu la causa indiretta
della caduta del governo Prodi nel 2008, con le dimissioni dell’allora
Guardasigilli e il ritiro della fiducia all’esecutivo di centrosinistra.
In Puglia l’ex governatore Raffaele Fitto è stato
condannato a quattro anni di reclusione in primo grado perché sarebbe
stato corrotto con mezzo milione di euro dal ‘re delle cliniche romane’ Giampaolo Angelucci
(tre anni e mezzo di condanna) allo scopo di accaparrarsi un appalto da
200 milioni di euro per la gestione di undici residenze sanitarie
assistite.
condannato a quattro anni di reclusione in primo grado perché sarebbe
stato corrotto con mezzo milione di euro dal ‘re delle cliniche romane’ Giampaolo Angelucci
(tre anni e mezzo di condanna) allo scopo di accaparrarsi un appalto da
200 milioni di euro per la gestione di undici residenze sanitarie
assistite.
Se si controlla la Sanità, si controllano nomine e appalti, si entra in contatto con l’imprenditoria mafiosa. Ma il processo può anche essere inverso.
La criminalità organizzata, che può arrivare a spostare migliaia di
voti in determinate regioni, ti fa eleggere: la ripagherai proprio con i
citati appalti. E’ un business dove più la trasparenza
è solo una bella parola, più si fanno affari sulla salute dei
cittadini. Le voragini nei bilanci causano tagli, spesso senza alcun
criterio, in cui rischiano di finire anche le eccellenze rimaste.
La criminalità organizzata, che può arrivare a spostare migliaia di
voti in determinate regioni, ti fa eleggere: la ripagherai proprio con i
citati appalti. E’ un business dove più la trasparenza
è solo una bella parola, più si fanno affari sulla salute dei
cittadini. Le voragini nei bilanci causano tagli, spesso senza alcun
criterio, in cui rischiano di finire anche le eccellenze rimaste.
LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA NON GARANTITI. Non
può essere una sorpresa se in quasi metà del territorio italiano il
sistema sanitario venga bocciato dal Ministero della Salute. La scorsa estate erano 7 le Regioni che non garantivano i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza): Calabria (21 inadempienze registrate), Campania (19), Lazio (13), Molise (12), Abruzzo (10), Puglia (8), Sicilia (5).
può essere una sorpresa se in quasi metà del territorio italiano il
sistema sanitario venga bocciato dal Ministero della Salute. La scorsa estate erano 7 le Regioni che non garantivano i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza): Calabria (21 inadempienze registrate), Campania (19), Lazio (13), Molise (12), Abruzzo (10), Puglia (8), Sicilia (5).
Due esempi: la Campania viene bocciata nei settori
assistenza ospedaliera, liste di attesa, prevenzione, sperimentazione ed
innovazioni gestionali, assistenza protesica, attività trasfusionale,
emergenza-urgenza. Il Lazio in assistenza ospedaliera, liste di attesa, assistenza domiciliare e residenziale, cure palliative, riabilitazione.
assistenza ospedaliera, liste di attesa, prevenzione, sperimentazione ed
innovazioni gestionali, assistenza protesica, attività trasfusionale,
emergenza-urgenza. Il Lazio in assistenza ospedaliera, liste di attesa, assistenza domiciliare e residenziale, cure palliative, riabilitazione.
Ed ecco che le famiglie vengono ‘spinte’ a rivolgersi al privato, anche per tagliare i tempi di attesa. Con che costi? Un anno fa l’associazione Altroconsumo ha condotto un’inchiesta in tal senso su un campione di otto città (Roma, Milano, Firenze, Napoli, Torino, Palermo, Bari e Padova), paragonando i prezzi fra sistema sanitario, strutture private e intramoenia
(quando i medici svolgono l’attività privata nelle strutture
ospedaliere). Nelle quattro fattispecie di esami previsti (panoramica
denti, visita ortopedica, gastroscopia, ecografia addominale), solo nel
primo caso il prezzo resta stabile (fra i 40 e i 50 euro). Raddoppiano
nel caso di ecografia addominale (50 euro per la sanità pubblica, dai
110 ai 120 per intramoenia e struttura privata), arrivando a triplicarsi
per la visita ortopedica (30 euro rispetto a 110) o a moltiplicarsi da
quattro a sei volte se si parla di una gastroscopia (50 euro pubblico,
228 intramoenia, 310 privato).
(quando i medici svolgono l’attività privata nelle strutture
ospedaliere). Nelle quattro fattispecie di esami previsti (panoramica
denti, visita ortopedica, gastroscopia, ecografia addominale), solo nel
primo caso il prezzo resta stabile (fra i 40 e i 50 euro). Raddoppiano
nel caso di ecografia addominale (50 euro per la sanità pubblica, dai
110 ai 120 per intramoenia e struttura privata), arrivando a triplicarsi
per la visita ortopedica (30 euro rispetto a 110) o a moltiplicarsi da
quattro a sei volte se si parla di una gastroscopia (50 euro pubblico,
228 intramoenia, 310 privato).
Non c’è da demonizzare il privato, ma rivolgersi ad esso dovrebbe
essere una libera scelta del cittadino, non una necessità. Specie se lo
Stato spende per il servizio sanitario più di 100 miliardi di euro ogni
anno.
essere una libera scelta del cittadino, non una necessità. Specie se lo
Stato spende per il servizio sanitario più di 100 miliardi di euro ogni
anno.
fonte: http://it.ibtimes.com

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