crisi ucraina, Obama minaccia Mosca

Sembra degenerare in fretta la situazione politica in Ucraina dopo la decisione, presa all’unanimità dal senato russo, di avallare la richiesta di Putin per la mobilitazione dell’esercito in Ucraina. Il nuovo esecutivo di Kiev ha, infatti, deciso a sua volta la mobilitazione di tutte le forze militari.
Tuttavia, nelle regioni dell’est ed in Crimea appare chiaro, e già si sono verificate le prime avvisaglie, che i distaccamenti territoriali dell’esercito diserteranno in massa per congiungersi ad una possibile invasione dell’esercito russo. I soldati dell’est Ucraina hanno già detto che mai spareranno “contro i fratelli e compagni russi”.

In queste ore, l’escalation militare sembra concretarsi e secondo diversi analisti, un simile scenario andrebbe profilandosi soprattutto a causa delle scarse capacità diplomatiche del nuovo esecutivo di Kiev, in gran parte composto di neofiti troppo fiduciosi circa un appoggio incondizionato dell’occidente verso le loro forzature. Secondo uno schema fallace simile a quello già adottato dalla Georgia del premier Saakashivili e condusse, per il controllo dell’Ossezia del sud, alla guerra con la Russia.
Nel frattempo, non si sono fatte attendere le minacce di Washington nei confronti della Russia. Il presidente Barack Obama ha chiesto esplicitamente Putin di ritirare le truppe russe dalla Crimea e di astenersi da qualsiasi interferenza in Ucraina, avvertendo che le conseguenze internazionali per Mosca in caso contrario saranno gravi. Washington ha qualificato lo schieramento delle truppe di Mosca nella Repubblica Autonoma come “una chiara violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina”. Obama ha, inoltre, annunciato la sospensione della partecipazione statunitense alle riunioni preparatorie del vertice del G-8 in programma a giugno nella città russa di Sochi. Intanto ieri il capo del Pentagono Chuck Hagel, il capo di stato maggiore aggiunto generale Martin Dempsey, il direttore della CIA John Brennam e il direttore dell’Agenzia per la Sicurezza Nazionale (NSA) James Clapper si sono riuniti alla Casa Bianca con il presidente per più di tre ore.
Da parte sua Putin ha affermato che si riserva il diritto di far intervenire le sue truppe nelle regioni ucraine a maggioranza russa nel momento in cui l’incolumità di queste ultime venga messa a rischio da eventuali provocazioni o attacchi da parte delle milizie dell’estrema destra o delle forze di sicurezza di Kiev. Il presidente russo ha aggiunto che, in caso di escalation delle violenze a danno delle popolazioni russofone del sud e dell’est ucraino, Mosca si vedrà costretta ad intervenire nell’ambito di quanto previsto dal diritto internazionale. Concetto, quest’ultimo, ripetuto anche durante una lunga conversazione con il presidente francese Francois Hollande.

Commenti