Che ne sarà della riforma elettorale?

In questi giorni si è parlato molto del discorso del neo premier Renzi, soprattutto di quelle che saranno le scadenze e del ‘leitmotiv’ della diminuzione del cuneo fiscale, ma sia in questo caso che in quello della riforma fiscale sembra essere stato molto vago, vista forse la sua posizione che su questo delicato tema si trova tra l’incudine di Alfano e il martello di Berlusconi.

E così potremmo dire che è stato tanto esplicito nelle raccomandazioni, nel metodo di lavoro, nel suggerire scadenze per ogni impegno programmatico, quanto invece generico sui temi attorno ai quali era controllato a stretto giro dagli alleati del Nuovo Centro Destra.
Non ha infatti preso alcuna posizione,  comportandosi da ottimo democristiano ed è stato definito in merito dall’esponente di F.I. Paolo Romani “ambiguo”, immediata è stata invece la replica di Maurizio Lupi, il cui partito Ncd scongiura che l’approvazione venga ritardata il più possibile, che ha sottolineato: «con noi Renzi ha fatto un accordo chiaro per legare l'Italicum all'approvazione delle riforme costituzionali».
Peccato che neanche Lupi possa avere la certezza di cosa deciderà il premier considerando che furbescamente ha usato un giro di parole che a nessuno dà certezze «c'è un nesso politico tra riforma elettorale, del Senato e del titolo V, tre parti di una stessa operazione», aprendo così ad ogni possibile scenario.
L’unica cosa certa al momento è che l’Italicum, parole dello stesso Renzi, «è pronto per essere approvato alla Camera ed è una priorità», necessaria per «evitare che la politica perda ulteriormente la faccia».
La legge elettorale ritornerà infatti nell'aula di Montecitorio, presumibilmente, la prossima settimana, e grazie al contingentamento avrà tempi rapidi di approvazione, anche se, mettono la pulce nell’orecchio esponenti centristi della maggioranza «Vedrete che Renzi non farà salti mortali per accelerarla, ora che è a Palazzo Chigi. Ma alla prima difficoltà dentro la maggioranza imporrà lo sprint, per avere in mano un'arma carica».
Come sempre la politica non porterà mai nulla di buono a noi cittadini finche noi continueremo a ‘lottare per il non cambiamento’  e  i politici continueranno ad utilizzare strategisti sleali che portano solo al raggiungimento dei loro interessi e a quelli di quella massoneria deviata che ci vuole ‘pecore tra i lupi’.

Guerriero del Risveglio 

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