L’ictus miete 15 milioni di vittime: la prevenzione salva


L'ictus miete 15 milioni di vittime: la prevenzione potrebbe ridurle a 3 milioni Nel mondo ogni anno 15 milioni di persone sono colpite da ictus cerebrale, di queste quasi sei milioni muoiono. Questa malattia si conferma quindi uno dei principali “big killer” a livello mondiale, facendo più vittime di Aids, tubercolosi e malaria messe insieme. Il dato emerge dal convegno “Scacco all’ictus” in corso a Roma nella sede della Casagit, la Cassa di assistenza sanitaria dei giornalisti italiani.


In Italia l’ictus colpisce 25 persone ogni ora, quasi 600 al giorno e più di 200mila l’anno. Questa patologia si conferma anche come la prima causa di invalidità e la seconda per lo sviluppo di demenza, con ben 930mila persone che ne portano le conseguenze. “Questo porta anche dei costi enormi al Ssn, che ammontano a ben 3,7 miliardi all’anno – spiega il presidente di Alice Italia Onlus (Associazione per la lotta all'ictus cerebrale), Paolo Binelli - quelli per le famiglie sono pari a 13-14 miliardi l’anno”.
Investire sulla prevenzione e su corretti stili di vita è fondamentale, puntando l’attenzione sui giovani, nei quali l’incidenza è di 10 casi ogni 100mila abitanti e uno dei fattori di rischio più importanti è rappresentato dall’utilizzo sempre più precoce di sostanze stupefacenti, e sulle donne, che con l’avanzare dell’età sono non solo più colpite da ictus, ma hanno una mortalità maggiore rispetto agli uomini (intorno al 14%, a fronte di un 9% per gli uomini).
“Potremmo ridurre dell’80% i casi di ictus tenendo sotto controllo fattori di rischio come glicemia, colesterolo, obesità, fibrillazione atriale e non fumando” spiega Vladimir Hachinski, della University of Western Ontario in Canada. L’omogeneizzazione dei servizi sul territorio, con la presenza capillare delle Stroke Unit, è poi considerata fondamentale per ridurre la mortalità e l’invalidità. “Se si viene portati entro 4-5 ore in una Stroke Unit la mortalità a tre mesi si riduce di circa il 15% e l’invalidità a un anno di addirittura del 25%”, spiega la dottoressa Francesca Romana Pezzella, della Stroke Unit San Camillo di Roma. 

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