E' allarme poliomielite in Siria, ora minaccia l’Europa


L'epidemia di poliomielite in Siria minaccia l'EuropaLa situazione preoccupa, e non poco, gli esperti. L'epidemia di poliomielite che sta colpendo il Medio Oriente e, nello specifico, la Siria, potrebbe presto spingersi in Europa, laddove, per decenni, non era più stata riscontrata. La fuga dei cittadini dai territori siriani, distrutti dalla guerra civile che ormai da due anni si sta consumando, potrebbe infatti rappresentare l'opportunità, per il virus, di reintrodursi in aree geografiche da cui era stato debellato: l'Europa, appunto.


A lanciare l'allarme sono stati gli infettivologi  Martin Eichner dell’Università di Tubinga e Stefan Brockmann del Reutlingen Regional Public Health Office, che hanno spiegato come il nostro continente non possa dirsi affatto al sicuro: nei paesi europei, infatti, si utilizza come precauzione il vaccino antipolio inattivato, l'Ipv, che, pur essendo efficace, offre una protezione parziale. La vaccinazione antipolio orale, ben più potente, invece, è stata interrotta in molte aree a causa del rischio di paralisi acuta. Questo, di conseguenza, ci pone in una condizione di, se non pericolo, allerta.
In particolare, intimorisce la situazione in Bosnia-Erzegovina, Austria e Ungheria, laddove la copertura vaccinale è piuttosto bassa (in Italia s'aggira, invece, attorno al 95%) e dunque l'immunità "di gregge", come chiamata dagli esperti, potrebbe non rivelarsi sufficiente per evitare il contagio.
Inoltre, come se non bastasse, poiché soltanto un'infezione su 200 causa la malattia sintomatica, gli autori stimano che il virus possa rimanere in circolazione fino ad un anno prima che esso venga riconosciuto e, conseguentemente, venga identificato il focolaio: un tempo sufficiente per causare nuovi contagi e, quindi, rischi di morte. La poliomielite, infatti, può rivelarsi letale, andando a colpire i muscoli respiratori. Ad esserne maggiormente colpiti, i bambini molto piccoli.
Nonostante l'epidemia si sia verificata in Siria, per gli esperti le misure raccomandate dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ovvero "vaccinare solo i profughi siriani", non sarebbero affatto sufficienti e, per questo, servono misure ben più incisive. Mentre si lavora a queste, intanto, nel paese mediorientale e in quelli limitrofi, l'Oms ha deciso di vaccinare 50 milioni di bambini. Un numero che tradisce lo stato d'emergenza: secondo il piano iniziale, infatti, gli infanti da sottoporre alle cure preventive erano "appena" 2 milioni e mezzo in Siria e sei negli altrettanti paesi confinanti.
Fino a questo momento, l'epidemia siriana ha paralizzato 10 bambini e, secondo l'Oms, nel prossimo periodo potrebbe colpirne altre centinaia di migliaia in tutta la zona. Secondo i primi test, il virus sarebbe originario del Pakistan, laddove la polio è ancora endemica.



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