Caso Ligresti. Cancellieri in Aula: “Nessuna pressione, solo vicinanza”


Caso Ligresti. Cancellieri riferisce in Aula: "Nessuna pressione, solo vicinanza"

Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri ha avuto veramente un ruolo nella scarcerazione di Giulia Ligresti, arrestata nell'ambito dell'inchiesta FonSai lo scorso 17 luglio? E' una domanda che in queste ore, specialmente nei palazzi di poteri, in molti si pongono. E a cui ha tentato di rispondere la stessa Cancellieri, intervenuta nella giornata di martedì prima in  Senato e poi alla Camera. 

Nelle due aule, accompagnata dal premier Enrico Letta, la donna ha smentito qualsivoglia pressione ai magistrati, nonostante la telefonata compromettente intercorsa tra lei e Gabriella Fragni che, effettivamente, potrebbe far pensare ad un intervento diretto. Eppure, il ministro, ascoltata in Senato, ha affermato che "la scarcerazione non è avvenuta a seguito di una mia pressione. Non ho mai sollecitato nei confronti di organi competenti la scarcerazione di Giulia Ligresti e non ho mai indotto altri ad agire in tal senso. La decisione della magistratura è stata indipendente." Una tesi sostenuta successivamente anche a Montecitorio, dove ha ribadito la propria estraneità nella vicenda. "Il tema è tra i più delicati", ha aggiunto, "perché offende più di ogni altro il mio onore, adombrando opacità di comportamenti o, peggio, vere e proprie distorsioni e deviazioni dai canoni di imparzialità e di correttezza istituzionale. In altre parole", ha sintetizzato, "sarei venuta meno ai miei doveri di ufficio". Ha poi ricordato come il caso di Giulia Ligresti fosse già esploso, quando lei se ne interessò: il medico del carcere di Vercelli aveva segnalato il 12 agosto le condizioni di salute della detenuta e alla procura il 14. "Le mie segnalazioni", ha rilevato il ministro, "sono invece del 19, cinque giorni dopo".
Specificando di esser pronta a far un passo indietro nel caso in cui questo si rivelasse necessario, Cancellieri ha poi ammesso di essere amica di Antonino Ligresti, ma non per questo è stata da lui aiutata nella carriera. La stessa amicizia sarebbe anche il motivo della telefonata a Fragni: in essa "esprimevo un sentimento di vicinanza", anche se "mi rendo conto che qualche espressione possa aver ingenerato dubbi."
"Mi dispiace e mi rammarico di avere fatto prevalere i miei sentimenti sul distacco che il ruolo del ministro mi dovevano imporre", ha aggiunto, "ma mai ho derogato dal mio dovere".

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