Malati Sla contro il governo: “Siamo pronti a lasciarci morire in diretta tv”
Nella missiva, i malati di sla minacciano di lasciarsi morire in diretta tv se non saranno soddisfatte le loro richieste, necessarie per migliorare le proprie condizioni di vita. "Perché non avete mai risposto alle nostre istanze?", chiedono i malati. "Perché non avete approvato progetti e delibere delle regioni? Perché il 2013 è quasi finito e non avete distribuito un euro dei 275 milioni dell'FNA (Fondo Non Autosufficienza)?" "Le colpe", proseguono, "hanno nomi e cognomi: l'ex Ministro Tremonti che ha tagliato 2.300 milioni dal sociale, per lui il disabile era un falso invalido. Ha colpe il Governo Montiche si era impegnato per 400 milioni per l’FNA non mantenendo l'impegno. Ha gravi colpe la giunta Caldoro della Campania che tiene in cassa da due anni i fondi SLA stanziati nel 2010. Stessa cosa nel Lazio e altre regioni che hanno “regalato” i fondi a cooperative e RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali)."
Nella missiva poi si sottolineano ancora alcuni dei punti salienti di quanto richiedono i malati: "vogliamo la libertà di stare a casa e poterci tornare.Chiaramente vogliamo un contributo di almeno del 50% del costo che le regioni erogano alle RSA o simili. I risparmi certificati devono confluire all'FNA o ai nuovi LEA (Livelli Essenziali Assistenziali)." Inoltre, "L'FNA deve essere portato a 600 milioni strutturali, il 50% deve essere dedicato ai gravissimi, previo accordo urgente in Conferenza Stato Regioni."
"Il problema delle gravissime disabilità va affrontato come una calamità naturale" ribattono ancora. "Un terremoto ha bisogno di un decreto urgente, il giorno dopo, noi vi diamo due mesi di tempo, fateli bastare, lavorate alacremente."
"Molte associazioni sindacati, partiti e gruppi vari ci accusano di utilizzare lotte troppo spinte", ammettono poi i malati di Sla. Ma "dimenticano che abbiamo problemi estremi che fanno di noi persone destinate a morire nel silenzio assoluto di una società incivile e ipocrita." Fino alla minaccia: "Siamo costretti a rischiare la morte per avere una possibilità di vita ma ancora non abbiamo raggiunto il massimo: abbiamo gli attributi per morire in diretta TV, chiaramente davanti al Ministero. Non osate poi dire che siete innocenti!" E ricordano: "Raffaele Pennacchio ha detto piangente: “FATE IN FRETTA, I MALATI TERMINALI NON POSSONO ATTENDERE”, perciò vi comunichiamo che se non manterrete gli impegni, e non ci terrete aggiornati, il 22 gennaio 2014 saremo davanti al Ministero dell'Economia, non ci fermeranno freddo, pioggia o neve, saremo più risoluti che mai."
"Confidiamo nella Vostra oculata ragionevolezza", concludono i malati, "questa volta solo la morte potrà fermarci, siamo veramente arrabbiati."

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