Italia. Offese (O Presunte Tali), Reazione, Rabbia, Rivoluzione?
E’ roba di giorni addietro, ma pur sempre reale e significativa, In Europa c’è turbolenza. Sull’Italia clima di mare, un po’ di saltuario libeccio: domani non lo sappiamo. Mosso da legittimi timori di uno che ha alle spalle una vita abbastanza lunga, uno che si permette una modesta e bonaria ironia ben lontana da maldicenza ed ancor più dall’ingiuria, non posso non sollevare alcune banali osservazioni.
Un tedesco di alto livello politico, o poco furbo o malintenzionato, ha espresso un parere a dir poco inopportuno riguardo il risultato delle recenti elezioni italiane su votanti e votati. Ha detto che gli è inconcepibile che siano stati votati due clowns di cui uno pagliaccio ad alto tenore di testosterone. Quest’ultima valutazione potrebbe facilmente apparire come una battuta scherzosa anche se di cattivo gusto: una simile “dotazione” non sarebbe un’offesa ma casomai una tale dote ormonale sarebbe molto, molto ben accetta per tanti uomini di una certa età: non ho evidentemente pareri sicuri per prendere una posizione. Per il resto sia ben chiaro che tutta la faccenda è fuori strada: “clown” è termine inglese, sostantivo che significa pagliaccio, buffone, comico; clown non è un termine offensivo è il titolo di pregevoli individui che lavorano nei circhi portando ironia a tanta gente che non la capisce o finge di non capirla nel suo ovvio valore di stimolo a ben altro comportamento; questi clowns invece portano distrazione di fronte ad un mondo tutt’altro che tranquillo, regalano un sorriso a tanti ragazzi e a moltissimi adulti. Si può volendo pensare che la parola sia usata volontariamente con incerto gusto, potrebbe anche essere effettivamente pronunciata come offesa, o intenzionalmente o nell’ignoranza del significato della parola o dell’ uso del vocabolario, nel nostro caso uno sfavorevole riferimento a gli elettori e gli italiani. Non poteva comunque non ferire il nostro Capo di Stato senza che vi fosse da parte Sua una secca reazione. Teniamo presente che ciascuno può avere della cosa la sua opinione e che tutte le sopraccitate interpretazioni possono esser vere; ma tutto ciò che è semplicemente opinione, intenzione o fantasia, non può essere preso per verità né tanto meno condannato.
Sarebbe stato amaramente divertente se il colpevole della battuta avesse immediatamente chiarito che voleva essere scherzoso, ironico verso un popolo come quello italiano. Come avrebbe reagito il nostro Presidente di fronte ad una così banale trovata?
La gente è abituata a sentirsi garantita che provvedimenti negativi non saranno presi e vederseli sistematicamente applicati a breve termine regolarmente eseguiti (tipo le manovre finanziarie) E’ in crisi crescente di miseria, al confronto delle ricchezze smodate di quelli che tali promesse pronunciano ma non mantengono, facendo sfoggio di termini stranieri o di frasi assolutamente sgrammaticate. I nostri politici credono di far intendere che dimezzare il numero dei parlamentari salverà il bilancio nazionale pur lasciando intatto il compenso di quelli rimanenti, quando invece dimezzare gli emolumenti di tutti i Soloni del mondo politicante farebbe ritirare di essi una buona metà .
Il popolo travolto dalla aggressività di un fisco famelico, che distrugge i compensi più bassi, provoca più miseria e disoccupazione, in una casata senza fine, continua a votare per quei partiti che tanta ne legittimano con la collaborazione del fisco stesso. La gente finalmente si rifugia in una espressione di protesta, di irritazione e di una voglia di cambiare di cui non si possono sapere le forme di espressione. Tale reazione del popolo si esprime a favore di un movimento che giustamente ancora non si definisce partito ma di cui le conseguenze non sono prevedibili.
In una registrazione in Tv di un comizio di tal Movimento ho udito la voce fuori campo di uno spettatore dire: “attenzione: quando il popolo comincia ad avere fame, può diventare cattivo”
Che pensare delle mareggiate?


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