Casta. Aumentano i “superstipendi” dei top manager della P.A.
Il parametro al quale è agganciato il tetto alla retribuzione dei top-manager della pubblica amministrazione, introdotto dal decreto Salva-Italia a fine 2011, è lo stipendio del primo Presidente della Corte di Cassazione.
Il nuovo livello retributivo, per il primo magistrato, ammonta dunque a 302.937,12 euro per il 2012 e da qui discenderà il possibile adeguamento degli stipendi dei super-dirigenti per l’anno in corso. I top manager che vedranno aumentare il proprio stipendio sono, tra gli altri, i presidenti degli enti pubblici, i direttori generali dei ministeri e tutti i membri delle Autorità indipendenti, dalla Consob all’Antitrust e dalle Comunicazioni all’Energia.
Per quale motivo il Ministero della Giustizia ha deciso di aumentare gli stipendi dei top manager dalla pa?
Grazie a una sentenza della Corte di Cassazione, la quale ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà, pari al 5% per la parte di stipendio eccedente i 95mila euro e al 10% sopra i 150mila, chiesto ai dirigenti dalla manovra finanziaria dell’agosto 2011.
Illegittimità del provvedimento, spiega la Cassazione, è dovuta al fatto che la riduzione dello stipendio non era operata nei confronti di tutti i dipendenti, ma solo per una categoria, nonostante sia quella economicamente più avvantaggiata.
La decisione ha suscitato furibonde reazioni da più parti: Carla Cantone, segretario del sindacato dei pensionati, sostiene: “É davvero vergognoso che sia stato innalzato il tetto degli stipendi dei manager, mentre per due anni sono state bloccate le pensioni di 1.200 euro per ben sei milioni di pensionati”.
“É una vergogna totale – gli fa eco Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori- visto che nello stesso momento i dipendenti pubblici non hanno il rinnovo del contratto e i pensionati si vedono bloccare gli assegni. Non sta nè in cielo nè in terra. Metteremo in campo ogni iniziativa per contrastare una simile operazione".

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