Tutte le spese folli del Parlamento nel 2012


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Le elezioni 2013 si avvicinano e mai come in questo momento ebbene mostrare come i politici spendono i soldi dei cittadini, soprattutto coloro intendono ricandidarsi per riprende la loro bella poltrona in Parlamento. Già perché, a quanto pare, l’austerità a Montecitorio non è cosa ben vista.

Il documento appena pubblicato sul sito dell’istituzione sulle “spese ordinate per lavori, servizi, forniture, consulenze e collaborazioni, risultanti dal sistema informativo contabile della Camera dei deputati” è pieno zeppo di voci quantomeno curiose e di importi che fanno rabbrividire: dai cioccolatini Venchi ai corsi di lingue per gli onorevoli, dalle bandiere agli arredi, dai facchini ai parcheggi.
Solo per l’anno 2012 questo ramo del Parlamento ha speso nel complesso 124 milioni di euro. Tutti gli importi sono in euro, Iva e oneri di legge inclusi. E naturalmente, tutti a carico dei cittadini.
I migliori cioccolatini e arance. Gli onorevoli deputati hanno il palato fino e per questo la Camera si preoccupa ordinare i principali marchi del cioccolato: Venchi ha fornito prodotti per 4mila euro, Nestlé per 5.338 euro, Baratti&Milano 3.976 euro, Perfetti 8.501 euro. Nel complesso, quasi 22mila euro in dolciumi. A cui si aggiungono i 107mila euro di caffè (Lavazza e Methodo). Tra le spese per la ristorazione (che ammonta alla splendida cifra di 4,8 milioni euro), nel bilancio compaiono 16.800 euro per la macelleria, 8.388 euro di arance fresche ordinate all’azienda Oranjet.
Corsi di lingue e informatica. Non solo il peccato della “gola”. La Camera si preoccupa anche della loro formazione offrendo corsi di lingue straniere e di informatica che per un anno costano 500mila euro. Sulla natura di tali corsi è mantenuto il massimo riserbo. Abbiamo sollecitato più volte un chiarimento su questa voce, ma non abbiamo ricevuto risposta. Quindi non è dato conoscere il tipo di lezioni erogate e l’effettiva presenza dei deputati sui banchi di scuola. 
Bandiere e cancelleria. In un luogo come Montecitorio come si può pensare che possano mancare le spese su bandiere e stendardi. Soltanto nel 2012 la spesa per questi oggetti è di 10.531 euro. Per la cancelleria invece, le spese correnti hanno sfiorato la cifra di 665mila euro. Vale a dire carta, graffette e dintorni. La fornitura di toner per le stampanti di tutti gli uffici è stata computata a parte e vale 398mila euro. 
Computer. Una delle voci più impressionanti è quella che riguarda le spese informatiche. Per l’acquisto di hardware sono stati spesi 1,2 milioni e per la manutenzione di questa apparecchiatura 666mila euro. Anche con i software non si è certo risparmiato, ordinando programmi informatici per 4,8 milioni di euro e spendendone altrettanti per gestirli.

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