Giuseppe Gullotta: assolto dopo 22 anni di carcere, ora chiede un risarcimento allo Stato di 69 milioni di euro.



Era il 27 gennaio 1976: in quella passata alla storia come la strage di Alcamo Marina persero la vita due Carabinieri di guardia, crivellati di colpi mentre dormivano. Giuseppe Gulotta, allora appena 18enne, fu uno dei condannati: per lui, l'ergastolo, poi la richiesta di proscioglimento da ogni accusa, giunta il 26 gennaio di un anno fa. "Gulotta non c'entra nulla; abbiamo il dovere di proscioglierlo da ogni accusa e restituirgli la dignità che la giustizia gli ha indebitamente tolto": queste le parole di allora del Procuratore generale. Dopo 22 anni in carcere, Gulotta è tornato libero lo scorso 13 febbraio, assolto dalla Corte d'Appello di Reggio Calabria.
Gulotta fu costretto con botte e torture a confessare un crimine che non aveva commesso. A tal proposito, il legale dell'uomo, Pardo Cellini, ha detto: "In Italia nei nostri codici, per casi come questo, non vi è il reato di tortura. E' un'occasione importante, credo anche unica, a livello internazionale nel suo caso, per rivedere le leggi". E ancora: "Noi andremo avanti, ci presenteremo alla Corte Europea dei diritti dell'uomo e chiameremo lo Stato in causa, perché, al di là di cifre, non c'è somma che possa cancellare quanto di sbagliato è stato fatto". Infatti Gulotta, tramite  i suoi legali, ha appunto chiesto allo Stato un risarcimento di 69 milioni di euro. "La riparazione dell'errore giudiziario - ha spiegato l'avvocato Pardo Cellini al quotidiano "La Nazione" - va commisurata alla durata dell'espiazione della pena e alle conseguenze personali e familiari derivanti all'ingiusta condanna. Tenuto conto della durata della grave vicenda e del periodo di detenzione patito, il danno complessivo è enorme". 

Fonte: Net1News

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