Sanità. Ancora tagli


In arrivo il taglio di 7389 posti letto con oltre mille primari costretti a fare le valigie ed a lasciare altrettanti reparti, che probabilmente chiuderanno i battenti.
Altra tegola per la sanità, prevista dallo schema di regolamento inviato a Stato-regioni sulla "Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera" per effetto dell'art. 15 comma 13 del decreto sulla spending review, inviato alla Conferenza Stato – Regioni dal ministro della Salute, Renato Balduzzi.

 Il regolamento sta ad indicare il metodo da seguire per la conversione delle strutture ospedaliere ed il calcolo per la diminuzione delle unità operative complesse. Questo sta anche a significare che circa 160 piccoli ospedalirischiano di chiudere e che oltre metà delle case di cura potrebbero perdere la loro convenzione con le Regioni.
A tutto questo si aggiunge la messa in mobilità, se non peggio di impiegati Asl e ospedali stessi. Con l'ulteriore aggiunta dei suddetti 7389 posti letto si raggiunge quota 26.000 tagli, calcolata dal 2009.
Nonostante il regolamento sia stato inviato da poco più di 48 ore, esso sembra stia già prendendo la forma di una vera rivoluzione che "snellisce" duramente cliniche ed ospedali, in linea con quanto previsto dalla spending review.
"Non tagli lineari, ma razionalizzazione del sistema"assicura Balduzzi. Lo stesso Ministro ha affermato che oggi troppo spesso si tende a suddivvidere gli interventi chirurgici, smistandoli in più reparti in modo da giustificare l'esistenza del reparto stesso e del primario che lo dirige anche se la traccia internazionale, stabilita, dice che sotto una certa soglia di attività non c'è l'esperienza necessaria per poter lavorare in tutta sicurezza.
Come sostenuto dal Ministero con il "Piano Esiti" (il quale valuta gli esiti dell'assistenza ospedaliera, per tutte le strutture ospedaliere sia dal punto di vista dei produttori di servizi che da quello delle ASL, titolari delle funzioni di tutela della salute della popolazione) si è notato che dov'è minore il numero di pazienti, minore è il tasso di guarione e maggiore il tasso di mortalità.
In breve non ci sono ancora dati definitivi, ma secondo i primi calcoli dei tecnici del ministero, dovrebbero chiudere tra i 1100 ed i 1200 reparti mentre per tutti gli ospedali con meno di 120 posti letto (circa 365) oltre 160 dovrebbero chiudere oppure fare una conversione in strutture di riabilitazione o per l'assistenza territoriale.
Come già detto comunque, il colpo più duro viene dato alle case di cura con meno di 80 posti letto, le quali saranno costrette a chiudere definitivamente.

Commenti