politica. Alba Dorata sbarca in Italia



Attraversato tutto l'Adriatico, Alba Dorata sbarca ora anche in Italia, sulle coste triestine. Il nome è ben noto alle cronache per essere quello di un partito di estrema destra greco che spesso è stato accostato a episodi di violenza contro immigrati o omosessuali.
Con una matrice che molti media hanno accostato al nazismo (diversi i riferimenti a Hitler che i vertici hanno ripetutamente riportato nelle loro dichiarazioni), la versione ellenica sembra ben diversa da quella dello stivale.

Al punto che il perché della scelta di quel nome, già ben noto alla stampa, sembra più un'operazione di marketing che altro, come difatti conferma il segretario di partito Alessandro Gardossi in un'intervista rilasciata a La Stampa.
Fondato il 25 ottobre 2012, Alba Dorata (AD) non ha una vera collocazione secondo gli attuali schemi, almeno per quanto riportato dal sito ufficiale;tuttavia, leggendone i contenuti sembra invece potersi facilmente collocare con quell'area di estrema destra che è già ben rappresentata da altri, Forza Nuovain primis.
E caso vuole che Gardossi fosse anche un ex membro del partito di Fiore.
L'obiettivo di AD è chiaro: combattere le richieste di sacrificio, rigore e austerità che rovinano il sub-strato economico delle famiglie e delle aziende italiane, favorendone invece la massima prosperità e il benessere. Per adempiere a questo scopo c'è apertura ad alleanze a trecentosessanta gradi, purché gli obiettivi risultino comuni.
Entrando più nel dettaglio si evidenziano alcuni temi centrali che sono particolarmente cari ad AD e che richiamano lunghe riflessioni.
Tra questi la questione immigrazione.
Proprio il tema dello straniero è stata la carta vincente dell'Alba Dorata greca che, nei luoghi dove gli immigrati erano in numero rilevante, ha toccato il 20% di preferenze. La versione italiana evidenzia invece come “l'immigrato rappresenta la febbre, quella immediatamente percepibile a livello sociale, ma sa anche che la malattia sta altrove”.
Il tema viene sviscerato anche con una semplicistica catalogazione determinata dalle provenienze di questi uomini: esiste l'immigrazione cinese che cerca di entrare nel territorio locale con un preciso piano espansionistico, quella musulmana del nord Africa che vuole minare le fondamenta cristiane dello stato, quella sub-sahariana che è determinata dalle pessime condizioni in cui le popolazioni locali versano, quella del Medio Oriente spinta dalla guerra portata dagli Usa, quella curda causata dall'assenza di una nazione di riferimento, quella del sud-est asiatico e dell'India provocata dal desiderio dei cittadini di migliorare le proprie condizioni economiche, nonché quella dalla Russia, dall'Ucraina e dai Balcani condizionate da un peggioramento del sistema economico dopo la caduta del muro di Berlino. Si chiude infine con il sud e centro America, dove la colpa è da ritrovare nel tessuto lavorativo e nel traffico di droga.
Chi deve prendersi carico di queste situazioni?
Per Alba Dorata non certo l'Italia. Ecco perché si schiera contro lo ius soli (diritto di cittadinanza determinato dal luogo in cui si nasce). Per evitare l'immigrazione la proposta del partito di Gardossi è quella di creare “campi di raccolta confortevoli ed umani dei profughi africani sulle coste della nuova colonia francese (alias Libia) a spese dell'ONU e della UE”. A questo si aggiungono i pattugliamenti delle coste da parte della marina a carico di Francia, Inghilterra e quanti abbiano portato alla caduta del regime di Gheddafi e un analogo controllo dell'Adriatico.
Dopotutto “Alba Dorata non è razzista, è semplicemente cosciente che la Confederazione sta collassando”. Per Confederazione si intende l'Italia: il sistema politico a cui si ispirano è il modello della Svizzera, al punto che affrontando temi locali si parla di Cantoni, come quello lombardo o sardo.
Altro tema delicato: l'omosessualità. Alba Dorata dichiara che l'amore omosessuale va riconosciuto e accettato ma, non essendo idoneo alla procreazione, deve essere esclusa la possibilità di adozione per evitare di “scombussolare l'ordine naturale”.
E ancora: l'economia. Per AD è necessario tornare a una moneta nazionale, la lira, che potrà essere utilizzata però soltanto in Italia e su merci italiane. Quelle straniere necessarie potranno essere immesse sul mercato del Belpaese solo tramite baratto. Per chiarire meglio il concetto, sul sito è disponibile anche un esempio: “Per il gas russo ripagheremo con tecnologie avanzate e pregiati prodotti industriali”.
Se già la decisione di usare il nome di Alba Dorata per indicare un partito che con la controparte originale non ha poi molto in comune, almeno per quanto dichiarato sul sito ufficiale, non riesce a convincere, anche le proposte sviluppate sembrano sfruttare un certo populismo e una semplificazione troppo eccessiva per essere davvero realizzabili.

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