Pd, La Guardia di Finanza in sede a Roma
Una visita per niente annunciata quella della Guardia di Finanza nell’ufficio della segreteria di Pier Luigi Bersani, sede del Pd a Roma, avvenuta alle prime ore del mattino.
Obiettivo della venuta delle Fiamme gialle raccogliere quante più informazioni possibili dai computer utili a fornire delle risposte sull’indagine che coinvolge la segretaria storica del segretario, Zoia Veronesi, indagata per truffa aggravata assunta dalla Regione Emilia Romagna e utilizzata dal segretario del Pd per tenere e aggiornare la sua agenda politica.
«Sentivamo rumori, porte che sbattevano, c’erano estranei che entravano e uscivano», hanno raccontato ieri i dipendenti del Partito democratico. «Nell’affacciarmi ho visto delle persone che scaricavano file dai computer, cercavano documenti nei cassetti, ma allontanavano tutti», ha riferito uno dei testimoni della scena».
Un caso che per certi versi ha ricordato molto Luigi Lusi, ma qui l’eredità della Margherita non c’entra nulla. La Finanza era nella sede del Pd per indagare sul caso Veronesi, appunto. Dove è stato anche sentito un impiegato del Pdpresente nella sede, con l’obiettivo di chiarire meglio se quanto raccontato da Zoia Veronesi in queste settimane risponda a verità, ossia se fosse alle dipendenze di Bersani solo nelle ore extra rispetto al lavoro.
Un danno che secondo l’accusa se fosse realmente constatato, supera un valore di circa 140 mila euro per le casse pubbliche.

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