Centrosinistra: un faccia a faccia “pacifico”.



Lo si potrebbe definire tranquillamente  “costruttivo e senza colpi bassi” l’atteso confronto andato in onda su Sky (e su Cielo) ieri sera dove tutti e cinque i candidati, in un clima molto rilassato e tranquillo (forse anche troppo, ma meglio così) hanno avanzato proposte diverse sui temi fiscali, sulla riduzione dei costi della politica e (soprattutto) sui diritti agli omosessuali.
Ma i punti più interessanti, dove è stato possibile notare delle differenze sostanziali nei programmi di Bersani, Puppato, Renzi, Tabbacci e Vendola sono stati sostanzialmente due: alleanze politiche e unioni civili.

Per quanto riguarda il primo solo Bersani conferma la sua apertura a unafutura alleanza con il centro moderato, ma sia Matteo Renzi sia Nichi Vendola chiudono le porte al leader centrista. Fin qui niente di nuovo. Ciò che non si era mai sentito, finora, è un confronto sull’idea di alleanze proposte dai candidati: «A questa coalizione ci sto pensando da parecchio tempo – ha premesso Bersani – è necessaria una coalizione che aspira a essere attore del governo ma debba aprirsi a un dialogo con posizioni aperte, moderate ed europeiste. Non mi metto chiuso in casa perché alla Lega, alla destra, a Berlusconi non voglio regalare nessuno».
Su tutt’altra posizione Renzi. «Credo che nell’alleanza che abbiamo in testa non debba starci Casini. Do’ atto a Bersani di avere fatto un grande lavoro per stare tutti insieme ma serve chiarezza. Le alleanze si dicono prima. Casini sembra che stia a decidere all’ultimo, di casini ne abbiamo abbastanza dei nostri…». No a Casini anche da casini
marchionne
Vendola. «Non ho pregiudizi ma giudizi su Casini e faccio fatica a vederlo come mio alleato in un governo». Apre invece Tabacci: «C’e’ la sinistra, il centro moderato come a Milano, è un esperimento che ha dato buoni risultati».
Anche su unioni civili e adozioni, sorgono opinioni differenti con il segretario Pd che afferma: «Io sono per prendere la legislazione tedesca, sì alle unioni civili per le coppie omosessuali. Sulle adozioni – continua –  avrei, invece, ancora un supplemento di precauzione. Andrei a occuparmi piuttosto di tanti bambini che già vivono con coppie omosessuali, dei loro diritti. Iniziamo con questo».
Di tutt’altro avviso, ed altro non poteva essere, il presidente pugliese, omosessuale dichiarato: «La Costituzione si è cambiata per una volgarità come il fiscal compact, si potrebbe fare per le unioni gay. La sinistra ha spesso sbagliato per massimalismo ma talvolta per minimalismo: è ora di chiedere diritti interi, anche l’adozione di un figlio». Il sindaco di Firenze sceglie invece una via di fuga: «Rifacciamo la legge sulle adozioni. Ma per gli omosessuali il problema ancora non l’abbiamo sciolto nel nostro programma».
Sì ai matrimoni gay da Laura Puppato: «Dobbiamo non solo accettare ma proporre il matrimonio gay, hanno diritto a veder riconosciuti i propri diritti di cura, successione, ecc.. Sull’adozione, poi, non ho alcun dubbio». Più cauto il centrista Tabacci: «Ho partecipato, con il sindaco di Milano, alla creazione dell’albo delle unioni civili. Starei attento a equiparare questo al matrimonio, sono due cose diverse». Sulle adozioni: «I bambini hanno diritto ad avere padre a madre».
Tutti in sintonia nelle opinioni su Sergio Marchionne, e alla domanda su cosa direbbero all’ad Fiat hanno così risposto: «A Marchionne direi che non sta parlando a uno cui si può raccontare di tutto –  ha attaccato Bersani – Un anno fa ha detto che puntava sulla bassa gamma e ora sull’alta, mi faccia capire meglio perché mi pare piuttosto osè». Renzi, su questo tema, ha esordito con un mea culpa: «Caro ingegner Marchionne, sono uno di quelli che ha creduto in lei e per questo mi sono preso un sacco di accuse. Ora mi sento deluso e tradito».
A muso duro invece Vendola: “Io non le ho mai creduto. Non si fa un atto di fede su un piano industriale, ma si legge. Ora le sentenze del tribunale bisogna rispettarle. Questo accanimento sugli operai della Fiom a Melfi e Pomigliano è qualcosa di antico, autoritario e insopportabile». Tabacci dice: «Gli chiederei conto delle sue intenzioni perché un’azienda grande come la Fiat ha avuto tanto dall’Italia».
E Laura Puppato ha rivolto all’ad del Lingotto una domanda retorica: «Cosa sta facendo per i più deboli e per i lavoratori?».

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