L’odissea degli sms per l’Emilia
All’indomani del terremoto che ha messo in ginocchio l’Emilia Romagna lo scorso 20 maggio, gli italiani si sono prontamente attivati per aiutare le popolazioni di Emilia, Lombardia e Veneto colpite dal sisma e lo hanno fatto in un modo concreto, attraverso la donazione di denaro tramite telefono cellulare e rete fissa. Due euro per ogni messaggio o chiamata effettuati al numero attivato dalla Protezione Civile, il 45500, dal 29 maggio al 10 luglio scorsi.
Un piccolo gesto di solidarietà con cui sono stati raccolti oltre 15milioni di euro che serviranno per la ricostruzione; ma a tre mesi dalla fine della raccolta, i comuni colpiti non hanno ancora ricevuto un euro.
Allarga le braccia Franco Gabrieli, capo della Protezione Civile, nonché diretto interessato a una rapita soluzione della vicenda: “Purtroppo l'iter non si può comprimere più di tanto, se si vuole assicurare trasparenza” ha detto.
In merito, infatti, ci sono delle precisazioni da fare, spiega uno dei suoi tecnici; i 15milioni non sarebbero versamenti veri e propri, ma piuttosto una promessa di versamento. I vari gestori telefonici, come Tim, Wind, Vodafone, eccetera, prima di versare alla Tesoreria dello Stato l’importo corrispondente degli sms ricevuti, devono effettivamente incassare tale cifra; perché l’utente può inviare un messaggio, ma se poi, per qualche ragione la persona non lo paga, il gestore non lo versa.
Inoltre, oltre alle schede prepagate per i cellulari, vi sono anche contratti e bollette legati al buon fine dell’operazione; per questo motivo i tempi si allungano e la riscossione risulta lenta.
In teoria, quindi, si sarebbero raccolti 15milioni di euro, ma nelle casse di Bankitalia, vi sarebbero depositati per gli aiuti alle popolazioni colpite dal terremoto, poco più di 7milioni di euro.
È una vera e propria odissea quella che deve affrontare quel singolo sms per arrivare a poter dare un aiuto concreto: partendo dal gestore, passando per il centro di fatturazione e lo smistamento, prima di arrivare alla Banca d’Italia; da qui deve ripartire ed arrivare al dipartimento della Protezione civile e contabilità speciale del Commissario straordinario, che nel caso dell’ultimo sisma sono i tre governatori di Emilia, Vasco Errani, Lombardia, Roberto Formigoni e Veneto, Luca Zaia.
Il direttore nazionale dell’Anci, associazione dei comuni italiani, Angelo Rughetti, nonché responsabile dell’Ufficio di coordinamento del Commissariato difende l’operato di Gabrielli, affermando che: “Gabrielli è sempre stato molto esplicito: i tempi saranno medio lunghi perché c'è una cornice di buona riuscita che va garantita”. Non esclude però, per il futuro, un piano per semplificare questo iter, in modo che i versamenti finiscano in un canale parallelo e diretto. Rughetti fa sapere come l’Anci abbia già stilato unelenco di comuni colpiti a cui serve l’aiuto economico e aggiunge: “tutti gli interventi finiranno in una database che si chiama Trasparenza donazioni, in modo che ci sia una tracciabilità totale dei versamenti e il Comune si impegna a seguire gli appalti rendicontando la spesa”.

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