Doping. nuova tegola per la Juve
La società bianconera fa uso di doping, queste le accuse lanciate dall’International Business Times.
Il tutto parte dal medico spagnolo Julio Tous Fajardo, che compare nell'organigramma della Juventus alla voce “preparatore atletico” e che da anni segue anche Rafael Nadal. Il dottore era anche ricercatore associato presso il laboratorio della performance sportiva (Inefc) dell'Università di Barcellona ed è venuto alla ribalta come preparatore del Barça di Rijkaard.
Ma cerchiamo di spiegare, in parole spicciole, qual è il problema che ha portato l’IBT ha scagliare i sospetti sulla società juventina, già coinvolta tra il 2002 e il 2004 nello scandalo doping che portò il medico sociale Riccardo Agricola alla condanna di un anno e dieci mesi in primo grado (e poi assolto in appello, con la Cassazione che annullò la sentenza di assoluzione, salvo poi non poter fare altro che dichiarare prescritto il reato, ndr) per frode sportiva mediante somministrazione sistematica di EPO e attraverso l'abuso di altri farmaci.
Il sospetto del doping comincia ad emergere sin da quando arrivano le prime accuse di doping per il tennista legate ad una particolare tecnica di recupero muscolare illecita e ovviamente ora si riversano anche sulla società bianconera.
Stiamo parlando della “Platelet Rich Therapy”, una terapia ricca di piastrine che consiste nel centrifugare in un macchinario il sangue del paziente per coagularlo e poi iniettarglielo nella zona dell’infortunio. Un trattamento, a detta dello stesso tennista iberico, alquanto doloroso.
E siccome questi famosi potenziamenti muscolari hanno gettato ombre pure sull’eccellenza dello sport spagnolo, che da anni domina il tutto il panorama sportivo, anche la Juventus è finita sotto la luce dei riflettori per colpa del preparatore atletico spagnolo Julio Tous Fajardo.
Si attendono gli sviluppi della vicenda e, soprattutto, le reazioni della società di corso Galileo Ferraris.

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