La mafia ha scoperto Facebook
Gli uomini d'onore hanno scoperto i vantaggi dei social network..
Grazie alla rete e a Facebook, pianificano il traffico di droga o altri traffici illeciti, boss e manovali, spacciatori e assassini, un sistema veloce e con minori rischi di intercettazione.
Una comunità mafiosa virtuale, addirittura con identità reali, che raccoglie commenti e consensi, come testimonia gruppi dedicato a Totò Riina e a Bernardo Provenzano, altri oscurati da Facebook, sostituiti da pagine tuttora attive.
Il fenomeno ha allertato gli investigatori che si sono attivati, non per individuare l'attività criminosa, ma per monitorare i collegamenti tra le persone, un punto di partenza importante al fine di eventuali indagini.
«La criminalità, come tutti i fenomeno umani, evolve insieme alla società in cui è inserita. Vent'anni fa i delinquenti utilizzavano i telefoni fissi, poi hanno cominciato a servirsi dei cellulari e le forze dell'ordine hanno dovuto conseguentemente specializzarsi in senso tecnico per intercettarli. Adesso ci si sposta sulla Rete», spiega il dottor Giuliano, capo della Mobile di Milano.
I pizzini e la prudenza di Provenzano sembrano preistoria.
Ci si affida a Facebook anche per intimidire. Una minaccia è stata postata da Francesco e Tommaso Bonfardeci, padre e figlio di 47 e 23 anni. Il giovane ha spedito tre messaggi al profilo personale del figlio dell'esercente, che è suo coetaneo. Bonfardeci junior, che in quel periodo era agli arresti domiciliari, ha accompagnato l'intimidazione allegando anche la propria foto e il nome.
Un segno di sfida. Dalle frasi è emerso astio nei confronti del padre del destinatario, con la promessa di attendere con molta impazienza la fine del periodo di detenzione per "ringraziare" il commerciante. «Ti prometto una cosa, appena esco penso subito a voi… qualsiasi cosa potete subito venire da noi a Ballarò (un mercato di Palermo, ndr.)… se trovo un lavoro entro gennaio, non ci entro più in villeggiatura (in carcere, ndr.). I carcerati si aiutano, voi della vita non avete capito niente, e poi lo capirete… 'u carcerato si deve aiutare, spero che andate a ripararvi (chiedere protezione, ndr.) perché appena esco la gente sa chi siamo. Scrivo perché non me ne frega niente, se mi vengono a prendere per queste scritte, comunque aspettatevi belle cose… vi voglio bene…».

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