Comuni ricicloni


Sono stati ufficializzati i risultati della diciannovesima edizione del concorso di Legambiente “Comuni Ricicloni”, patrocinato dal Ministero per l'Ambiente, che premia le comunità locali, gli amministratori e i cittadini che hanno ottenuto i migliori risultati nella raccolta e gestione dei rifiuti. Come al solito, è il Nord Italia ad aggiudicarsi il podio per la gestione dei rifiuti, con Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno, per la terza volta al primo posto della classifica stilata dall’associazione ambientalista. Al secondo posto c’è Vattaro, in provincia di Trento, mentre la medaglia di bronzo se l’aggiudica Morgano in provincia di Treviso. Analizzando il dossier dei risultati, si desume che in Italia un Comune su sette supera il 65% di raccolta differenziata, ovvero il 13% dei comuni italiani. Il nord est conferma di vantare i migliori sistemi di gestione dei rifiuti urbani, mentre al sud è Salerno a confermarsi città modello. Purtroppo, però, balza subito agli occhi il profondo divario fra nord e resto del paese: quasi tutti i comuni “ricicloni” (l’89%), infatti, sono situati nell’area settentrionale, mentre il restante 11% si divide, in maniera sostanzialmente equa, fra centro e sud.
In tutto sono 1.123 comuni a cui si può appiccicare l’etichetta di “ricicloni” per aver superato il 65% di raccolta differenziata, mentre sono 833 le presenze ormai fisse della graduatoria, comparendovi da tre anni consecutivi.
Come anticipato, anche quest’anno il vincitore “assoluto” è Ponte nelle Alpi che riesce a raggiungere addirittura l’87,7% di raccolta differenziata; per i capoluoghi di provincia, oltre a Salerno al sud, è Pordenone ha presentare la migliore percentuale che si assesta oltre il 77%. Premiate anche due diverse categorie, quella dei comuni con un numero maggiore di 10000 abitanti e quella dei comuni che invece sono sotto questa soglia. Nel primo caso sono stati premiati, rispettivamente per Nord, Centro e Sud, Preganziol (TV), Montelupo Fiorentino (FI) e Sala Consilina (SA). Per l’altra categoria, Vattaro (TN) (in quanto Ponte nelle Alpi risulta già vincitore assoluto), Oriolo Romano (RM), e Tortorella, anche questo in provincia di Salerno.
L’assunto “piccolo è bello” conferma, quindi, la sua validità specialmente in tema di sostenibilità ambientale. Ponte nelle Alpi è una cittadina di 8.500 anime, non è un vero e proprio centro urbano, ma l’insieme di 23 frazioni sparse su di un territorio di 58 chilometri quadrati. Eppure, nel 2004, tutti si unirono per opporsi alla creazione di una grossa discarica che avrebbe smaltito la spazzatura proveniente da ogni parte della provincia. Non fu solo il nemico comune a farli accordare. La lista civica "Insieme per Ponte", che venne creata per fermare la discarica, quell’anno vinse le elezioni e divenne un laboratorio per ripensare lo smaltimento e la produzione dei rifiuti. Ezio Orzes, che allora era il postino del paese, ed oggi assessore all’ambiente, faceva parte di quella lista, così come l’attuale sindaco, Roger De Menech: due che hanno guidato la profonda rivoluzione culturale di un paese che non accetta più la definizione di “rifiuto”, ma solo quella di “materiale che attraverso il riciclo può essere impiegato nuovamente nella produzione industriale”, come sostiene lo stesso Orzes.
A partire dal 2007 così, a Ponte è stato istituito un servizio di raccolta porta a porta, dove gli operatori ecologici diventano dei veri e propri specialisti della differenziata: aiutano le persone a smistare i materiali, segnalano le anomalie, registrano la quantità di prodotto non riciclabile raccolto. Il Comune ha dotato ogni famiglia e ogni attività commerciale di quattro bidoncini colorati: blu per plastica, vetro e lattine, verde per il secco non riciclabile, marrone per l’umido e giallo per la carta. Dal 2011 c’è anche la possibilità di ricevere una tanica per la raccolta dell’olio vegetale, che una volta trattato può diventare lubrificante per macchine agricole, biodiesel e glicerina per la saponificazione. Anche l'umido ha trovato il suo posto. Una famiglia su due ha deciso di dotarsi di una compostiera da giardino: l'organico diventa concime per l'orto e il comune opera un taglio del 20% sulla Tarsu. Quello che non si riesce a recuperare attraverso la differenziata (che viene chiamato “frazione secca”), viene indirizzato al Centro Riciclo di Verdelago che si occupa di compiere uno sforzo ulteriore: ottenere materiale riutilizzabile da ciò che spesso viene considerato irrecuperabile.

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