Berlusconi compatta i sindacati: ora sciopero generale

il governo Berlusconi è riuscito in un'impresa davvero non semplice: riunificare il fronte dei sindacati. Questo il risultato politico di una delle misure inserite nella lettera indirizzata dall'esecutivo all'Unione europea, in relazione al piano anti-crisi e agli incentivi per la crescita. Nello specifico, si parla dell'impegno, a partire dal 2012, a consentire alle aziende di licenziare più facilmente il personale per contingenze legate alla crisi.
Durissima la reazione di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil: «Si tratta di un ennesimo attacco sui licenziamenti, sul lavoro precario, sulle pensioni e che colpiscono in particolare le donne e il Mezzogiorno». Contrariamente a quanto acccaduto negli ultimi mesi, sulla stessa lunghezza d'onda si trovano Cisl e Uil. «Noi non siamo d'accordo a mettere mano sui licenziamenti, ci sembra una provocazione mentre il Paese ha bisogno di coesione – ha attaccato il segretario generale Cisl Raffaele Bonanni – Se verrà modificato l'assetto dei licenziamenti senza il consenso delle parti sociali, noi andremo allo sciopero».

Discorso analogo per la segreteria della Uil, che articola la propria posizione in una nota ufficiale: «In questi anni abbiamo evitato astensioni dal lavoro consapevoli che in una fase di crisi esse avrebbero rappresentato un sacrificio per i lavoratori e un danno per le imprese - ricordano da via Lucullo – Ma ora il contesto è cambiato: consideriamo del tutto sbagliato l'impegno assunto dall'esecutivo circa l'introduzione di una legge che modifichi le norme sui licenziamenti per ragioni economiche. Una scelta in totale contraddizione con quanto realizzato in questi anni di crisi con il massiccio finanziamento degli ammortizzatori sociali proprio per evitare licenziamenti di massa. Peraltro, in Italia, è già sufficientemente facile estromettere i lavoratori dai processi produttivi al punto che nessuna associazione di impresa chiede modifiche alle norme vigenti». In altri termini, la Uil denuncia che il governo sta tirando la corda oltremisura.
Ancora Camusso ha espresso grande soddisfazione nel rivedere, dopo lungo tempo, una ritrovata compattezza delle tre organizzazioni sindacali: «Ci ragioneremo, vedremo, per ora ho solo letto le loro dichiarazioni e sono stata tutto il giorno qui - ha sottolineato la segretaria, a margine del convegno dei tessili a Malpensa Fiere (Varese) – Ma è molto importante che ci sia un giudizio comune con Cisl e Uil».


Commenti