In difesa della Costituzione italiana
E che l’art. 7 co. 5 della Legge Fondamentale tedesca prevede che “Una scuola elementare privata deve essere ammessa solo nel caso che le autorità amministrative per l’istruzione vi riconoscano un particolare interesse pedagogico, oppure, su domanda degli aventi il diritto dell’istruzione, nel caso che debba essere istituita come scuola di una comunità, come scuola confessionale o come scuola ideologica, e che non esista nel Comune una scuola elementare pubblica di tale specie”?
E che l’art. 9 co. 2 della Costituzione spagnola è praticamente copiato da quella italiana (“compete ai pubblici poteri promuovere le condizioni affinché la libertà e l’uguaglianza dell’individuo e dei gruppi a cui partecipa siano reali ed effettivi; rimuovere gli ostacoli che impediscono o rendono difficile la loro realizzazione e agevolare la partecipazione di tutti i cittadini alla vita politica, economica, culturale e sociale”) e va letto in accordo all’art. 40 (“i pubblici poteri promuoveranno le condizioni favorevoli per il progresso sociale ed economico e per una più equa distribuzione del reddito regionale e personale, nel quadro di una politica di stabilità economica”)?
Potrei andare avanti con gli esempi, ma mi fermo qui perché credo che quelli riportati siano sufficienti. Mi pare che da noi in Italia ci sia un certo fermento su questioni che altrove vengono tranquillamente accettate. Prendiamo l’articolo sulla scuola elementare in Germania. L’avessimo noi in Italia son sicuro che qualcuno griderebbe allo statalismo, al comunismo, alla privazione della libertà di scelta educativa delle famiglie. E cosa dire del welfare state spagnolo (costituzionalizzata all’articolo 1: “La Spagna si costituisce come Stato sociale”)? Se Piero Ostellino fosse nato a Madrid chiederebbe l’espatrio, probabilmente. Non so, infine, se in Francia ci sia un Jean-Antoine Etoile che scrive libri contro la caste française che lavora solamente 170 giorni l’anno.
Quel che voglio dire è che una Costituzione è il quadro d’insieme, ma poi il funzionamento effettivo dell’economia, delle istituzioni pubbliche, dell’organizzazione sociale dipendono dalle scelte contingenti che vengono fatte. Gli articoli citati della Carta spagnola non hanno impedito a quella nazione di vivere un boom economico in anni recenti, né sono stati la causa della crisi in cui poi è sprofondata: sarebbero stupidi se da quelle parti se la prendessero con due articoli costituzionali anziché con il fremito speculativo immobiliare dei loro anni ruggenti. E in Germania non sarà certamente quella disposizione sulle scuole private a far sentire le famiglie tedesche meno libere o i ragazzi meno preparati dei loro coetanei europei.
Beh, se ci pensiamo è quello che cercano di fare in Italia editorialisti e politici di centrodestra: prendersela con la Costituzione anziché con le scelte politiche (economiche e sociali e amministrative) di questo o quel governo.
Quella italiana è, obiettivamente, una bella Costituzione. Che pone le basi affinché il nostro sia un popolo libero e civile e lo Stato possa funzionare bene e democraticamente. Se poi i governanti preferiscono fare gli interessi propri e delle proprie clientele anziché della collettività, prendiamocela con loro: nel far west, quando trovavano un pokerista con l’asso nella manica, non accusavano le regole del gioco, ma linciavano il giocatore baro.
fonte
http://nonunacosaseria.blogspot.com/2011/07/in-difesa-della-costituzione-italiana.html

Commenti
Posta un commento