Roma ladrona? La Lega ne è complice!
Sono ormai più di 20 anni che i rappresentanti del partito della Lega Nord ci tartassano a suon di acrobatici slogan come "padroni a casa nostra".
Il più celebre di questi è senza dubbio il classico "Roma ladrona, la Lega non perdona".
Tuttavia il nostro occhio curioso ci spinge a scoprire verità scomode per chi, come la Lega, si presta a difensore della legalità e nemica assoluta allo sperpero del danaro pubblico.
É sotto gli occhi di tutti il lavoro del Ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini: numerose le proteste di alunni e insegnanti, ancor più numerosi i tagli che il "Governo del Fare" sta sottoponendo continuamente alla scuola pubblica.
Come tutti sappiamo però esiste anche la scuola privata: la nostra attenzione si sposta in Lombardia, a Varese, in piena Padania insomma.
Vi dice niente il nome Manuela Marrone?
E se io dicessi "signora Bossi?"
Proprio così: a Varese, lady Bossi ha fondato la Scuola Bosina, una scuola (privata, s'intende) che si basa fondamentalmente sul principio dell'identità e del territorio, caratterizzata particolarmente dall'insegnamento del dialetto nelle aule. Un vero e proprio campo di coltivazione di giovani forze padane insomma.
E qui arrivano i problemi: gli affari della Scuola Bosina non vanno proprio a gonfie vele: dopo aver chiuso un bilancio in negativo di ben 495 mila euro, il Parlamento (si, proprio quello che ha sede a Roma ladrona) ha deciso di stanziare per questa scuola dapprima 300 mila euro (nel 2009) e poi altri 500 mila, quest'anno, per un totale di 800 mila euro.
Mica noccioline, direbbe qualcuno.
In effetti si tratta di tutto fuorchè di spiccioli, considerando anche gli obrobri che questo Governo, di cui la Lega è complice (è sempre bene sottolinearlo), sta compiendo ogni giorno nei confronti della scuola pubblica, compromettendo così l'istruzione e la formazione dei giovani del nostro paese.
Ovvero, compromettendo il futuro dell'Italia stessa.
Il più celebre di questi è senza dubbio il classico "Roma ladrona, la Lega non perdona".
Tuttavia il nostro occhio curioso ci spinge a scoprire verità scomode per chi, come la Lega, si presta a difensore della legalità e nemica assoluta allo sperpero del danaro pubblico.
É sotto gli occhi di tutti il lavoro del Ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini: numerose le proteste di alunni e insegnanti, ancor più numerosi i tagli che il "Governo del Fare" sta sottoponendo continuamente alla scuola pubblica.
Come tutti sappiamo però esiste anche la scuola privata: la nostra attenzione si sposta in Lombardia, a Varese, in piena Padania insomma.
Vi dice niente il nome Manuela Marrone?
E se io dicessi "signora Bossi?"
Proprio così: a Varese, lady Bossi ha fondato la Scuola Bosina, una scuola (privata, s'intende) che si basa fondamentalmente sul principio dell'identità e del territorio, caratterizzata particolarmente dall'insegnamento del dialetto nelle aule. Un vero e proprio campo di coltivazione di giovani forze padane insomma.
E qui arrivano i problemi: gli affari della Scuola Bosina non vanno proprio a gonfie vele: dopo aver chiuso un bilancio in negativo di ben 495 mila euro, il Parlamento (si, proprio quello che ha sede a Roma ladrona) ha deciso di stanziare per questa scuola dapprima 300 mila euro (nel 2009) e poi altri 500 mila, quest'anno, per un totale di 800 mila euro.
Mica noccioline, direbbe qualcuno.
In effetti si tratta di tutto fuorchè di spiccioli, considerando anche gli obrobri che questo Governo, di cui la Lega è complice (è sempre bene sottolinearlo), sta compiendo ogni giorno nei confronti della scuola pubblica, compromettendo così l'istruzione e la formazione dei giovani del nostro paese.
Ovvero, compromettendo il futuro dell'Italia stessa.

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