mercoledì 2 ottobre 2013

EVOLUZIONE.......

EbeDobbiamo ritornare fino all’ antica epoca Lemurica, in cui, per la prima volta, delle individualità umane discesero dalle altezze divine e si incarnarono in corpi terreni, fino all’avvenimento che ci viene indicato nell’Antico Testamento con “la tentazione del serpente”.
Esso è veramente straordinario!
Delle sue conseguenze patirono tutti gli uomini, mentre si incarnarono.
Se infatti quell’accaduto non si fosse verificato, l’intera evoluzione dell’umanità sulla terra sarebbe stata diversa e gli uomini avrebbero transitato in una condizione molto più perfetta da una incarnazione all’altra.
A causa di ciò essi si trovarono più profondamente intricati nella materia, il che allegoricamente viene indicato con il peccato originale.
Fu, però, tale evento che per primo suscitò nell’uomo la sua attuale individualità; in tal modo egli, quale individuo che passa da incarnazione ad incarnazione, non è responsabile del peccato originale.
Artefici dell’avvenimento furono gli Spiriti Luciferici.
Dobbiamo perciò dire che l’Evento Divino Soprasensibile, per mezzo del quale venne imposto all’uomo un più profondo inserimento nella materia, si era verificato prima che questi fosse diventato tale nel senso terrestre.
L’uomo, attraverso questo fatto arrivò veramente alla libertà e alla realizzazione dell’amore, ma gli fu addossato qualcosa che per forza propria egli non avrebbe potuto conseguire.
Questo inserimento nella materia non fu opera umana, ma un atto divino accaduto prima che gli uomini potessero cooperare al proprio destino.

E’ qualcosa che le Potenze Superiori, dell’evoluzione progrediente, eseguirono assieme a quelle Luciferche.
Per ciò che allora era accaduto occorreva un pareggio!
Il fatto preumano, avvenuto nell’uomo: il peccato originale, aveva bisogno di una compensazione, di qualcosa che per cosi dire, fosse a sua volta non una vicenda degli uomini, ma unicamente degli Dei fra di loro.
Vedremo che tale accadimento doveva svolgersi entro la materia tanto profondamente quanto al di sopra di essa si era consumato l’altro evento. Questo si verificò prima che l’uomo fosse a sua volta intricato nella suddetta.
La divinità dovette immergersi nella materia quanto vi aveva fatto penetrare in essa gli uomini.
Lasciamo agire questo fatto in tutto il suo peso su di noi e comprenderemo allora che l’incarnazione del Cristo in Gesù di Nazareth fu una vicenda che concerneva il Cristo stesso.
Ma a quale scopo fu implicato l’uomo?
Anzitutto, per contemplare la Divinità che pareggia nuovamente il verificato del peccato originale, creando una azione di riequilibrio.
Non sarebbe stato possibile ottenere ciò nella figura di un iniziato poichè questi si risolleva per lavoro proprio dalla caduta nella materia; il fatto era quindi solo possibile in una personalità che fosse completamente un vero uomo che, come tale, non soverchiassere al mondo del piano fisico affinchè il Loro fatto si potesse svolgere.
Piuttosto che adoperare altra formula, è perciò meglio dire: ” Il Cristo offri agli Dei l’espiazione che egli poteva attuare soltanto in un corpo umano fisico”.
E gli uomini assistettero così ad un evento divino.

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