Benvenuti su Free-Italia. Oggi voglio parlarvi di qualcosa che mi sta particolarmente a cuore: il rapporto tra il nostro governo e gli Stati Uniti di Donald Trump. Un tema che tocca tutti noi, perché riguarda la nostra dignità come nazione e il nostro futuro in Europa.
Il problema è chiaro: l'Italia non può essere l'ombra di nessuno
Diciamocelo francamente: c'è qualcosa che non funziona nella politica estera italiana. Da mesi osservo Giorgia Meloni muoversi come su un filo sottilissimo, cercando di accontentare tutti senza scontentare nessuno. Ma questa strategia ha un limite evidente.
Il Partito Democratico, attraverso Peppe Provenzano, ha messo il dito nella piaga: "Meloni sceglie Trump e dimentica che per la Costituzione l'Italia ripudia la guerra. Legittimare questa violazione del diritto internazionale è gravissimo" .
Non si tratta di essere anti-americani. Si tratta di capire che la politica estera non può essere fatta di inchini e sorrisi.
La "special relationship" che ci costa cara
Qualcuno l'ha definita una "corrispondenza d'amorosi sensi" . Trump loda Meloni in ogni occasione, la rilancia sui social, la celebra come una star. E lei? Gongola, naturalmente.
Ma dietro questa apparente armonia si nasconde una realtà più amara. Come ha scritto Dagospia, Meloni deve decidere "se essere la cameriera di Trump in Europa o tutelare gli interessi italiani" .
La domanda è brutale, lo ammetto. Ma necessaria.
I dazi: quando l'amicizia non basta
Ricordate quando ci raccontavano che il "rapporto speciale" con Trump avrebbe protetto l'Italia? Bene, è arrivata la doccia fredda dei dazi al 25%.
Meloni ha dovuto ammettere pubblicamente: "L'introduzione da parte degli Usa di dazi verso l'Unione Europea è una misura che considero sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti" .
Per la prima volta, la premier ha criticato apertamente il suo alleato americano. Ha cancellato tutti gli impegni per concentrarsi sulla crisi . Un segnale che qualcosa si è rotto.
Matteo Renzi non ha usato mezzi termini: "Chi diceva che Meloni e Salvini avevano un rapporto speciale con Trump, mentiva. Quante fake news ci hanno raccontato!" .
Il vero rischio: diventare uno Stato-cliente
Ecco cosa mi preoccupa davvero. L'Italia rischia di trasformarsi in quello che alcuni analisti chiamano uno "Stato-cliente ai margini dell'Impero".
Non è una questione di destra o sinistra. È una questione di sovranità nazionale.
Mentre Macron si divincola dalla stretta di mano di Trump e gli risponde a tono, mentre Starmer annuncia che il Regno Unito starà sempre al fianco dell'Ucraina "qualsiasi cosa succeda" , noi cosa facciamo?
Salvini incontra l'inviato di Trump "per ribadire gli ottimi rapporti" . Come se fossimo in cerca di approvazione.
La piazza che non c'è
C'è un altro aspetto che mi colpisce. Negli Stati Uniti, 2.500 città si sono mobilitate contro Trump durante il "No Kings Day" . In Italia? Silenzio.
I motivi per protestare non mancherebbero: la concentrazione del potere, la libertà di stampa compressa, le riforme costituzionali discusse . Eppure la piazza, quella vera, latita.
Forse siamo troppo stanchi. Forse troppo distratti. O forse abbiamo smesso di credere che la nostra voce conti qualcosa.
Cosa dovremmo pretendere
Non chiedo che l'Italia rompa con gli Stati Uniti. Sarebbe sciocco e controproducente.
Chiedo però che il nostro governo:
- Difenda gli interessi nazionali senza aspettare il permesso di Washington
- Parli con voce chiara quando vengono violati i principi del diritto internazionale
- Stia al fianco dell'Europa invece di giocare a fare il ponte tra due mondi
- Smetta di inseguire ogni mossa di Trump per fedeltà ideologica
La politica estera deve essere mediazione, non sottomissione ai muscoli del più forte.
In conclusione
L'Italia ha una storia, una cultura, una Costituzione che ci impone di ripudiare la guerra. Non possiamo dimenticarlo per compiacere un alleato, per quanto potente.
Giorgia Meloni ha dimostrato di saper criticare Trump quando necessario, come sulla questione dei dazi. Ma non basta. Serve una linea coerente, non reazioni dettate dall'emergenza.
Perché alla fine, come ha scritto qualcuno, "la regola del mondo non può diventare la legge del più forte" .
E noi italiani dovremmo saperlo meglio di chiunque altro.
Gerd Dani Free-Italia

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