sabato 20 dicembre 2025

Pensioni: Il tradimento del Governo e l’incubo del 2026

Ciao a tutti, amici di Free-Italia, e benvenuti in questo nuovo spazio di riflessione. Sono Gerd Dani e oggi dobbiamo guardare in faccia una realtà scomoda, di quelle che fanno rabbia ma che non possiamo ignorare. Qui su Free-Italia ci siamo presi l'impegno di rendere semplici i temi complicati, perché capire è il primo passo per non farsi prendere in giro. E oggi parliamo del vostro futuro, o meglio, di come lo stanno smontando pezzo per pezzo. Si parla di pensioni, di promesse elettorali diventate polvere e di un sistema che sembra accanirsi contro chi lavora. Mettetevi comodi, fate un respiro profondo e leggete fino all'ultima riga: è fondamentale capire bene cosa stanno combinando alle nostre spalle.

Dalle favole alla dura realtà: il grande inganno

Vi ricordate le piazze piene e le voci grosse in tv? "Cancelleremo la legge Fornero", gridavano. Sembrava la volta buona. E invece, eccoci qui a commentare un disastro. Quella che doveva essere una liberazione si è trasformata in una trappola. Il governo Meloni, sostenuto da una destra che a parole difende il popolo, nei fatti sta rendendo il sistema pensionistico un vero incubo, peggiorando le condizioni proprio per chi ha lavorato una vita .

Non è solo una questione di soldi, è una questione di onestà. Dietro le nuove misure della manovra di bilancio c'è una scelta precisa: rinunciare all'equità. Hanno deciso di non dare risposte ai giovani, di ignorare chi ha carriere discontinue e di lasciare che le pensioni attuali perdano valore giorno dopo giorno, mangiate dalle tasse e dall'inflazione . L'Italia è già uno dei paesi dove si va a riposo più tardi, eppure continuano a stringere la cinghia.

Lavorare fino a cadere: l'età che si alza sempre

Parliamoci chiaro. L'idea di godersi la vecchiaia sta diventando un miraggio. Hanno deciso di legare ancora una volta l'età della pensione alla "speranza di vita". Sembra una frase tecnica innocua, ma sapete cosa significa? Significa che l'asticella si alza continuamente.

I dati fanno paura: nel 2027 serviranno 67 anni e 3 mesi per la pensione di vecchiaia. Nel 2029 si arriverà a 67 anni e 5 mesi . Non stiamo parlando di numeri su un foglio, ma di mesi e anni della nostra vita regalati al lavoro quando le energie iniziano a mancare. E come se non bastasse, hanno praticamente cancellato le vie d'uscita flessibili, come Opzione Donna, chiudendo ogni porta a chi sperava di uscire prima .

La stangata sui giovani e la beffa della laurea

Se pensate che questo riguardi solo i "vecchi", vi sbagliate di grosso. Qui si sta giocando con il futuro delle nuove generazioni. Il governo ha inserito un maxi-emendamento che è una vera e propria mazzata.

Hanno allungato le "finestre" per l'uscita anticipata. In pratica, dal 2035, per andare in pensione prima del tempo bisognerà aver versato contributi per 43 anni e 9 mesi . Fatevi due conti. Chi inizia a lavorare tardi, magari perché ha studiato o perché il mercato del lavoro è precario, non ci arriverà mai.

Il riscatto della laurea: pagare per nulla

E qui arriviamo al punto più assurdo, quello che mi fa più rabbia come giovane europeo. Si parla tanto di merito, di studio, e poi? Vogliono penalizzare il riscatto degli anni di laurea. Il piano è diabolico: se paghi per riscattare gli anni di studio, quei soldi varranno per alzare un pochino l'assegno mensile, ma non conteranno pienamente per farti andare in pensione prima .

Le stime dicono che chi riscatterà la laurea potrebbe trovarsi nel 2035 a dover avere oltre 46 anni di contributi prima di vedere la pensione . È follia pura. La Premier Meloni, dopo che sui giornali è scoppiato il finimondo, ha promesso che la norma non sarà retroattiva, ma solo perché probabilmente sarebbe incostituzionale . Ma l'intenzione resta: scoraggiare, punire, allontanare il traguardo.

Il teatrino della politica

La cosa che fa più male è la presa in giro. Da una parte abbiamo la Lega, con Salvini e Durigon che ogni giorno ci raccontano di quanto sono bravi e di come difendono le pensioni. Dall'altra, c'è il Ministro dell'Economia che, zitto zitto, taglia tutto quello che può .

È un gioco delle parti che paghiamo noi. Rompono quel patto di fiducia tra Stato e cittadino, cambiando le regole mentre la partita è in corso. Lo fanno per risparmiare cassa, certo, ma lo fanno sulla pelle di chi ha carriere spezzettate e di chi entra tardi nel mondo del lavoro . Ci diranno ancora che nel 2026 faranno miracoli, ma i fatti di oggi dicono l'opposto: la destra colpisce il lavoro e i diritti, esattamente come temevamo.


Siamo di fronte a un bivio. Questo governo sta disegnando un futuro in cui si lavora fino allo sfinimento e in cui lo studio diventa un peso invece che una risorsa. Hanno trasformato la promessa di abolire la Fornero nel suo peggioramento. Come cittadini, come lavoratori, e per me come liberale che crede nella giustizia sociale, non possiamo accettare che l'equità venga calpestata così. Vi lascio con questa domanda: è giusto vivere in un Paese che chiede ai suoi figli di sacrificare tutto senza garantire loro nemmeno un tramonto sereno? Pensateci, e non smettete mai di informarvi.

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