Ciao a tutti e bentornati sul blog di Free-Italia.
Oggi voglio parlarvi di qualcosa di terribile, una di quelle notizie che ti colpiscono dritto allo stomaco e ti lasciano con un senso di profonda amarezza. È una storia che solleva domande scomode sulla nostra società, sui media e su un certo tipo di attivismo a senso unico. Come sapete, qui su Free-Italia cerchiamo di fare chiarezza su temi complessi, semplificandoli senza mai banalizzarli, e credo che questo argomento meriti tutta la nostra attenzione. Vi chiedo di seguirmi fino in fondo in questa riflessione, perché quello di cui parleremo riguarda tutti noi.
La Storia di Alessandro: Una Brutalità Inconcepibile
Qualche giorno fa, mi sono imbattuto nella storia di Alessandro Venier, un ragazzo di 35 anni . Alessandro è stato ucciso. Ma non si è trattato "solo" di un omicidio. Le responsabili, secondo le cronache, sarebbero state le due persone che avrebbero dovuto amarlo più di chiunque altro: sua madre e la sua compagna, madre di suo figlio piccolo . A quanto pare, lo avrebbero prima stordito con dei farmaci, poi ucciso e infine fatto a pezzi, nascondendo il corpo in un bidone in cantina .
Sono state loro stesse a confessare, quindi non ci sono dubbi sulla dinamica dei fatti . La notizia mi ha lasciato senza parole. Il pensiero di una madre che compie un gesto simile contro il proprio figlio mi fa vacillare, mi fa mettere in discussione il senso stesso dell'affetto e della vita . È un orrore puro, senza filtri.
Il Silenzio Assordante dei Media e degli Influencer
Eppure, di fronte a un crimine così efferato, cosa è successo? Il silenzio. Un silenzio quasi totale . Mi sono guardato intorno, sui social, su YouTube, e ho notato una calma surreale. Le stesse persone, gli stessi influencer e commentatori che giustamente si indignano e si stracciano le vesti per i casi di femminicidio, questa volta tacciono .
Dove Siete Finiti Tutti?
Ricordate le oceaniche ondate di sdegno? I post virali, le dirette infuocate, le accuse all'intero genere maschile, i "mea culpa" collettivi? . Bene. Dov'è tutta quella gente adesso? Perché la morte di Alessandro non merita la stessa attenzione? Forse perché la vittima è un uomo e i carnefici sono due donne? .
Questa assenza di rumore è assordante. Fa male quasi quanto la notizia stessa, perché svela un'ipocrisia profonda. Sembra che l'indignazione funzioni a intermittenza, solo quando la vittima appartiene alla categoria "giusta", quella che garantisce più consensi e visualizzazioni .
La Colpevolizzazione della Vittima: L'Insulto Oltre il Danno
Ma il peggio, se possibile, deve ancora venire. Leggendo i pochi commenti sotto le notizie che riportano il fatto, mi sono imbattuto in qualcosa di agghiacciante. Molte persone, soprattutto donne ma non solo, invece di condannare il gesto, hanno iniziato a cercare giustificazioni . Ho letto frasi come: "Bisogna capire cosa le ha portate a tanto", oppure "Evidentemente erano arrivate a un limite, non l'hanno fatto per divertimento" .
Fermatevi un attimo a riflettere. Immaginate se commenti del genere fossero apparsi sotto la notizia di un femminicidio. Cosa sarebbe successo? Si sarebbe scatenato un putiferio, e giustamente! . Si sarebbe parlato per giorni di "cultura dello stupro" e di colpevolizzazione della vittima. Invece, per Alessandro, questo trattamento sembra lecito. Si insinua il dubbio che, in fondo, "se la sia cercata". Questa, amici miei, è una violenza nella violenza.
Due Pesi e Due Misure: Quando la Violenza ha un Sesso
Questa vicenda scoperchia un problema enorme che sta crescendo in Italia: una forma di risentimento verso l'uomo in quanto tale, che viene quasi normalizzata . È un'idea che si sta radicando così a fondo da essere, a volte, persino legittimata a livello politico per puro consenso .
Pochi giorni fa il Senato ha approvato una legge che, di fatto, punisce in modo più severo un omicidio se la vittima è una donna . Attenzione, il punto non è non proteggere le donne. Il punto è: perché la vita di un uomo come Alessandro dovrebbe valere meno davanti alla legge? . La giustizia non dovrebbe essere uguale per tutti?
La violenza è violenza. Non ha sesso, non ha colore, non ha età. E va condannata sempre, con la stessa forza, con la stessa determinazione, chiunque sia la vittima e chiunque sia il carnefice .
Conclusione: Rompiamo il Silenzio
Sono amareggiato. E anche preoccupato. Vedo un paese che sta maturando una narrazione tossica, dove un figlio maschio rischia di essere odiato solo perché è maschio, e una figlia femmina viene cresciuta nel risentimento . Io non voglio questo per il futuro.
Cosa possiamo fare noi, nel nostro piccolo? Possiamo fare la cosa più semplice e potente di tutte: parlarne. Rifiutare questo silenzio complice. Chiedere ai nostri creator preferiti perché non stanno trattando questa notizia . Far capire che la morte di Alessandro ci interessa, ci scuote e ci indigna tanto quanto ogni altra morte violenta.
Non lasciamo che Alessandro Venier diventi solo una nota a margine nelle cronache. Non permettiamo che la sua tragedia venga dimenticata per alimentare un'ideologia che divide invece di unire. La violenza non ha sesso. E nemmeno la giustizia dovrebbe averne.

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