mercoledì 24 aprile 2019

#Salvini “mantiene le promesse”: #Benzina, aumento boom dei prezzi

C’era una volta una vecchia promessa elettorale fatta da Matteo Salvini che prevedeva di “eliminare le componenti anacronistiche delle accise sulla benzina”, ipotizzando prima uno sconto di 20 centesimi e poi auspicando un’imminente diminuzione di 11,3 centesimi al litro, che si sarebbe tradotta in oltre 4 miliardi in meno di introiti per l’erario, Iva esclusa.

Niente di tutto questo si è fatto.

Il 1 marzo del 2018 Matteo Salvini prese un solenne impegno con gli italiani:

“nel primo Consiglio dei Ministri del Governo Salvini cancelleremo 7 ACCISE sulla benzina, e finalmente in Italia non pagheremo più il carburante più caro d’Europa!”.

Di consigli dei ministri ne sono stati fatti tanti ma l’abolizione delle accise tarda a venire.

Anzi, il prezzo di benzina e gasolio continua a crescere. I prezzi arrivano anche a superare i 2 euro al litro per la benzina.

Un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua. E potrebbe non essere finita qui.

Da leggere: Matteo Salvini è il peggior Ministro dell’Interno della storia della Repubblica?

Aumento della benzina, e non finisce qui
Secondo gli esperti, il greggio rischia di salire dai 75 agli 85 dollari al barile. Rincari che si rifletteranno sul prezzo della benzina, anche se non è chiaro fin dove potranno spingersi gli aumenti. 

Il salasso ai distriubutori potrebbe essere solo l’inizio. Ma Matteo Salvini è uomo d’onore, mica un contaballe comune. Sicuramente manterrà l’impegno preso.

Chi vive sperando, muore? Finitelo voi il proverbio.

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