C’era una volta una vecchia promessa elettorale fatta da Matteo Salvini che prevedeva di “eliminare le componenti anacronistiche delle accise sulla benzina”, ipotizzando prima uno sconto di 20 centesimi e poi auspicando un’imminente diminuzione di 11,3 centesimi al litro, che si sarebbe tradotta in oltre 4 miliardi in meno di introiti per l’erario, Iva esclusa.
Niente di tutto questo si è fatto.
Il 1 marzo del 2018 Matteo Salvini prese un solenne impegno con gli italiani:
“nel primo Consiglio dei Ministri del Governo Salvini cancelleremo 7 ACCISE sulla benzina, e finalmente in Italia non pagheremo più il carburante più caro d’Europa!”.
Di consigli dei ministri ne sono stati fatti tanti ma l’abolizione delle accise tarda a venire.
Anzi, il prezzo di benzina e gasolio continua a crescere. I prezzi arrivano anche a superare i 2 euro al litro per la benzina.
Un pieno di gasolio costa oggi circa 5,5 euro in più rispetto ad aprile 2018 (+4 euro la benzina) e il rincaro alla pompa raggiunge quota +7% su base annua. E potrebbe non essere finita qui.
Da leggere: Matteo Salvini è il peggior Ministro dell’Interno della storia della Repubblica?
Aumento della benzina, e non finisce qui
Secondo gli esperti, il greggio rischia di salire dai 75 agli 85 dollari al barile. Rincari che si rifletteranno sul prezzo della benzina, anche se non è chiaro fin dove potranno spingersi gli aumenti.
Il salasso ai distriubutori potrebbe essere solo l’inizio. Ma Matteo Salvini è uomo d’onore, mica un contaballe comune. Sicuramente manterrà l’impegno preso.
Chi vive sperando, muore? Finitelo voi il proverbio.

Nessun commento:
Posta un commento