25 aprile 2019: un giovedì da “ponte” e molti di voi coglieranno l'occasione per un’allegra vacanza, senza minimamente soffermarsi un attimo per commemorare quanti hanno lottato e versato il proprio sangue per garantirci ciò che oggi ci appare scontato e dovuto: la Libertà.
Celebrazioni a Roma e in tutta Italia, da nord a sud dello Stivale, per rendere omaggio agli onori militari. Ma chi ancora ci crede davvero? Quanti sono coloro che ancora oggi combatterebbero per difendere il valore autentico della Libertà?
Una libertà mancata per l’intero ventennio fascista, quando era severamente e crudelmente proibita ogni libera espressione di pensiero, di stampa e di associazione.
Pertanto, la sconfitta del nazifascismo e la liberazione dell’Italia dal regime mussoliniano devono essere un monito affinché si scongiurino le nascite di nuovi movimenti “fascisti”, in Italia e in Europa. Movimenti che, facendo leva su una situazione economica difficile (come quella attuale), utilizzino una dialettica populista con l’intento di radicarsi perfidamente nella società moderna.
Per guardare all’attualità e per traguardare il futuro non si dimentichi la memoria. Viviamo in un momento storico dove ripetutamente la memoria della Resistenza è stata offesa da fascioleghisti-m5s Compiaciuti di un passato cui non possiamo permettere di ritornare.
C’è di più in questa post -modernità: il fascismo vive tra noi, nei comportamenti quotidiani dell’egoismo, dell’individualismo, della ricerca della sopraffazione degli altri, nell’inganno quotidiano della politica ridotta a pura lotta per il potere, alla guerra che dilania interi popoli e rischia, ancora una volta, di incendiare il mondo.
Ricordare oggi il 25 Aprile, il giorno più importante della Nostra storia, significa prima di tutto compiere un dovere civico e morale di altissimo valore, significa stare dalla parte di chi considera la storia patrimonio insuperabile delle radici di un popolo, significa combattere per la verità e per la difesa dei principi di fondo della nostra convivenza civile.
Il 25 aprile per gli italiani deve essere come il 4 luglio per gli americani o il 14 luglio per i francesi.
Viviamo un clima culturale violento, assistiamo all’emergere di silenzi, zone d’ombra, vuoti, a pentitismi rivolti magari in altre direzioni, ma che sostanzialmente coinvolgono la memoria di quello che è stato l’avvenimento fondamentale nella storia d’Italia.
È bene anche ricordare che, grazie alla Resistenza e al sangue dei partigiani, è nato quel compendio di diritti e di doveri denominato Costituzione, ossia la “Magna Carta”, sul quale si fonda la nostra Repubblica.
Nella Costituzione sono dettati i principi del vivere civile, di solidarietà, sussidiarietà e di uguaglianza che oggi ci consentono di beneficiare appieno delle Libertà conquistate dai nostri progenitori. Un atto normativo di fondamentale importanza a tutela della nostra bramata Libertà, che soprattutto le nuove generazioni (con l’ausilio e la mediazione dell’istituzione scolastica) dovrebbero imparare a conoscere, rispettare e difendere, in tutte le sue parti.
La Libertà la si apprezza qualora ci venga sottratta da un regime ingiusto e demagogico in grado di adulare le masse spesso incapaci di intendere il valore autentico della Libertà sancita dalla democrazia.
Proteggere la nostra democrazia, innestata sui principi della solidarietà, della giustizia sociale e sul rispetto dell’essere umano , deve essere il fine precipuo sul quale fondare la Libertà di ognuno, che assume un’importanza ancor più grande, ripensando ai 900 migranti naufragati qualche giorno addietro nel canale di Sicilia: nord africani che scappano da un regime ostile e cruento disposti a tutto per una vita migliore ma soprattutto più Libera.
Oggi, siamo liberi di partecipare ad attività sociali, culturali, di costituire libere associazioni, aderire a partiti, sindacati, votare liberamente per poter scegliere la nostra classe dirigente. Tutte libertà che ci sembrano “normali” grazie a quel 25 Aprile 1945 che va egregiamente ricordato per non “sciupare” quel dono di Libertà strenuamente offerto da nostri partigiani.

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