Il 21
marzo si celebra la giornata mondiale della poesia. Ne approfitto per far
conoscere il profilo di una voce delle Madonie che, purtroppo, pochi conoscono: Maria Ermenegilda Fuxa.
Maria
Fuxa nasce ad Alia in provincia di Palermo e, conseguito il diploma magistrale,
inizia ad insegnare presso un istituto milanese. Si iscrive alla facoltà di
pedagogia. Studia pianoforte. Insomma tutto nella norma per una
donna intelligente e curiosa dell’epoca.
Dopo il
decesso dei suoi genitori e qualche
ricovero in diverse cliniche
psichiatriche viene ricoverata all’ospedale psichiatrico di Palermo .
I
quegli anni e fino alla sua chiusura la conosco perché mia madre, sua grande
amica e confidente, lavora come infermiera psichiatrica presso il manicomio di
Palermo.
Maria Fuxa nei momenti, lunghissimi, di lucidità collabora come archivista nella sezione donne dell’ospedale ove è ricoverata. Negli ultimi anni della sua vita si dedica intensamente alla poesia. Viene invitata a far parte della prestigiosa associazione Siciliana per le arti ( ASLA ) diretta da Ugo Zingales nella sezione cultura. Invitata a concorsi internazionali di poesia, ottiene molti riconoscimenti e premi: “Fede e Civiltà”, “Genialità e creatività”, “Salvatore Quasimodo”, “Donatello”. Al concorso “Giacomo Leopardi”, figura al primo posto.
Maria Fuxa nei momenti, lunghissimi, di lucidità collabora come archivista nella sezione donne dell’ospedale ove è ricoverata. Negli ultimi anni della sua vita si dedica intensamente alla poesia. Viene invitata a far parte della prestigiosa associazione Siciliana per le arti ( ASLA ) diretta da Ugo Zingales nella sezione cultura. Invitata a concorsi internazionali di poesia, ottiene molti riconoscimenti e premi: “Fede e Civiltà”, “Genialità e creatività”, “Salvatore Quasimodo”, “Donatello”. Al concorso “Giacomo Leopardi”, figura al primo posto.
Personalità
sensibile formatasi presso la biblioteca nazionale immersa nei testi del
Leopardi, Foscolo, Pascoli e tra i contemporanei Dino Campana ed Ungaretti.
Subisce
i trattamenti curativi dell’epoca ma i continui Elettroshock, Shock Insulinici
e l’uso continuo dei psicofarmaci, non
riescono a spegnere i tratti di una personalità che esce pura ed inattaccata dalle
sue poesie. Nel 1980 pubblica il volume “Voce dei senza voce” che la fa
conoscere al di fuori del ristretto cenacolo poetico. Per il solo merito delle
sue poesie e nonostante la storia “ingombrante” molte associazioni ed accademie
la vogliono come loro socia.
Denuncia
con versi semplici e diretti i mali di una società dimentica degli ultimi e lo
stato di abbandono dei pazienti psichiatrici.
Si
spegne a Palermo il 23 luglio del 2004.
Carlo Mocera
Dov’è il mio io?
Mi sento senz’anima
e priva di corpo
Staccata da terra, da case
da vie, da muri…da tutti.
Mi aggiro in angosciosa
ricerca del mio io…
smarrito, strappato,
sepolto, incatenato?…Non so
non capisco…
E chi è costei che ha le sembianze
del volto che si trascina con me?…
( Maria Fuxa )

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