dal greco éntomos “insetto” e phàgein, “mangiare” sarebbe ormai una soluzione per sfamare la
popolazione del pianeta.
Persino la FAO la mette in cantiere, forte del fatto
che, per quanto ci possa provocare ancora un certo disgusto da millenni circa l’80% della popolazione mondiale
già pasteggia con gli insetti e ancora
più di recente l’alta cucina ne ha fatto uno status simbol.
E così mentre
all’expo veniva presentato un primo assaggio da gastronomia di insetti, l’OMS
pubblicava la
black list di cibi cancerogeni che pone nel panico i consumatori di würstel, salsicce
e prosciutti dopo averli depauperati de buccia della frutta perché piena di
diserbanti e fitofarmaci, di pesce perché contiene il mercurio, di acqua per le
tracce d'arsenico.
Ma il nuvel food è futuro o
ritorno al passato? Maometto era assiduo degustatore di insetti - e di
cavallette in particolare senza alcun danno per la sua salute. Il Profeta
diceva : Chi non mangia delle mie cavallette, dei miei cammelli e delle
mie tartarughe, non è degno di me, ma anche
nel Levitico degli Ebrei e nel Vangelo cristiano ce ne sono tracce: «Giovanni Battista portava una veste di peli di cammello e suo cibo erano locuste e miele selvatico» (Giovanni, III, 23-26).
nel Levitico degli Ebrei e nel Vangelo cristiano ce ne sono tracce: «Giovanni Battista portava una veste di peli di cammello e suo cibo erano locuste e miele selvatico» (Giovanni, III, 23-26).
A chi dubita che tali alimenti possano subentrare alla dieta
mediterranea o possano scalfire i gustosi ricordi della tradizione
gastronomica, si potrebbe obiettare che ancora c’è tempo. Ma prevedere una tale
modificazione è assolutamente un fatto concreto oltre che una rivoluzione.
Certo l’uomo come gli animali, bovini, suini, ovini, cani e gatti potranno far
consumare meno e meglio cibandosi di insetti prima che insorgano nuovi
sindacati e nuove associazioni a loro tutela.
Ma già molti animali si cibano degli insetti e
nessuno ha parlato!
E gli insetti erano presenti nelle tavole del
passato e del presente pure se abbiamo
preferito non immaginare per esempio che :
ü la produzione della seta in Cina potesse essere
successiva all’utilizzo alimentare dei bachi;
ü il Re della Siria fosse ghiotto
di cavallette;
ü assiri e siriani potessero nutrirsi
delle cavallette catturate per difendere le coltivazioni come disegnato sulle
pareti del Palazzo Assiro Ninive, dove
solerti servitori offrono spiedini di cavallette in un banchetto;
ü popolazioni libiche mangiare
locuste con il latte e lo racconta Erodoto;
ü le cicale più buone sono
quelle giovanissime, lo dice Aristotele;
ü erano considerate prelibatezze dagli antichi romani le
larve Cossus, ce lo dice Plinio;
ü l’imperatore degli Atzechi faceva colazione
con insetti cucinati variamente, ne conoscevano 91 specie;
ü i maggiolini furono preferiti
da un membro del senato francese che nel 1880 diffuse la ricetta di una zuppa preparata con tale
ingrediente che, e si trattava del vicepresidente
della “Società degli Insetti di Parigi”, vennero mangiati con gusto
pubblicamente;
ü l’ esperto francese di alimentazione Bruno Comby, dal suo castello di Montrame, proponeva nel suo libro Delicieux insectes, una dieta a base di insetti, e doveva esserne
un patito se per lui le mosche sono deliziose,
le api hanno un gusto di caramella, le larve sembrano noci di burro e nulla è
più rappresentativo dell’alta gastronomia di un
ragù di cavallette o una terrina di grilli, tritati con erbe aromatiche
e bacche di ginepro, o soprattutto una supreme
di larve, da servire in purea con gli aperitivi;
ü attualmente gli insetti commestibili fanno parte della alimentazione
quotidiana in paesi in via di sviluppo tra cui Asia, America Latina, Africa e Oceania;
ü in Messico le formiche culone,
considerate un afrodisiaco, sono vendute
ai turisti a pacchetti per le strade,
negli aeroporti;
ü
le
larve dell'agave vengono addirittura inscatolate ed esportate in USA, Canada e
Giappone perché piacciono moltissimo al consumatore;
ü esistono entità aziendali che
anche in occidente, USA, Regno Unito, Francia,
Olanda e Belgio, vendono prodotti alimentari a base di insetti ed addirittura
si organizzano festival dedicati o ristoranti che li propongono nel loro menu;
ü è una realtà il “formaggio coi vermi” di alcune regioni dell'Italia come la
Sardegna, la Sicilia, il Piemonte, il Friuli, l’Abruzzo e l’Emilia Romagna e della
Francia, in Corsica, l’alchermes della zuppa inglese, che è colorato con estratti di
Dactylopius coccus, il casu marzu, sardo, oltre
al Milbenkase in Germania.;
ü persino in Friuli Venezia
Giulia esiste l'usanza di mangiare
Lepidotteri del genere Zygaena e Syntomis. Viene consumata solo l'ingluvie
ricca di sostanze zuccherine e viene scartato il resto del corpo (Dreon and
Paoletti 2009);
ü e ……..alcuni estratti di
insetto, come il rosso cocciniglia, vengono ampiamente utilizzati da tempo per
colorare cibi come yogurt, caramelle, il Campari.
Ci piaccia o no, in Thailandia la Fao ha stimato
20mila "insect farmer", Londra,
Nizza, Francia, Olanda e Svizzera si allineano già ed in Svizzera gode ampia
fama il locale per entomo-gourmet dove si possono degustare molte delle 1.900
specie di insetti commestibili, in Francia gli entomo-allevamenti sono molto
richiesti, il governo olandese ha investito milioni di euro per la ricerca e la
legislazione dell'industria del settore.
In Italia resistiamo perché certo lo spaghetto alle
larve non è che ci faccia sognare ma in
provincia di Bologna l'azienda Microvita da 20 anni sta alleva
biologicamente con metodi insetti per la
zootecnia e la pesca e la sua trasformazione è facile!
"Attualmente il consumo umano di alcune
specie di insetti, come i grilli, è consentito in Belgio, Olanda, Danimarca e
Gran Bretagna, e contiamo su un periodo di due anni per adattarci alle nuove
regole" spiega l’ Ipiff, che in Europa finora ha lavorato
principalmente per l'industria dei cibi per gli animali da compagnia. Per loro gli orizzonti del nuovo business non
sono più amburger (Mac Donalds saprà adeguarsi?) o addirittura gli ancora
neonati spiedini di insetti, ma snack e barrette nutrienti
per gli sportivi a base di insetti, per i quali loro confermano che"c'è domanda".
I 10 miliardi di abitanti che popolano il pianeta possono essere sfamati
a basso costo ma con qualità allevando insetti con un investimento a basso
costo e minimo impatto ambientale.
Il “novel food” dunque è già in tavola se il Parlamento
europeo in seduta plenaria ha aperto all’uso degli insetti per scopi alimentari
umani, semplificandone le autorizzazioni, ma ancora serve il parere sulla “sicurezza
alimentare” di cui sospetto che sia già pronto il testo. Insetti, larve, vermi,
grilli, meduse, scorpioni e ragni faranno il loro ingresso negli attuali
elenchi dei nuovi alimenti insieme ad
alghe, tessuti, nanomateriali, cibi costruiti in laboratorio e nuovi coloranti,
qualora ricevano il parere positivo dell'Efsa, l'agenzia europea per la
sicurezza alimentare.
Calmi
coloro che sostengono che l’emozione ed il senso sono una guida ineliminabile
nella scelta degli alimenti da mangiare. A loro dico che il gusto è cultura! A meno che non siano talmente in in fase di vendetta contro le fastidiosissime zanzare da sognare di cuocerle. In questo caso sarebbe però un..pensiero negativo.
Confortiamoci all'idea che le nostre tradizioni non andranno perdute: figli
dei nostri nipoti leggeranno i nostri menù in biblioteca. Virtuale
naturalmente.
Maria Frisella

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