L'ulivo,
spesso secolare, nel territorio siciliano è una delle piante più
rappresentative de paesaggio agrario: dalle aree collinari, ad olivi misti a mandorli e carrubi ed anche vite e gli ortaggi o ai margini di aree
agrumentate.
Sono lì a raccontare storia e miti, solenni con i loro tronchi distorti che si avvolgono in abbracci, opere della natura. Producono l’olio, alimento salutare, ricco di antiossidanti naturali che riducono l’insorgenza di tumori e il rischio di malattie cardiovascolari, ritardano l’invecchiamento delle cellule e favoriscono la digestione. Se olio di qualità.
Sono lì a raccontare storia e miti, solenni con i loro tronchi distorti che si avvolgono in abbracci, opere della natura. Producono l’olio, alimento salutare, ricco di antiossidanti naturali che riducono l’insorgenza di tumori e il rischio di malattie cardiovascolari, ritardano l’invecchiamento delle cellule e favoriscono la digestione. Se olio di qualità.
Trovo che
sul vino ci siano molte informazioni che orientano uso e scelte, sull’olio molte meno. Si parla di degustazione di vino e poco di quella dell’olio.
Per quanto Plinio
scrivesse che "due sono i liquidi più graditi al corpo umano: all'interno
il vino, all'esterno l'olio" oggi
l’olio è uno degli alimenti più importanti della dieta mediterranea in quanto, ricavato dal frutto e non dal seme, mantiene
le sue qualità organolettiche e nutrizionali. Plinio s’è perso molto!
Acquistare
un olio che sia buono e piaccia è importante per la salute e per la
valorizzazione degli ingredienti di una ricetta. Resta fermo che i perossidi, alterazioni di tipo ossidativo
che segnalano invecchiamento ed irrancidimento dell’olio, ne altera il sapore e
l’odore che diventano sgradevoli. La legge prevede che il valore dei perossidi dell’olio in commercio sia molto basso, pari a 20.
Di oli ce ne
sono tanti in commercio, ed anche DOP, ma come si può riconoscerli?
Una
delle prime differenze va ricercata tra l’olio extravergine e olio vergine di
oliva.
Entrambi gli oli sono estratti con processi meccanici ma l’olio
extravergine è estratto dalla prima premitura e mantiene
determinati parametri di acidità, indicatori per l’ossidazione, e
caratteristiche organolettiche, l’olio vergine
presenta proprietà nutrizionali leggermente alterate (per esempio, possiede
meno vitamina e al palato risulta più
acido, il che ne condiziona la digestività.
Proviamo
a degustare l’olio?
Nelle
degustazioni ufficiali si usa un bicchierino di vetro blu, ma a me piace di più quello
bianco. Si deve avere a disposizione una mela perché neutralizza le sensazioni
organolettiche tra un assaggio e l’altro.
Come
per i vini dobbiamo esercitare i sensi, visivo, olfattivo, gustativo.
Usiamo
la vista.
Versiamo
pochi cucchiaini di olio nel nostro bicchiere e rigiriamolo sulle pareti dello
stesso:
1.
che colore ha?
2.
È corposo, fluido, pulito?
Se ha colore verde la sua raccolta è giovane, se è giallo vuol dire che la raccolta
del frutto è matura.
La
fluidità va controllata con l’olio in contro luce: l’olio extravergine ha una
fluidità medio-bassa, dunque se è elevata è segno di oli ad alto contenuto di
acidi grassi polinsaturi, come l'olio di semi.
Usiamo l’olfatto.
È bene sempre tenere il bicchiere stretto tra le
mani perché raggiunga la temperatura ottimale a coglierne gli odori, intorno ai
28°C. Quindi agitiamolo come se fosse un terremoto, coprendolo con la mano per
mantenere gli aromi. Quando lo annuseremo subito dopo averlo scoperto sentiremo
i suoi componenti olfattivi volatili: gli aromi e la loro intensità,
percettibile o elevata.
Gli aromi
di verdura, frutta o erba, le loro sfumature, ci faranno riconoscere il
grado di maturazione delle olive: il profumo "fruttato verde di
oliva" richiama quello di frutti
fresca e un "fruttato maturo" richiama quello di frutti dolci.
Usiamo il gusto.
Sorseggiamo una piccola quantità di olio per almeno
30 secondi, distribuendolo su tutta la bocca mentre aspiriamo aria tra i denti
per provocare l’evaporazione dell’aroma.
Le papille gustative della lingua ci faranno percepire sulla punta il dolce, sui lati il salato, sulla
parte centrale l’aspro e sulla parte posteriore l’amaro.
Avremo
la percezione del piccante e dell’astringente.
L'amaro-piccante di un
olio extravergine che pizzica in gola è un pregio perché segnala l'alto
contenuto di polifenoli antiossidanti. Dunque non segnala acido, l'acidità libera dell'olio non è percepibile
al gusto, poiché gli acidi grassi liberi dell'olio sono inodori ed insapori.
Un buon olio extravergine
non dovrebbe superare la percentuale del 0,4%, pure se per legge può arrivare
sino a 0,8%, un olio vergine ha una percentuale del 2% Sarà bene, oltre che consigliato ufficialmente, non fumare nella mezz’ora precedente l'
assaggio, non usare profumi, cosmetici o
saponi profumati prima della degustazione, non aver ingerito alcun cibo
nell’ultima ora ed ovviamente non essere raffreddati!
Maria Frisella
Maria Frisella

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